Bambini a pane e acqua, bufera sul sindaco

25/03/2010

«Commissariare il Comune». Galan: «E’ una coltellata». Lega divisa sulla sua amministratrice
VENEZIA — Scioglimento del consiglio comunale e richiesta di sfiducia al prefetto. Diluvio di commenti contrari in rete e citazioni nelle principali trasmissione radiofoniche. Neanche ventiquattrore e il caso dei bambini tenuti a pane e acqua in una mensa di Montecchio Maggiore ha provocato la reazione indignata dei più con molto imbarazzo negli ambienti della Lega — il sindaco del Comune, Milena Cecchetto, è del Carroccio — e la generale riprovazione di tutti gli altri schieramenti politici: il ministro Luca Zaia, candidato governatore, ha preferito non esprimersi, così pure ha declinato l’invito il deputato Massimo Bitonci, sindaco-sceriffo di Cittadella. Unica eccezione nel Carroccio la lady di ferro Manuela Dal Lago, che ha difeso a spada tratta la Cecchetto: «Il sindaco ha fatto esclusivamente il suo dovere che è quello di tutelare tutta la comunità, perché è evidente che se alcune famiglie sono morose e non pagano le rette per la mensa scolastica, questi costi ricadono poi su tutti gli altri cittadini». Non la pensa così il governatore in carica Giancarlo Galan: «La notizia è un coltello tra le carni per me— ha detto— non voglio crederci. Ma so anche che c’è stata una pronta risposta di solidarietà. E a quella affido il mio continuare a credere che il Veneto fatto di solidarietà resta in cima a ogni classifica. È un episodio che fa male. Certo, la scuola non vive epoche floride, ma è chiaro che se qualcuno è costretto a risparmiare, qualcosa succede. So che i genitori devono fare fronte a quanto dovuto, ma davvero non voglio più pensare che un’amministrazione possa rispondere così».
L’episodio di Montecchio ha «rivitalizzato» la sinistra: Paolo Ferrero e il segretario regionale di Prc-Se hanno scritto al prefetto chiedendo «di intervenire con determinazione e immediatezza col sindaco, responsabile di un grave atto»; Condè Ousmane, presidente dell’Unione immigrati di Vicenza (e capolista di Sinistra Ecologia Libertà-Psi alle prossime elezioni regionali in Veneto) stasera mangerà pane e acqua davanti alla sede del Comune di Montecchio, mentre oggi alle 12 una delegazione di Rifondazione guidata da Pietrangelo Pettenò porterà pane e acqua al sindaco, dovesse esserle sfuggito il messaggio. E ovviamente il caso ha dato la stura a una lunga sequela d’interventi. Primo tra tutti quello dell’associazione di consumatori Aduc, che chiede di sciogliere il consiglio comunale «per violenza contro l’infanzia e indegnità civica». Anche il Pd trova linfa per intervenire. Per Rosanna Filippin, segretario regionale del partito, «certi comportamenti spiegano più di mille parole. Ecco un bell’esempio del Veneto modello Lega. Il sindaco della Lega non ha esitato a punire dei bambini per un problema di cui non portano alcuna responsabilità. È un comportamento che ripugna. Altro che radici cristiane: vergogna». Il Pd vicentino sale sulle barricate con la deputata Daniela Sbrollini, che promette un’interrogazione alla Camera, e con il consigliere regionale ricandidato Claudio Rizzato, preoccupato «che i valori di civiltà del Veneto e della nostra provincia possano essere negati da queste assurde scelte amministrative». I due candidati alla regione avversari di Zaia – Antonio De Poli e Giuseppe Bortolussi — evocano l’uno i valori cristiani: «Ecco come evaporano — ha detto De Poli— quando comanda la Lega i più piccoli e i più deboli pagano salato», l’altro la salvaguardia dei bambini: «Se quello che è successo aMontecchio è vero — ha detto Bortolussi — è un fatto molto grave. La questione va risolta tra adulti, senza mettere in nessuna difficoltà o imbarazzo i bimbi».
Ma come la pensano due sindaci, uno leghista e uno del Pd, abituati ai problemi di tagli e spese? Per Laura Puppato, sindaco di Montebelluna e candidato del Pd alle regionali «la Lega dovrebbe rileggere il Vangelo: se neanche i bambini sono più innocenti, chiudiamo i municipi, che ci stiamo a fare?». Con molta cautela condanna Montecchio anche il sindaco leghista di Musile di Piave, Gianluca Forcolin, deputato: «Prendo le distanze. Abbiamo anche noi i nostri problemi, ma i bambini non c’entrano niente. Quando è così bisogna parlare con le famiglie e capire se sono in grado di sopravvivere».