Bari. Carrefour, 350 posti a rischio

19/10/2007
    venerdì 19 ottobre 2007

      Prima Pagina e Pagina II – Bari

        Il piano: chiudere due iper. "Perdono cinque milioni

        Carrefour, 350 posti a rischio

          La multinazionale prepara il taglio nel Mezzogiorno Potrebbero essere colpiti i centri commerciali del capoluogo Le vendite in Puglia nella grande distribuzione sono in frenata Cgil, Cisl e Uil oggi riuniscono i settori industriali per esaminaregli stati di crisi

            ILARIA FICARELLA

            Cinque milioni di perdite in un solo anno. E´ questo il motivo che fa dei due ipermercati baresi di Carrefour i più vicini alla chiusura. Il gruppo della grande distribuzione, che in tutta la regione ha quattro centri commerciali (due a Bari appunto, uno a Brindisi e uno a Cavallino), ha infatti annunciato nei giorni scorsi l´avvio di un piano di ristrutturazione che se al Nord già prevede l´utilizzo di ammortizzatori sociali per la copertura dei tanti lavoratori che stanno per trovarsi senza più occupazione, nel Mezzogiorno ha individuato almeno nove strutture che potrebbero essere costrette a chiudere i battenti. "Per il momento non c´è nulla di certo se non il fatto che il gruppo ha dichiarato di trovarsi in difficoltà – spiega Giuseppe Zimmari, coordinatore regionale della Uiltucs Uil Puglia – Ma fare previsioni adesso sul futuro degli ipermercati pugliesi può essere quanto meno azzardato".

            Già all´inizio del mese, Carrefour ha comunicato ai rappresentanti sindacati nazionali l´intenzione di procedere a una razionalizzazione dell´intero circuito del gruppo. Ed è per questo che è stato affidato a una società specializzata il compito di analizzare la situazione e verificare quali possano essere le soluzioni migliori. Fra le varie ipotesi si enumera anche quella della chiusura delle strutture meno redditizie. Nove sarebbero quelle che in tutto il Sud nel corso del 2006 hanno dato i peggiori risultati. Dei quattro centri commerciali pugliesi, almeno due sarebbero quelli nel mirino: l´ipermercato Carrefour di viale Pasteur e quello di via Accolti Gil. Insieme le due strutture, durante lo scorso anno, hanno accumulato perdite per cinque milioni di euro. Una cifra record giustificabile solo in parte con l´enorme concorrenza che esiste ormai in Puglia in seguito all´apertura di numerosi centri. In realtà da tempo i dati di Unioncamere sul fatturato della grande distribuzione segnalano che proprio al Sud gli affari vanno calando. In alcune regioni in modo esponenziale, mentre in Puglia ormai da un anno in qua la crescita del settore si è praticamente bloccata e gli acquisti, almeno quelli per la spesa alimentare e l´igiene personale, sono stabili, mentre diminuiscono progressivamente gli acquisti in altre merci ritenute evidentemente non essenziali. E nemmeno l´ultima rilevazione dell´unione delle Camere di Commercio, diffusa ieri, smentisce l´andamento tendenziale almeno regionale: se nel resto d´Italia le vendite degli iper e supermercati sono tornate a lievitare, in Puglia la situazione resta stazionaria.

            Stando a quanto affermano i sindacati regionali quest´ultima fase di difficoltà attraversata da Carrefour non dovrebbe coinvolgere gli altri marchi collegati. Mentre resta alta la tensione in vista delle scelte che la società specializzata cui è stato affidato l´incarico di monitorare il mercato dovrà comunicare nel prossimo incontro a Roma fra il gruppo e i sindacati: il 30 ottobre si conoscerà forse il destino dei due ipermercati baresi. "L´ipotesi più plausibile – spiega il rappresentante della Uiltucs – è che si proceda a una vendita della licenza. Quindi non andiamo incontro a una vera e propria chiusura". Una chiusura senza futuro sarebbe ovviamente una sciagura per gli oltre 350 lavoratori occupati nei due centri baresi.

            Intanto oggi alle 9.30 nella sede regionale della Cgil, in via Calace 4 le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil incontrano gli esecutivi regionali di categoria e le segreterie territoriali per fare il punto sulla situazione dell´industria in Puglia. A partire dai dati aggiornati relativi alle situazione di crisi, alla mobilità e alla cassa integrazione dell´industria in Puglia verranno analizzate le tante situazioni problematiche dalla Getrag, alla Natuzzi, dalla Filanto all´Arsenale di Taranto, fino al contratto d´area di Manfredonia, senza tralasciare tutte le altre "questioni calde" presenti sul territorio regionale.

            Questo quadro d´insieme consentirà «alle segreterie regionali – afferma il sindacato in una nota – di proseguire nella riflessione sullo stato in cui versa l´industria di Puglia e di avviare una nuova fase di analisi e di elaborazione collettiva per definire una linea condivisa di interlocuzione con la Regione Puglia in merito alle politiche industriali, di cui la nuova legge sui distretti produttivi è uno dei pilastri fondamentali».