“BankIt” «Non si tocchi l´età pensionabile»

01/06/2006
    gioved� 1 giugno 2006

      Pagina 7 – Economia

        Epifani, Bonanni e Angeletti contro la proposta. Il leader Cgil: c�� aria nuova ma non si parla di distribuzione dei redditi

        �Non si tocchi l�et� pensionabile�

          Altol� dei sindacati a Draghi: "I lavoratori italiani hanno gi� dato"

            Bersani: "Giusto coniugare risanamento, crescita e equit�"

              ROMA – Quell�affondo sulle pensioni, sul fatto che all�estero si lavora pi� a lungo e che qui ci sarebbe bisogno di innalzare l�et� di uscita dal mondo del lavoro, ai sindacati non � piaciuto affatto. La loro voce, ieri, � stata l�unica ad uscire dal coro di plausi che ha accolto la prima Relazione del governatore Mario Draghi. E� piaciuto a tutti il suo invito risanare senza perdere di vista la priorit� della crescita. Al ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani -che condivide il fatto che �risanamento, stimolo alla crescita ed equit� devono essere le linee guida� di un governo che agir� �con rigore� – ai sindacati stessi. Ma riguardo alla previdenza, il messaggio inviato da Cgil, Cisl e Uil a Bankitalia a � stato chiarissimo: i lavoratori hanno gi� dato.

              Il tema, si sa, � dibattuto. Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha annunciato di voler abbattere lo �scalone� introdotto dal governo Berlusconi per le pensioni d�anzianit� (un passaggio secco, a partire dal 2008, dal requisito minimo di 57 a quello di 60 anni d�et�). E si discute se tale revisione vada fatta accontentando i rigoristi (anticipando comunque l�entrata in vigore del provvedimento correttivo al 2007) o privilegiando la linea morbida (non toccare nulla fino al 2008). Un quadro completamente scompigliato dalla dichiarazione di Mario Draghi.

              Guglielmo Epifani, leader della Cgil, ci tiene a precisare che, nel suo complesso �La Relazione � molto rigorosa, si respira aria nuova di cui c�era bisogno�. Ma scendendo nello specifico puntualizza poi che ci� non vuol affatto dire che lui condivida tutto. �Ci sono passaggi sui quali abbiamo opinioni diverse: il tema delle modalit� d�innalzamento dell�et� previdenziale e la lotta alla precariet�. Mi sarei aspettato un�analisi, che invece non ho trovato, sulla domanda interna di consumi e di investimenti nel Mezzogiorno. Ci� avrebbe portato il governo anche ad affrontare il tema della distribuzione dei redditi, ovvero come in questi anni � calata la quota di reddito che va al lavoro dipendente rispetto agli altri percettori�.

              Un approccio con il quale concorda Raffale Bonanni, leader della Cisl: �Siamo di fronte alla solita discussione – ha detto – e noi rispondiamo con molta forza che bisogna recuperare i contributi che le imprese sleali rubano ai lavoratori. C�� lavoro irregolare che ruba un sacco di soldi alle casse previdenziali e se fosse recuperato avremmo conti pi� stabili per le pensioni�. I lavoratori quindi hanno dato: lo ripete anche Luigi Angeletti, numero uno della Uil: �L�innalzamento dell�et� pensionabile lo abbiamo gi� fatto – precisa – con sistemi molto flessibili, come gli incentivi alle persone che restano al lavoro. Oggi la media � di 60 anni, come in Germania. Innalzare ulteriormente significherebbe avere le persone pi� anziane al lavoro di tutta Europa�. Il pi� tranchant di tutti, per�, � stato Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil: �Non sar� che rimpiangeremo Fazio?� si � chiesto. �La Relazione di Draghi � stata assolutamente conservatrice sul piano sociale, con un liberalismo quasi assoluto e l�esaltazione del mercato come strumento di giustizia�.

                (l.gr)