Baretta: caro Guglielmo stop al protagonismo (di tutti)

25/06/2007
    lunedì 25 giugno 2004

    Pagina 5 – Primo Piano

    IL SINDACATO

      Baretta: caro Guglielmo
      stop al protagonismo (di tutti)

        Roberto Bagnoli

          ROMA — «È il momento di ridurre qualsiasi protagonismo personale per arrivare rapidamente a un accordo». Pier Paolo Baretta, il segretario confederale della Cisl, uno dei sindacalisti al centro della trattativa sulle pensioni, lancia questo appello sulla maggioranza di governo che l’altro giorno «con quella lettera firmata da quattro ministri ha rischiato di far fallire ogni ipotesi si accordo». Ma lo dice anche al sindacato che «deve andare avanti unito verso la conclusione della trattativa attesa da milioni di italiani». Il riferimento al personalismo, anche se non esplicito, è rivolto a due personaggi che recentemente si sono esposti a una sorta di contrapposizione frontale. E cioè il ministro dell’economia Tommaso Padoa-Schioppa e il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, che è riuscito a superare nelle critiche alla responsabile del Tesoro perfino il collega della Cisl Raffaele Bonanni.

          Anche ieri, a Levico Terme, Epifani non gli ha risparmiato nulla. «Fino ad oggi la rigidità del ministro — ha detto — è stato un problema, non è una questione personale, ma se si vuole fare un accordo bisogna lavorare a un compromesso aperto, intelligente». Il riferimento, sicuramente, è alla rigidità dei conti tenuta dal ministro quando nei giorni scorsi ha ripetuto che «due più due fa quattro e non cinque». Epifani ieri, sempre da Levico, ha lanciato una nuova stoccata a Padoa-Schioppa ricordando la «fuga dei dati dalla ragioneria sul sistema previdenziale». «Il ministro ha sbagliato — ha concluso — e se continua così rende difficile la trattativa».