Bankitalia, nuovo attacco al governo

17/10/2007
    mercoledì 17 ottobre 2007

    Pagina 4 – Economia

      Bankitalia, nuovo attacco al governo

        "Risultati modesti sul deficit, troppe spese e pressione fiscale in crescita"

          ELENA POLIDORI
          dal nostro inviato

          WASHINGTON – Repetita iuvant. E così, a pochi giorni dall´audizione in Parlamento del governatore Mario Draghi, seguita da una pubblica, inedita diatriba sui conti dello stato con il ministro del Tesoro, la Banca d´Italia riconferma la sua diagnosi: «I progressi nella riduzione degli squilibri di bilancio sono modesti». Gli interventi per raggiungere il pareggio di bilancio «sono rinviati al 2009-2011». Per il futuro bisogna tagliare le spese, «il problema centrale dei conti pubblici» e le tasse, visto che nel 2007 la pressione fiscale supererà di 2 punti percentuali quella del 2005 e l´anno venturo resterà stabile, ma su un «livello elevato» nel confronto internazionale.

          Grosso modo, è anche la tesi di fondo contenuta nelle bozze del World economic outlook, il librone congiuntural-statistico che il Fondo monetario internazionale presenterà oggi: il risanamento rallenta – questo il succo, secondo indiscrezioni – malgrado un forte aumento delle entrate. Sono simili pure le stime sulla crescita economica del 2008, in ribasso rispetto alle previsioni iniziali: tra l´1,3 e l´1,5%, a detta di entrambi gli osservatori, con maggiore tendenza al pessimismo da parte degli esperti internazionali.

          In sede politica, è già polemica: Piero Fassino dice infatti di leggere le parole della Banca d´Italia come «un incoraggiamento» ad andare avanti lungo la strada del risanamento; l´opposizione parla invece di «bocciatura» della linea del governo. Ma stavolta, almeno ufficialmente, governatore e ministro tacciono: entrambi però saranno a Washington nelle prossime ore proprio per esaminare cifre e dati insieme ai colleghi dei paesi più industrializzati, nelle riunioni Fmi come nel vertice del G7: in questo momento la crisi dei subprime preoccupa tutti, influisce sulla crescita di ciascun paese. E infatti Draghi arriverà oggi stesso, per partecipare insieme agli esperti europei ad un seminario dedicato a questi problemi nella sua qualità di presidente dello speciale Forum che si occupa della stabilità dei mercati; anche Padoa-Schioppa è atteso e debutterà come chairman del Comitato monetario e finanziario, il braccio politico dell´Fmi.

          Per forza di cose, l´analisi degli esperti del governatore è più specifica, più ancorata alla realtà nazionale di quella dell´Fmi, specie laddove parla del rinvio del pareggio del bilancio. Ma il Fondo, pur avendo una visione più globale, nelle bozze dell´outlook non trascura di menzionare che «sembra improbabile» che alcuni paesi, tra cui appunto l´Italia, raggiungano l´obiettivo di un aggiustamento di almeno 0,5% di Pil all´anno, previsto dalle norme Ue.

          Il Bollettino di via Nazionale apprezza il «progressivo miglioramento» dei conti pubblici realizzato nel 2006 «per effetto del forte aumento del gettito, connesso anche al recupero di aree di evasione ed elusione». Ma è critico sull´uso del «tesoretto»: nel 2007 «le entrate inattese sono state in larga parte utilizzate per finanziare aumenti di spesa. Scelte analoghe per il 2008». Bene il fabbisogno: in 7 mesi 25,8 miliardi, quasi 15 in meno del 2006: in rapporto al Pil è il più basso dell´ultimo decennio.