Bankitalia: necessario ridurre spese e tasse

03/04/2007
    martedì 3 aprile 2007

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    Bankitalia: necessario ridurre spese e tasse

      Via Nazionale prevede un miglioramento dei conti pubblici e una crescita media del pil del 2%

        Bianca Di Giovanni / Roma

        MENO TASSE Ridurre la pressione fiscale, che resta tra le più alte d’Eurolandia. A chiederlo è la Banca d’Italia nell’ultimo bollettino economico. La banca centrale indica anche il percorso da avviare per riuscirci: è «indifferibile» contenere la spesa primaria che ha un’incidenza sul Pil addirittura più alta dei livelli dei primi anni novanta. Via Nazionale non deflette dalla linea del rigore che da sempre la caratterizza. Per la banca centrale resta essenziale puntare dritti al pareggio di bilancio: un fattore decisivoe per ridimensionare il fardello dello stock del debito. Ma l’obiettivo di ridurre le aliquote si può raggiungere anche in un altro modo. «Un contributo – scrivono gli economisti di Via Nazionale – dovrà giungere anche da progressi nella riduzione delle aree di evasione ed elusione fiscale». Nel testo si sottolinea anche l’importanza di «accrescere gli investimenti, in diminuzione da due anni ma essenziali per favorire il ritorno a una crescita sostenuta e durevole della produttività e del reddito».

        Il bollettino economico divulgato ieri, con una formula rinnovata e snellita, tratteggia uno scenario ottimistico della situazione italiana. Economia in crescita, nonostante un certo rallentamento nel primo trimestre di quest’anno, e conti pubblici in miglioramento. Dopo l’accelerazione di fine 2006, il Pil è in lieve frenata nei primi mesi di quest’anno (poco sopra l’1%), ma alla fine si raggiungerà un tasso medio annuo del 2%. Sul fronte dell’inflazione, «il calo dei corsi delle materie prime e in particolare del petrolio, abbinato all’apprezzamento dell’euro, è all’origine della modesta evoluzione dei prezzi, il cui tasso di variazione rimane attorno al 2%, in linea con il valore medio registrato nell’area dell’euro».

        Nonostante la ripresa economica «i consumi delle famiglie sono aumentati a ritmi complessivamente contenuti». Lo rileva Bankitalia evidenziando che «nell’ultimo trimestre del 2006 hanno decelerato al di sotto dell’1% su base annua» e «nei primi mesi di quest’anno non si prospettano significativi mutamenti di tendenza».

        Il reddito disponibile delle famiglie è aumentato (+1,5% nel 2006) ma «all’apporto positivo dell’occupazione e delle retribuzioni unitarie si è contrapposto un prelievo» che è tornato in rapporto al reddito «in prossimità dei livelli massimi del 2000». Se da una parte le famiglie hanno a disposizione più reddito, dall’altra restano molte paure non solo sul fronte dei consumi. la loro propensione al rischio negli investimenti non è aumentata.

        Anzi, si è accentuata la tendenza a tenersi alla larga dagli strumenti finanziari più rischiosi. Così, nel 2006, le famiglie hanno ridotto gli acquisti di azioni e partecipazioni ed hanno ceduto quote di fondi comuni mentre la quota di portafoglio investita in attività di basso rischio (circolante, depositi e titoli non azionari) si è portata su valori prossimi al 50% ampliando ulteriormente il divario rispetto ai corrispondenti valori dell’area dell’euro.