Bari. Beni culturali: salta l´appalto per biglietterie e bookshop

19/10/2004
            BARI
            martedì 19 ottobre 2004

            IL CASO
            Pagina I e X – Bari 

            Già smantellati i servizi dei monumenti di Bari, Trani e Castel del Monte: 14 dipendenti in mobilità  
            I Castelli a rischio di chiusura  
            Beni culturali, salta l´appalto per biglietterie e bookshop   
            A rischio l´apertura al pubblico dei monumenti, la società che si è aggiudicata il servizio ci ha ripensato dopo soli due mesi  

            DAVIDE CARLUCCI

            SONO le tre del pomeriggio e il Castello svevo di Bari è come non mai affollato di turisti. Ma i visitatori arrivano in biglietteria e trovano una sorpresa: due uomini che escono dal bookshop con i borsoni pieni di libri, la stanza semivuota, la cassiera che, tentando di reprimere la sua rabbia, continua a spiegare, in inglese o in francese, quali sono le zone del castello visitabili o cosa c´è da vedere nel centro storico. Puro volontariato: da ieri quella ragazza, Gabriella Pipino, è disoccupata. E i castelli pugliesi rischiano la chiusura.

            Biglietterie e bookshop di Bari, Trani e Castel del Monte sono chiusi. Stessa sorte potrebbe riguardare il castello di Cupertino. E anche l´apertura al pubblico dei monumenti, da ieri, è in discussione: gli uomini con i borsoni, infatti, erano i titolari della società che gestisce i "servizi aggiuntivi" delle Soprintendenze, la Tiji entertainment company di Trani, che due mesi dopo aver vinto la gara d´appalto ci ha ripensato. Ora, però, con ogni probabilità, va incontro a un contenzioso legale con il ministero, che nel frattempo deve indire una nuova gara.

            Niente fotografa meglio della scena di ieri pomeriggio il fallimento delle politiche di privatizzazione – sia pure parziale – dei beni culturali pugliesi. Che presto potrebbe estendersi anche ad altri musei: in gravi difficoltà è anche la Nova Musa, l´azienda che gestisce biglietterie e librerie di tutti i musei e i parchi archeologici pugliesi. Per mesi i lavoratori non sono stati pagati.


            Anche gli undici dipendenti della Tiji non vedevano un euro dai primi di settembre. Eppure, l´arrivo della società tranese era stato salutato come la fine dei travagli che i castelli pugliesi vivono da anni. La società ha sede legale a Bari ma opera a Trani. Il titolare è Giuseppe Sbrocchi, direttore del Trani film festival e già impegnato nel mondo dello spettacolo con corsi di fumetti e altre attività. La sua società è subentrata alla romana "Ingegneria per la cultura", che dopo tre anni quest´estate ha rescisso il contratto con una transazione con il ministero dei Beni culturali: i crediti vantati dall´azienda a Roma con il Pantheon e altre strutture hanno compensato i debiti contratti in Puglia. E così s´è arrivato alla chiusura del contratto e alla nuova gara, vinta da Sbrocchi, che prende possesso dei locali dal primo settembre.


            Le condizioni della Soprintendenza, però, sono chiare: i posti di lavoro vanno mantenuti dal nuovo gestore. Che tuttavia fino al 14 ottobre non aveva ancora regolarizzato con un contratto i lavoratori, ai quali avrebbe proposto anche corsi di formazione per rilanciare la propria professionalità. Ai sindacalisti della Filcams-Cgil e ai rappresentanti dell´amministrazione, durante un incontro in Provincia, gli uomini della Tiji fanno sapere di voler lasciare l´appalto «a causa di inadempienze da parte del ministero». Nel giro di una settimana la situazione precipita: l´azienda invia una lettera con la quale formalizza le sue decisioni e passa alle vie di fatto.


            E così ieri mattina i titolari si sono presentati prima a Castel del Monte, poi a Trani e quindi a Bari. I lavoratori non sapevano che pesci prendere. «Ma la giornata di oggi ce la pagano o no?», si chiede confusa Gabriella Pipino, che dopo aggiunge: «No, non ce la pagano. Ce l´hanno detto persino in dialetto: dovete andarvene a casa». Beppe Sbrocchi preferisce non commentare: «È una questione delicata e abbiamo un´immagine da tutelare». Sembra che le contestazioni riguardino l´inadeguatezza dei locali del castello di Trani affidati in gestione: ci sarebbero delle difformità tra la disponibilità descritta nel contratto e la situazione reale. «Se è così – replica Anna Maria Lorusso, responsabile della comunicazione per la Soprintendenza – ci sembrano rilievi un po´ pretestuosi, dei puri appigli. In questo modo si evita la rescissione del contratto in danno. Ma noi attiveremo le vie legali per valutare le perdite economiche». Già ieri pomeriggio, infatti, dopo la consegna dei biglietti, un bel po´ di turisti sono entrati gratis. «Per i prossimi giorni cercheremo di tamponare impiegando il nostro personale. Ma è difficile coprire i turni di un servizio già affidato all´esterno da anni». Molti lavoratori che prima si occupavano della biglietteria sono andati in pensione. Ma a rischiare il pensionamento è in Puglia il primo tentativo di "privatizzazione soft" dei beni culturali. Proprio mentre, come succede a Bari, i visitatori prendono d´assalto i castelli.