Bari. Fallimento per il gruppo Ferri

22/01/2004

BARI

GIOVEDÌ 22 GENNAIO 2004

 
 
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Fallimento per il gruppo Ferri

Il tribunale ordina il sequestro di tutti i beni della società
          Depositata ieri a Trani la sentenza su "Logistica spa". I giudici: non ci sono le condizioni per l´amministrazione controllata

          La relazione del custode lasciava uno spiraglio: imprese sane ma gestite male
          Crolla l´ipotesi della vendita: in pericolo il posto di lavoro dei 205 dipendenti

          GIULIANO FOSCHINI


          TRANI – Alla pagine sette la conferma che tutto quanto quello che c´è stato, era soltanto una grande illusione: "Il tribunale fallimentare di Trani, non sussistendo le condizioni per l´ammissione all´amministrazione straordinaria, dichiara il fallimento della Ferri logistica srl e ordina l´apposizione immediata dei sigilli su tutti i beni mobili della società". I giudici Vito Savino, Corrado Di Corrado e Luciano Guaglione hanno depositato ieri mattina una sentenza tanto attesa quanto inaspettata: è forse il colpo definitivo alla saga della famiglia Ferri, partita negli anni ?80 da un negozietto di periferia, passata per il sogno della scalata dei mercati mondiali e terminata nelle aule di un tribunale.
          Il grande pericolo è ora per i 205 dipendenti dell´azienda: "Cosa ne sarà dei nostri posti di lavoro?". La decisione, che riguarda una sola azienda della società, potrebbe provocare un effetto domino. In seguito a questo sentenza è infatti molto probabile che altre ditte della holding vengano dichiarate fallite: è il caso per esempio della Ferri srl e della Effepi, che hanno la procedura in corso al tribunale di Milano. Anche da un punto di vista di forza lavoro, la Logistica ha i numeri più importanti: operano 205 dei 533 dipendenti del Gruppo Ferri. Altri 129 fanno poi parte della Ferri srl e un centinaio erano dipendenti della Genesi, l´azienda madre dichiarata fallita a giugno. Il fallimento della Logistica è stato anche il centro di tutta l´inchiesta portata avanti dalla Procura di Trani: il caso giudiziario scoppiò infatti in seguito all´arresto dei primi tre commissari ministeriali nominati per valutare se la società potesse usufruire dei benefici dell´amministrazione straordinaria previsti dalla legge Prodi-bis. Secondo il pm Antonio Savasta e il gip Michele Nardi "quella relazione conteneva fatti insussistenti" e dunque incriminarono i periti per falso ideologico, abuso d´ufficio e calunnia. Dopo una decina di giorni arrivò poi la maxi operazione: otto persone furono arrestate (tra cui Riccardo Ferri e il sindacalista della Cgil Peppino Scognamilllo), per la prima volta in Italia un´intera holding fu posta sotto sequestro. Gli inquirenti rassicurarono: "Faremo tutto per salvaguardare i lavoratori".
          Di sicuro, ci hanno provato. Il custode giudiziale Agostino Meale ha presentato agli inizi del mese una dettagliata relazione sullo stato ("disastroso") in cui si trovava, al suo arrivo, la holding evidenziando però "le reali prospettive di sviluppo. Queste sono imprese sane. Ma gestite male". A supportare questa posizione era poi arrivata la relazione dei nuovi commissari (Antonio Tamborrino, Francesco Ferrucci e Sergio Trauner) che, forti anche della proposta di vendita del gruppo friulano Bernardi, avevano dato parere positivo alla concessione dell´amministrazione straordinaria. I giudici del fallimentare hanno però ritenuto che "la valutazione espressa dai commissari giudiziali è errata sotto diversi profili". Motivi tecnici ("non può sottacersi l´assurdità giuridica della tesi dei commissari") e pratici: "Dall´esame degli atti emerge chiaramente che nell´attivo della Ferri logistica non vi è alcun bene materiale e appare di dubbio valore commerciale sia il preteso know-how sia lo stesso avviamento commerciale".
          Sul fitto di ramo d´azienda, di fatto già effettuato al gruppo Bernardi (che aveva dato l´affare già per concluso tanto che per il 27 gennaio aveva indetto una conferenza stampa a Milano per pubblicizzare l´affare), i giudici fallimentari non sono meno impietosi: "I commissari hanno assunto notizie e raccolto manifestazioni di interesse non apprezzabili sotto il profilo giuridico, in quanto prive di qualunque carattere impegnativo, invece di acquisire e valutare serie proposte di acquisto dell´azienda". È stato nominato curatore Riccardo Zingaro. La difesa ha 15 giorni per presentare opposizione.