Bari. Commercio, allarme dei sindacati

12/06/2003

 
 giovedì 12 giugno 2003
BARI Pagina IX
 
 
Cgil, Cisl e Uil preoccupati dalla riforma che lunedì approda
all´esame del Consiglio regionale
Commercio, allarme dei sindacati
I Ds: "Dopo tre anni di proroghe c´è anarchia nel settore"
      PIERO RICCI
      I sindacati alzano il livello di allarme sulla nuova legge del commercio. Lunedì prossimo, la bozza di riforma approda in Consiglio regionale: la terza commissione consiliare, quella presieduta da Mario Carrieri e che si occupa di sviluppo economico, dovrà esprimere un parere, prima della definitiva approvazione in aula. Ma a Cgil, Cisl e Uil sono preoccupati. «In questi anni le mancate scelte e le continue proroghe del governo regionale in materia di commercio hanno portato il settore in una condizione di incertezza che ha bloccato la programmazione degli investimenti e ha favorito il contenzioso legale», affermano in una nota congiunta i responsabili di Filcams, Fisascat e Uiltucs.
      L´allarme è scattato sul rinvio del regolamento applicativo del disegno di legge. «Si corre il rischio di una legge incompleta e di difficile applicazione», incalzano i sindacati che chiedono di rafforzare la concertazione da parte della Regione. Cgil, Cisl e Uil rivendicano una serie di priorità per il rilascio delle autorizzazioni alle grandi strutture di vendita tra cui la definizione del numero di occupati riassorbiti da altre strutture che nel frattempo hanno chiuso e l´applicazione del contratto nazionale.
      Non è dello stesso parere il direttore generale della Confcommercio pugliese, Giuseppe Chiarelli: «Ormai ci siamo. Le preoccupazioni sono fuori luogo. È positivo che il disegno di legge abbia alcuni gradi di flessibilità che possono aiutare le norme ad adeguarsi all´andamento del mercato. Come è importante – aggiunge – fissare alcuni paletti rigidi sui settori merceologici e, soprattutto, sulle tipologie dimensionali. Dobbiamo sapere ad esempio – spiega l´esponente della Confcommercio – che una media superficie di vendita abbia nel tempo, quelle e solo quelle dimensioni».
      Anche le associazioni di categoria, comunque, gradirebbero qualche modifica. Il testo che approderà lunedì in commissione, prevede quattro settori merceologici: alimentare, beni per la persona, altri beni e beni a basso impatto ambientale. Non guasterebbe una "categoria mista" che permetterebbe, ad esempio, l´apertura di una struttura di vendita di alimentari e di beni per la persona, con un solo nulla-osta anziché due. La partita, insomma, è ancora aperta. Ed è una partita che dura da tempo, come dimostrano le ripetute proroghe delle sospensioni dei nuovi nulla-osta, adottate dalla Regione.
      L´ultima risale al 27 maggio e vale fino al 30 giugno, data entro la quale è previsto che la riforma del commercio possa partire. Il ricorso alle proroghe per consentire all´assessore al Commercio, Piero Lospinuso di presentare il testo alla giunta, ha già attirato gli strali dei Ds. «La riforma – accusa il capogruppo regionale, Sandro Frisullo – doveva essere pronta ad aprile, le inadempienze della giunta stanno provocando confusione ed incertezza tra gli operatori del comparto e i Comuni. Si sono fatti trascorrere più di tre ani dalla legge del 1999 – aggiunge Frisullo – e si sono legittimate le operazioni più spregiudicate per l´apertura di vecchi e nuovi ipermercati. Il settore è stato abbandonato al disordine, senza regole certe, consentendo speculazioni immobiliari e fondiarie a danno del territorio e dei piccoli e medi commercianti».