Bari. «CediPuglia deve soldi a se stessa»

27/05/2003

BARI

 
 
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    LA DENUNCIA
    Un fascicolo del pm Nitti

    "CediPuglia deve soldi a se stessa"

          Due circostanze "strane". A segnalarle al giudice delegato al concordato preventivo per evitare il fallimento del gruppo Cedi Puglia, è il commissario giudiziale Giuseppe Trisorio Liuzzi. Gli atti, però, sono oggetto di osservazione anche da parte del pubblico ministero Renato Nitti, che ha aperto un fascicolo d´inchiesta.
          La prima "stranezza" è che il 47 per cento dei crediti vantati da Cedi Puglia nei confronti dei soci-clienti è concentrato in due soci di riferimento: Michele Di Bitetto e Vincenzo Quacquarelli. Ovvero, l´ex presidente del consiglio d´amministrazione e il suo vice. Come dire, insomma, che creditori e debitori sono, in parte, le stesse persone. Il che è «particolarmente grave» perché «gli amministratori non solo non hanno attivato tutti gli strumenti che il regolamento prevedeva per conseguire il recupero dei crediti». Hanno fatto di più, contribuendo «direttamente a elevare il passivo della società» e quindi a «determinare con il loro comportamento una delle ragioni della crisi di CediPuglia». A ingarbugliare ancora di più la vicenda è l´operazione di acquisto del gruppo Tarantini. Che avvenne attraverso una fideiussione rilasciata da CediPuglia alle banche. Ma mentre l´intero importo viene corrisposto grazie al finanziamento delle banche, la CediPuglia acquisisce solo il 45 per cento, restando in minoranza. E solo Cedi Puglia -non Fincedi e Cori – rilascia la fideiussione. Trovandosi così obbligata verso le banche per l´intero importo, pur non avendo la maggioranza.
          (da.c.)

           L´INCHIESTA
          Accertamenti su un altro crac

          Da un crack all´altro. La Procura, che oggi indaga su CediPuglia, ha già aperto un altro fascicolo per una vicenda che vede coinvolto proprio il gruppo Sidis, candidato numero uno all´acquisizione dei supermercati Tarantini. Da Sidis si rifornivano i fratelli Bartolomeo e Renato Tatò di Barletta, proprietari del centro distribuzione Ita srl. Alla quale, a sua volta, l´Uvab, società dell´ex assessore regionale di Forza Italia Mattia Mincuzzi, avrebbe venduto, a prezzi stracciati, tutte le attività del suo centro distribuzione. Prima di fallire.