Bari. Ferri: anche il marchio a rischio

13/04/2004

BARI
 
MARTEDÌ, 13 APRILE 2004
 
Pagina IX – Bari
 
Il provvedimento dopo il fallimento di Logistica e la liquidazione di Arepo
 
Ferri, il crollo dell´impero
anche il marchio a rischio
 
Milano presto sancirà la fine della srl
 
 
 
    Ormai al tramonto le speranze di un rilancio del gruppo ipotizzate dal custode giudiziale
    Il tracollo è iniziato nel gennaio 2002 quando le banche hanno chiuso i finanziamenti
 
    GIULIANO FOSCHINI

    TRANI – Il tribunale di Milano è in procinto di sancire la definitiva fine del marchio Ferri. In seguito al fallimento deciso dal tribunale di Trani (e poi confermato dalla Corte di Appello di Bari) della Ferri Logistica, anche la Ferri srl, la società della holding che detiene il marchio, sta per chiudere i battenti. I commissari ministeriali che si stanno occupando della vicende della Srl (Antonio Tamborrino, Francesco Ferrucci e Sergio Trauner) si erano riservati ogni decisione, in attesa di conoscere le sorti della Logistica. Ora che ne è stato deciso il fallimento, è molto probabile che i commissari esprimeranno parere negativo all´ammissione della società all´amministrazione straordinaria. E, dunque, anche la Srl verrà dichiarata fallita.
    Proprio su questa società si erano concentrate le attenzioni del custode giudiziale, Agostino Meale, che già nella sua prima relazione inviata al pubblico ministero Antonio Savasta aveva individuato la Srl come la "core business" del gruppo, l´azienda su cui puntare per il rilancio di tutto il gruppo. La Srl – che gestisce un centinaio di punti vendita e ha 129 dipendenti (i titolari dei franchising) – era l´unica a mantenere il rapporto diretto con la clientela e, forte della storicità del marchio, secondo Meale poteva essere la sola impresa delle diciotto della holding a continuare l´esercizio.
    Il fallimento della Logistica, che serviva da magazzino ai punti vendita, e la liquidazione dell´Arepo (la società che aveva rilevato i punti vendita sani del gruppo), hanno però bloccato sul nascere ogni progetto. Il tracollo del gruppo Ferri era cominciato nel gennaio del 2002 quando le banche vista l´importante esposizione debitoria avevano chiuso i fondi. A quel punto la famiglia coratina aveva cominciato a rivolgersi a società di factoring vantando crediti, a detta dei magistrati, fasulli. Dopo aver ottenuto circa 50 milioni di euro, i Ferri avrebbero cominciato a spostare denaro da una società all´altra. Denaro che, sostiene il pm Savasta, sarebbe poi improvvisamente scomparso.
    Gli inquirenti hanno stimato che il movimento di denaro complessivo è stato di 400 milioni di euro. I finanzieri del Gico ne hanno ritrovati soltanto 100. Da qui l´accusa di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta preferenziale. Il legale della famiglia, Francesco Paolo Sisto, ha sempre rigettato tutte le accuse attribuendo il crac economico a una cattiva gestione economica dei punti vendita.