Bari. «Arrestati Conad da scarcerare ma inchiesta ok»

01/04/2005
    venerdì 1 aprile 2005

      Pagina VIII – Bari

        Le motivazioni del Riesame

        «Arrestati Conad da scarcerare ma inchiesta ok»

          È dimostrato il "carattere preferenziale" dei pagamenti fatti in favore dei creditori indicati da Conad. Ma per Camillo De Berardinis e Mauro Bosio non ci sono più esigenze cautelari. Le motivazioni appena depositate dai giudici del Riesame di Bari spiegano perché due settimane fa hanno deciso di annullare l´ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip per i due dirigenti Conad.

          I giudici condividono l´impostazione dei pm Dinapoli, Nicastro, Nitti e Rossi, che vede Bosio e De Berardinis responsabili di "bancarotta preferenziale" nell´ambito del crac Cedi Puglia, ma ritengono che i manager non possano in alcun modo nuocere al prosieguo delle indagini, né siano in condizione di compiere altri reati simili.

          A parte il fatto che Cedi Puglia «è controllata dagli organi della procedura», scrive il giudice Ambrogio Marrone, e che quindi «gli indagati non possono influire», è evidente che «De Berardinis e Bosio, a differenza degli altri indagati, non hanno nella presente vicenda alcun interesse patrimoniale diretto, avendo agito come funzionari Conad al fine di tutelare l´azienda di appartenenza».

          Tra l´altro, spiega Marrone, non è rilevante neppure quella telefonata intercettata nella quale De Berardinis «parla della procedura fallimentare in corso e auspica che la stessa si trasformi in amministrazione straordinaria, potendosi in tal modo evitare le azioni revocatorie». Manca, per il Riesame, ogni «intento illecito», perché non c´è alcun accenno a «pressioni sugli organi delle procedure, minacce, offerte di denaro e altre utilità».

            (m.chia.)