Bari. Cedi Puglia: altri due manager sotto accusa

23/04/2004

 

VENERDÌ, 23 APRILE 2004
 
Pagina IX – Bari
 
L´INCHIESTA
 
Sono cinque in tutto le persone iscritte dalla procura sul registro degli indagati
 
La bancarotta per Cedi Puglia
altri due manager sotto accusa
 
      Aumenta il numero degli indagati nella vicenda penale che segue, in parallelo, quella fallimentare del gruppo Ce.di Puglia. Sono cinque, finora, le persone che, secondo la procura di Bari, avrebbero avuto un ruolo nel declino del gruppo, a lungo leader nella grande distribuzione al sud Italia. I nomi dell´ex presidente del Consiglio di amministrazione Michele Di Bitetto e il suo vice Vincenzo Quacquarelli, amministratore di una società referente di un gruppo che acquistavano dalla Ce.di Puglia, fanno seguito alle tre persone che hanno subito la perquisizione del Gico della Guardia di finanza. Le anomalie contestate a Di Bitetto e Quacquarelli riguardano le società riconducibili ai due. Le imprese infatti avevano debiti verso Ce.di Puglia per il 47 per cento del totale: insomma, una singolare coincidenza tra debitori e creditori.
      I finanzieri mercoledì sono stati nell´abitazione, nell´ufficio e nella sede della liquidatela dell´avvocato Pasquale Ronco, di Trani, ex consulente legale di Ce.di Puglia e ora commissario liquidatore. Poi a casa (una villa a Ruvo) e allo studio (a Terlizzi) di Pasquale Giangaspero, prima direttore amministrativo del gruppo, ora amministratore del Consorzio Europrogea, che ha sede nel palazzo Ce.di e che in passato ne ha curato gli aspetti gestionali. Si sono poi spostati all´ufficio e allo studio di Gabriele Cozzoli, un altro amministratore dell´Europrogea, per poi sequestrare documenti importanti all´interno della sede Ce.di, anche in stanze dove non avrebbero dovuto trovarsi.
      Stanze occupate da società che, in passato avevano avuto rapporti con il gruppo e che, secondo gli investigatori, avrebbero ancora. Nell´abitazione di Giangaspero, inoltre, i finanzieri hanno sequestrato valori e titoli per oltre 600 mila euro. L´ipotesi di reato formulata dal pm, Renato Nitti che indaga da un anno sul gruppo, è di bancarotta fraudolenta e riguarda in particolare l´esibizione di cifre, durante la richiesta di ammissione al concordato preventivo (fatta nel 2002 da Ce.di Puglia al tribunale fallimentare di Bari), a suo parere gonfiate. Le stesse obiezioni erano state mosse, in più di una occasione dal commissario giudiziale, professor Giuseppe Trisorio Liuzzi e dal coadiutore, il commercialista Fabrizio Pulpo.
      I numeri esagerati si concentrerebbero sui crediti, stimati intorno ai 73 milioni di euro, che sarebbero dovuti servire a garantire il concordato preventivo. Ma già nella scorsa udienza, il pm Nitti aveva depositato una nota del Gico dalla quale emergeva come una parte delle aziende dalle quali la Ce.di vanta crediti sono fallite, in liquidazione, cessate o fantasma. Lunedì ennesimo incontro, al tribunale fallimentare, con il giudice delegato Franco Cassano.
      (m.chia.)