“Bankitalia” «Bisogna alzare l’età della pensione»

17/11/2006
    venerd� 17 novembre 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

    La Finanziaria
    Il Governatore

      PRESSIONE
      La pressione fiscale,
      secondo Bankitalia,
      sarebbe vicina ai livelli
      pi� elevati registrati
      nel nostro Paese: il 42,5%

      INCERTEZZE
      Il Bollettino difende i
      saldi della manovra ma
      nota due incertezze:
      sull’entit� della lotta
      all’evasione e su alcuni
      tagli di spesa

        �Bisogna alzare l’et� della pensione�

          Bankitalia: manovra da non alleggerire. Sui contribuenti c’� una pressione record

            Stefania Tamburello

            ROMA — L’economia sta crescendo, le imprese hanno ritrovato la voglia di investire ma la produttivit�, il �male� strutturale dell’Italia, continua a calare. Nel disegnare il quadro congiunturale il bollettino della Banca d’Italia osserva che, in questa situazione, occorre adottare al pi� presto misure per fare aumentare la produttivit� e per completare il risanamento dei conti pubblici. �Riportare con la Finanziaria il rapporto deficit-Pil dell’Italia sotto il 3% � un buon risultato� ha detto il capo della ricerca economica della Banca d’Italia, Ignazio Visco, illustrando il bollettino assieme al capo dell’Ufficio Studi, Salvatore Rossi. E non solo perch� consente all’Italia, ha aggiunto Visco, �di rispettare gli impegni presi con Bruxelles ma anche perch� aiuta a consolidare la crescita�. Quanto all’insieme della manovra il Bollettino, ha chiarito ancora Visco, conferma la posizione, e le perplessit�, gi� tracciate dal governatore Mario Draghi in Parlamento. �I saldi di bilancio vanno mantenuti� ha ripetuto Visco evitando per� di esprimersi sui contenuti della manovra. L’analisi dell’Ufficio Studi di via Nazionale osserva peraltro che la parte maggiore dell’aggiustamento dei conti pubblici viene fatta tramite l’aumento delle entrate. Delle quali almeno due terzi sono rappresentate dal gettito ottenuto con la lotta all’evasione ed elusione fiscale e quindi dipendono molto dal comportamento dei contribuenti. Un certo grado di incertezza c’� poi �anche su alcune misure volte a contenere la spesa�.

            LE SPESE DA MONITORARE - Nel complesso �l’impulso della manovra di bilancio sull’attivit� economica sarebbe moderatamente positivo�. � per questo che al di l� della Finanziaria bisogner� fare �un attento monitoraggio� delle erogazioni. �Per rendere durevole il consolidamento dei conti pubblici e ridurre la pressione fiscale saranno essenziali il contenimento della spesa primaria corrente attraverso riforme strutturali dei principali comparti e un sistematico ripensamento delle dimensioni ottimali di tutte le voci del bilancio pubblico�. Tra le riforme, importante sar� quella della previdenza che dovr� necessariamente �aumentare l’et� effettiva del pensionamento�.

              IL BOOM DELLE ENTRATE - Nell’azione di risanamento avr� un’incidenza determinante l’aumento delle entrate: nel 2006 il gettito � aumentato dell’1% del Pil, un incremento ieri testimoniato anche dai dati, diffusi dalla Banca d’Italia, delle entrate tributarie di cassa dei primi dieci mesi, salite rispetto allo stesso periodo del 2005 dell’11,5% (29,4 miliardi). Nel 2007 le previsioni indicano un aumento dell’1,2% del Pil. In tal modo, anche escludendo i versamenti relativi al Tfr, la pressione tributaria e contributiva �si porterebbe in prossimit� dei livelli pi� elevati registrati nel nostro Paese al 42,5%�. Circa mezzo punto percentuale dell’incremento deriver� dal recupero dell’evasione, un’operazione considerata dalla Banca d’Italia molto positiva perch� pu� consentire di abbassare le aliquote fiscali che �sono tra le pi� elevate d’Europa�, ma che appunto lascia qualche incertezza sui risultati. Positivo � anche il giudizio sul cuneo fiscale che �potr� rafforzare a breve termine la competitivit� del sistema produttivo�. Ma potr� farlo �una tantum� se non si agir� in modo pi� incisivo per rendere duraturo l’aumento della produttivit�. Come? La ricetta � quella data da Draghi nelle Considerazioni finali del 31 maggio scorso: dalle riforme previdenziali e della pubblica amministrazione, agli interventi sui mercati finanziari, alle misure a sostegno dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione.

                ALLARME PRODUTTIVITA’ - Il Pil, stagnante nel 2005, �dovrebbe crescere ad un tasso dell’1,7-1,8% nella media del 2006�. Nel 2007 la crescita dovrebbe aggirarsi sull’1,4% secondo le indicazioni date anche dalla Commissione europea e dal Fmi, sulla scia del rallentamento dell’economia Usa. L’inflazione sarebbe pari o inferiore al 2%. Il bollettino della Banca d’Italia disegna dunque ancora un quadro favorevole anche se �non c’� in vista un’economia capace di crescere a tassi sostenuti nel lungo periodo�. Si parla di �fase di ripresa ciclica� che �offre un’opportunita di risanamento della finanza pubblica�, ovviamente da cogliere senza indugi. Anche perch� bisogner� affrontare il nodo della produttivit� che in contrasto con la crescita del Pil � diminuita nei primi sei mesi dell’anno dello 0,5%.