“Bankitalia” Una repubblica fondata sul precariato

17/03/2006
    venerd�, 17 marzo 2006

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        Bankitalia certifica il disastro:
        pi� debito, meno lavoro
        Una repubblica fondata sul precariato

          Impietoso bollettino su cinque anni di governo di destra: cresce il precariato, le famiglie sempre pi� povere

            di Bianca Di Giovanni

              Quattro colpi. In quattro mosse il bollettino economico di Banca d’Italia smaschera la propaganda berlusconiana e inchioda il centrodestra alle sue responsabilit�. Primo: il debito pubblico aumenta dopo 10 anni di calo. A fine 2005 � a quota 106,4% sul Pil, cio� 2,6 punti in pi� rispetto all’anno precedente.

                QUATTRO COLPI Peggio di quanto aveva stimato il governo, che prevedeva un aumento di 2 punti. Secondo: l’ occupazione � in calo sempre dopo 10 anni di tenuta. A diminuire, di 101.900 unit� pari a un calo dello 0,4%, � il lavoro standard a tempo pieno. Aumen-

                  ta invece lievemente il numero di persone occupate (0,2) con forme di occupazione a orario ridotto e al computo della cassa integrazione (non rilevata tra le unit� standard di lavoro). Un focus sull’occupazione giovanile mostra che nella fascia d’et� tra i 15 e i 29 anni quasi un nuovo occupato su due � a termine. Terzo: la produzione industriale � in panne. Nel 2005 il calo ha interessato tutte le principali categorie di prodotto, provocando ulteriori perdite sulle quote di commercio mondiale. Quarto: le famiglie sono sempre pi� indebitate: l’esposizione con le banche arriva al 30% del Pil contro il 18 di 10 anni fa. Un bollettino di guerra.

                    In questo contesto, difficile parlare di ripresa. Il consensus internazionale parla di una crescita italiana nel 2006 �a un tasso di poco superiore all’1% – scrivono gli economisti che indicano a voce l’1,3% come Pil stimabile nel 2006 – Un tale risultato presuppone peraltro un ritorno gi� nel trimestre in corso a ritmi di sviluppo prossimi all’1,5%�. Occorre ripartire subito, altrimenti non si esce dal guado. Il bollettino indica anche un doppio binario da seguire. �Ricondurre rapidamente i conti pubblici su un sentiero coerente con la stabile riduzione del rapporto tra debito e Pil � una priorit� della politica economica si legge – anche in vista del fine pi� generale: trarre l’economia italiana dal ristagno. I due obiettivi sono complementari�. Insomma, il risanamento dei conti � parte dello sviluppo. Senza l’uno non c’� l’altro.

                      Sull’efficacia dell’ultima manovra targata Giulio Tremonti i responsabili economici di Via Nazionale Gian Carlo Morcaldo e Salvatore Rossi mantengono la cautela. Ricordano che il Consiglio Ueha gi� fatto sapere che �se pienamente attuata, la maovra potr� assicurare progressi adeguati al conseguimento degli obiettivi�. Ma subito indicano il rischio vero che si profila all’orizzonte: l’effettiva realizzazione delle misure di contenumento delle spese contenute in Finanziaria. Si tratta di circa 17 miliardi da reperire con i risparmi di spesa. un obiettivo davvero oneroso, considerando che la spesa corrente in Italia � sempre cresciuta a ritmi elevati: il tetto del 2% imposto da Siniscalco ha portato a un aumento doppio delle dinamiche di spesa. L’unica eccezione, il periodo ‘93-’97 che ha registrato un aumento medio dello 0,7%. Quanto alle maggiori entrate previste in Finanziaria, per 10,6 miliardi, esse derivano soprattutto dalla programmazione fiscale e da una imposta sostitutiva sulla cessione di immobili. La prima � comunque una entrata di natura temporanea, mentre secondo Bankitalia �sono necessari interventi capaci di incidere in maniera permanente sui comportamenti di spesa degli enti pubblici�. Possibile ripartire? �I segnali di ripresa congiunturale non delineano ancora un superamento del divario di crescita dell’economia italiana – conclude il bollettino – Occorrono azioni di lunga lena volte a modificare la struttura produttiva e l’ambiente regolamentare e di mercato in cui essa opera�.