Bari. Fallimento Cedi Puglia, tre indagati

22/04/2004


GIOVEDÌ, 22 APRILE 2004
 
Pagina IX – Bari
 
Sotto inchiesta anche un consulente e un ex amministratore della società. Perquisizioni della Finanza a Barletta
 
Fallimento Cedi Puglia, tre indagati
 
Un commissario liquidatore accusato di bancarotta fraudolenta
 
 
 
 
MARA CHIARELLI

    Nuove perquisizioni a Barletta nell´inchiesta sul più grosso fallimento degli ultimi anni a Bari. Quello, in pratica annunciato, di Ce.di Puglia, il gruppo a lungo leader nella grande distribuzione, e ora alla ricerca disperata di salvezza. Ma, in attesa della decisione del giudice delegato, Franco Cassano (prevista per lunedì prossimo) la situazione sembra farsi ancora più difficile, e si svelano scenari a sorpresa.
    Gli uomini del Gico (il Nucleo di polizia tributaria) della Guardia di finanza, su disposizione del pm Renato Nitti, hanno perquisito ieri abitazioni e studi di tre persone indagate per bancarotta fraudolenta: i finanzieri sono stati a casa, allo studio e nell´ufficio della liquidatela presso Cedi Puglia di uno dei tre commissari liquidatori della società, l´avvocato Pasquale Ronco di Trani, che aveva anche ricoperto l´incarico di consulente legale del gruppo. E poi lo studio (a Terlizzi) e l´abitazione (una villa a Ruvo) di Pasquale Giangaspero, a lungo direttore amministrativo Ce.di Puglia, ora amministratore del Consorzio Europrogea (all´interno della ex Ce.di, lo stesso che cercava di salvare la Ferri Logistica).
    I militari si sono poi spostati all´ufficio e allo studio di Gabriele Cozzoli, un altro amministratore dell´Europrogea.
    A casa di Giangaspero sono stati sequestrati valori e titoli, per ora ingiustificati, per oltre 600 mila euro. I militari hanno anche portato via documenti ritenuti utili nello stabile sede della Ce.di Puglia, perquisendo anche le stanze di società che hanno avuto rapporti con il gruppo e che, secondo gli investigatori, ne avrebbero ancora.
    L´ipotesi che il magistrato vuole verificare è che la richiesta di ammissione al concordato preventivo, fatta nel 2002 al tribunale di Bari, sia stata gonfiata, esponendo crediti inesistenti.
    E già forti perplessità, proprio in tal senso, erano state esposte dal commissario giudiziale nominato dai giudici, il professor Giuseppe Trisorio Liuzzi, al quale in un secondo tempo era stato affiancato un coadiutore, il commercialista Fabrizio Pulpo. Nel 2003, inoltre, Trisorio Liuzzi evidenziò al giudice che qualcosa non andava nei conti, nei crediti in particolare, stimati dai liquidatori in 73 milioni di euro. Ma il colpo di scena è arrivato nell´udienza di lunedì scorso, quando il pm Renato Nitti ha depositato una nota del Gico, nella quale sono elencate tutte le società pugliesi dalle quali la Ce.di Puglia non sarebbe in condizione di riscuotere i crediti: di queste, cinque sono fallite, altre cinque in liquidazione, 15 cessate, due con istanza di fallimento in corso, mentre per altre sette la sede, durante i controlli, è risultata fantasma.
    Secondo la Procura di Bari, che per legge prende parte alla procedura concorsuale chiedendo il fallimento del gruppo, i crediti non sono stati valutati correttamente. Anzi, sarebbero stati palesemente gonfiati. Per questo, ieri ha disposto le perquisizioni nelle stanze di chi avrebbe contribuito a portare Ce.di Puglia al fallimento, in un modo o nell´altro, magari solo esponendo nella valutazione globale dei crediti cifre errate. Su queste novità e sulla richiesta di fallimento, presentata anche dal commissario giudiziale, il giudice delegato del tribunale fallimentare di Bari, Franco Cassano, deciderà lunedì prossimo.
    Non si esclude, a questo punto, che lunedì saranno depositati dal Gico i primi risultati delle perquisizioni compiute ieri.