“BankIt” Il manifesto della modernità (M.Giannini)

01/06/2006
    gioved� 1 giugno 2006

      Prima Pagina e Pagina 4 – Economia

        Il manifesto della modernit�

          Massimo Giannini

            NEL SUO magistrale �Complotto contro l�America� Philip Roth riscrive a modo suo la storia, da eroe negativo, di Charles Lindbergh, che alla fine del maggio 1927 comp� per primo la solitaria trasvolata aerea dell�Atlantico. Pilotava lo �Spirit of Saint Louis�. Un nome leggendario, che evoca il grande mito della frontiera da superare. Oggi, a quasi 80 anni di distanza da quell�impresa, Mario Draghi ha attraversato da eroe positivo la sua prima prova di governatore della Banca d�Italia con un discorso che � il �manifesto della modernit�. Lo ha fatto a bordo di un aereo ideale che, se esistesse davvero, chiameremmo �Spirit of Britannia�. Il glorioso panfilo dei reali inglesi � il simbolo che Draghi si porta dietro dal 2 giugno 1992, quando da direttore del Tesoro, su quella magnifica nave, partecip� al convegno che apr� all�Italia statalista il ciclo delle privatizzazioni. Fu accusato di �aver svenduto il Paese alla City�. E invece, per lui, quella fu l�occasione per presentare al mondo �la pi� rivoluzionaria operazione di politica economica degli ultimi vent�anni�.

            Draghi aveva ragione allora. E ha ancora pi� ragione oggi. Lo �spirito del Britannia�, altrettanto rivoluzionario, aleggia in tutte le 22 pagine delle sue prime �Considerazioni finali�. Il nuovo governatore ha finalmente aperto porte e finestre di Palazzo Koch, per far sentire il �respiro del mondo� a un�istituzione che in questi ultimi anni � stata purtroppo indebolita da un disegno autarchico e provinciale, e imbolsita da un potere monarchico e autoreferenziale. Il suo discorso, nei toni e nei temi, sancisce un definitivo cambio di stagione. L�epoca di Antonio Fazio � finita per sempre. In tutti i sensi. L�uomo di Alvito subiva con scetticismo l�avvento dell�euro. Riceveva segretamente i banchieri amici. Parlava di �parres�a�, ripeteva i suoi age quod agitur, citava San Tommaso D�Aquino. Draghi esalta �i benefici dell�euro, preziosi specialmente per l�Italia�. Frusta i signori del credito sulla competizione globale. Parla di governance, di compliance, di private equity.

              La svolta � prima di tutto culturale. Ieri era Patristica, oggi � Goldman Sachs. Draghi salda la parte migliore della tecnocrazia repubblicana con la parte pi� avanguardista del capitalismo internazionale. Mentre la de-sacralizza nel suo stile e nei suoi riti, restituisce alla Banca d�Italia l�autonomia e il prestigio che le competono. Il vero valore � la �terziet� istituzionale, non il �terzismo� politico. Nel Draghi di oggi lo �spirito del Britannia� segue una duplice rotta, tipicamente blairiana: crescita e mercato. Sembra banale in Europa. Non lo � in un Paese ingessato come l�Italia. La crescita implica correzione severa dei conti pubblici, revisione profonda del sistema previdenziale, controllo rigoroso nella spesa corrente. Il mercato implica recupero di produttivit�, abbattimento del cuneo fiscale, lavoro flessibile con sussidi di disoccupazione, liberalizzazione completa dei servizi, investimento massiccio sui giovani, revisione del sistema universitario. Mai tante parole erano state spese da un governatore, per descrivere il disastroso divario tra il nostro sistema dell�istruzione e quello scandinavo e britannico. La vera politica � la matematica: �Il successo scolastico � fortemente correlato alle condizioni della famiglia di provenienza…�. La vera politica � la concorrenza: �Il miglior agente di giustizia sociale…�. Chi aveva avuto il coraggio di dirlo meglio, nei saloni ovattati di Palazzo Koch come sui banchi di Montecitorio?

              Si levano consensi bipartisan alla relazione del governatore, che non tradisce tentazioni da �decalogo� per un governo potenziale del Paese. Ma � certo che per il governo passato costituisce un benchmark impietoso: cos�ha fatto la sedicente destra liberista, in cinque anni di risse paralizzanti? Ed � altrettanto certo che per il governo attuale rappresenta uno stimolo prezioso e tuttavia pericoloso. Non condividerlo � impossibile. Ma condividerlo vuol dire accettare la sfida lindberghiana di un�altra trasvolata oceanica. Significa rivoluzionare il panorama italiano. Distruggere le tutele passive. Abbattere le rendite corporative. Il �vaste programme� di De Gaulle. Avr� la forza di appropriarsene davvero, questo polifonico centrosinistra sospeso tra vecchi massimalismi e nuovi riformismi?

              Ma la svolta di Draghi � anche operativa. In questo caso di impronta kennediana. Il nuovo governatore non si limita a spiegare al Paese ci� che deve fare per s�, ma indica alla banca centrale ci� che pu� fare per il bene del Paese. Secondo una corrente di pensiero �minimalista�, dopo l�euro e il passaggio delle leve monetarie alla Bce, Via Nazionale dovrebbe ridimensionarsi ad autorevole centro studi, e niente di pi�. Il nuovo governatore smonta questa tesi, e riassegna alla Banca d�Italia il ruolo che le spetta. Motore della crescita, fattore della modernizzazione. Mai, fino ad ora, tanta parte delle �Considerazioni finali� era stata dedicata al contributo che il sistema bancario pu� dare alla ripresa dell�economia. Nella �finanza per lo sviluppo�, ripulita dai furbetti del quartierino e dai furboni dei salotti buoni, Via Nazionale non si ferma a sollecitare cambiamenti, ma comincia a produrli. Dal varo del Codice etico alla rimozione dei vincoli alla partecipazione delle banche nelle imprese, dalla semplificazione delle norme di vigilanza all�abolizione della comunicazione preventiva per l�acquisto di quote di controllo tra le banche.

                Contro la sindrome declinista, contro il declino come destino, Via Nazionale ha gi� cominciato a combattere. �Le mie forze sono impari agli obiettivi�, dice Draghi citando la lezione di Guido Carli. Ma dopo questo bel 31 maggio un grande obiettivo � gi� stato raggiunto: la �ferita� degli scandali � rimarginata. L�Italia pu� tornare a credere nella �sua� Banca. Ora deve tornare a credere in se stessa.