Bari. Cedi Puglia va al concordato preventivo dopo il piano Conad

27/01/2003

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO




25 gennaio 2003
BARI Città
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lavoro
Saranno liquidati i creditori. Spiraglio per 1600 dipendenti

Supermercati, scocca l’ora X

Cedi Puglia va al concordato preventivo dopo il piano Conad
        Il Tribunale fallimentare (presidente Aldo Napoleone) ha accolto la richiesta di concordato preventivo con cessione dei crediti presentata dai liquidatori della Cedi Puglia, la società consortile cui aderiscono diverse aziende che distribuiscono e vendono beni in numerosi supermercati (Gum, Tarantini ed ex Standa Commerciale) di Puglia, Calabria e Sicilia. Tra dipendenti diretti, lavoratori dell’indotto e di altre cooperative, la società dà lavoro a circa 1.600 persone. Lunedì scorso, al termine dell’udienza, i giudici si erano riservata la decisione creando un forte malcontento tra i lavoratori che, in questi giorni, hanno bloccato per protesta i binari delle stazioni di Bari e Foggia.
        La decisione di ammissione al concordato è stata depositata in tarda mattinata, qualche ora dopo il deposito di un piano per rilevare la rete di vendita e le altre attività facenti capo alla Cedi, presentato dalla società Disal, controllata Conad. Quest’ultima, oltre a essere una consociata Cedi, della quale è anche creditrice, è da tempo una delle società che si era detta interessata all’acquisto della società pugliese, assieme a Carrefour e Selex. A quanto si è potuto sapere, la proposta della Disal è stata valutata dai giudici come ulteriore garanzia per il concordato.
        Ammettendo al concordato preventivo la società i giudici hanno disposto che venga nominato un commissario giudiziale e, a breve, fisseranno la data di convocazione dei creditori chirografari della società che dovranno esprimere il proprio parere al concordato. Se i chirografari approveranno a maggioranza assoluta la procedura i giudici omologheranno il concordato: saranno quindi liquidati al 40% i creditori chirografari e al 100% quelli privilegiati che, nel caso specifico, sono i dipendenti della società che da mesi sono senza stipendio. Secondo le valutazioni dei liquidatori, gli avvocati Vito Nanna e Pasquale Ronco e il commercialista Giovanni Gentile, la Cedi Puglia vanta crediti per circa 400 miliardi di lire (ma esigibili al 50-60%) e quindi può soddisfare, secondo le modalità previste dalla normativa sul concordato preventivo, le pretese di tutti i suoi creditori. Per il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano «l’ammissione al concordato preventivo rappresenta lo snodo più importante nella vicenda che finora ha interessato la crisi del gruppo Cedi Puglia. Si creano in questo modo – afferma Mantovano in un comunicato – le premesse per evitare lo spezzettamento del complesso aziendale, che sarebbe stato molto più probabile a seguito della dichiarazione di fallimento».