“Bananas” Viva Rudy Cofferati! (M.Travaglio)

02/11/2005
    martedì 1 novembre 2005

    Pagina 8

      BANANAS

        Viva Rudy Cofferati!

          Marco Travaglio

            Nel Paese di Sottosopra, capita pure di assistere alla solidarietà stupita, pelosa e falsaria dei Ferrara, degli Ostellino, del Giornale e del Secolo d’Italia al sindaco Sergio Cofferati che fa rispettare la legge anche agli extracomunitari e agli occupanti abusivi di alloggi pubblici. Stupita perché sottintende una domanda: ma come, quello che difendeva l’articolo 18, contestava la guerra in Irak, solidarizzava con i manifestanti del G8 di Genova, denunciava le leggi ad personam di Berlusconi insieme ai girotondi, ora fa allontanare i lavavetri e sgomberare le case okkupate?

            E’ diventato "decisionista" (Ferrara)? S’è convertito a "legge e ordine" (Secolo d’Italia)? Ha scoperto la "legalità borghese" (Ostellino)? Ecco perché quella solidarietà è pelosa e falsaria. Perché Cofferati non ha scoperto la legalità: l’ha sempre rivendicata contro i potenti che sfuggono alla giustizia (leggi ad personam), vogliono il Far West in fabbrica (articolo 18), fanno guerre preventive contro il diritto internazionale (Irak) e pretendono l’impunità per i poliziotti violenti (G8). Solo chi pretende il rispetto del diritto internazionale dagli Usa e dai loro alleati, e l’osservanza della legge da parte dei politici, degl’imprenditori e della polizia ha le carte in regola per applicare la legalità anche agli immigrati, agli squatter e ai disobbedienti. Cofferati non doveva convertirsi a nulla.

            Semmai dovrebbero convertirsi i Ferrara, gli Ostellini e gli altri inquilini del Casino delle Libertà: quelli che non hanno mai mosso un dito o scritto un rigo contro le vergogne del falso in bilancio depenalizzato, delle leggi Cirami e Maccanico-Schifani, per non parlare della Salvapreviti che manderà in prescrizione un processo su due risparmiando la giusta condanna a centinaia di migliaia di colpevoli per salvarne un paio. "In Italia – scrive Ostellino – c’è ancora chi ritiene che la violazione della legalità, in nome dei proprio valori, sia una legittima manifestazione di democrazia e l’intervento delle forze dell’ordine, anche in caso di violazione della legalità, sia una forma di violenza antidemocratica". Lui ce l’ha con la sinistra e non s’accorge di dipingere uno splendido autoritratto, una foto con l’autoscatto. Sono gli Ostellini, i Ferrara e quelli come loro che da dieci anni strillano come vergini violate all’attentato alla democrazia e al garantismo ogniqualvolta un politico o un imprenditore vengono presi con le mani nel sacco. Ferrara, che è il più spudorato, accusa la sinistra di "cambiare testa secondo se è al governo o all’opposizione" e trova persino il coraggio di rivendicare come roba sua la "tolleranza zero" di Rudolph Giuliani che ha "ripulito Manhattan dal crimine, in particolare dal piccolo crimine". L’impunito Platinette Barbuto finge di dimenticare che, prima di occuparsi di barboni e immigrati clandestini da sindaco, Giuliani si occupò dei miliardari di Wall Street da procuratore, mandandone in galera un bel numero. Per esempio i giovani e rampanti Michael Milken (titolare della Drexel Nurnham Lambert) e Ivan Boesky (arbitraggista della Borsa). Negli anni 80 erano i simboli della ricchezza facile sull’onda lunga del reaganismo. Milken, che ha ispirato il film "Wall Street" con Michael Douglas, guadagnava cifre spropositate con mirabolanti speculazioni. Poi nel 1987 il gruppo Drexel fallì e si scoprì che Boesky -presunto arbitro- era d’accordo con Milken. Scandalo: i due squali arrestati per insider trading e condannati a 3 anni (di cui 2 scontati in carcere) e interdizione perpetua dalla finanza. Boesky, oltre a una multa da 100 milioni di dollari alla Sec, fu sottoposto alla legislazione antimafia con la confisca di altri 150 milioni di dollari come "profitti criminali". Accusato di 98 capi di imputazione (dall’insider alla frode fiscale, dalla menzogna alla Sec all’inganno dei clienti), Milken rischiava 28 anni di galera e 6 miliardi di dollari di multa: così preferì dichiararsi colpevole, sborsare 600 milioni di dollari e farsi pure lui due anni al fresco. Chi aveva spiccato i mandati di cattura? Il procuratore federale Rudy Giuliani. Fu lui a lanciare lo slogan "tolleranza zero": prima smascherando gli scandali finanziari e sequestrando centinaia di miliardi di dollari ai colletti bianchi, e solo dopo occupandosi di chi imbrattava i muri e le strade. Questa è la destra "legge & ordine". Poi c’è la destra "delitti & disordine" che porta in Parlamento 40 pregiudicati, depenalizza i bilanci falsi, poi chiama la pula appena vede un marocchino in lontananza. La destra sporcacciona. La nostra destra.