“Badanti” Racket: tolleranza zero

17/10/2006

    marted� 17 ottobre 2006

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      LA TRATTA DELLE BADANTI

        Dopo l�inchiesta di "Repubblica", un piano di accoglienza e protezione per le donne che denunceranno gli sfruttatori

          "Racket delle badanti, tolleranza zero"

            Il ministro Pollastrini annuncia una commissione d�inchiesta

              MILANO – Una commissione d�inchiesta ministeriale sul racket delle badanti. Un piano d�accoglienza e di protezione per quelle che denunceranno gli sfruttatori. E finanziamenti per i Comuni che promuovono iniziative contro il lavoro nero nel campo dell�assistenza.

              Il ministro per le Pari Opportunit� Barbara Pollastrini annuncia un�indagine sulle piazze delle citt� italiane dove ogni settimana le badanti vengono �messe sul mercato� da caporali senza scrupoli che trattengono i passaporti e anche i primi mesi di stipendio, per il �rimborso� del viaggio e l�ingaggio lavorativo. Dopo l�inchiesta sul �racket del welfare� di Repubblica, il ministro va all�attacco e parla di �tolleranza zero� per chi sfrutta le donne straniere che arrivano per assistere a domicilio gli anziani italiani. Secondo le ultime stime sarebbero nelle famiglie italiane lavorano circa 700.000 badanti, ma il 38 per cento non ha n� il permesso di soggiorno n� un contratto di lavoro in regola. Il mercato criminale ha fiutato il business, tanto che gli immigrati impiegati nel campo dell�assistenza sono cresciuti del 300 per cento in soli quattro anni.

              �Non ci sono abbastanza controlli. Bisogna rivedere anche l�articolo 18 della legge Bossi Fini per aiutare le vittime del racket e sviluppare la repressione dei traffici illeciti�, spiega il ministro Pollastrini che ha convocato per domani al ministero un vertice con gli esperti del Consiglio d�Europa proprio per parlare della tratta e degli interventi per fermarla. �Ci vogliono strumenti per vincere questa battaglia – aggiunge – . Penso a case d�accoglienza per chi denuncia il racket e ha paura delle ritorsioni�. A questa richiesta si associa Susanna Camusso, segretario della Cgil Lombardia.

              Ma nel settore ci sono anche diverse iniziative partite dal basso per sconfiggere l�illegalit�. Sono molti i Comuni del nord Italia che hanno intrapreso azioni pilota per far emergere il lavoro nero. A Sesto San Giovanni e a Brescia, per iniziativa di Cgil, Caritas e Irs, con un progetto Equal finanziato da Ue e Regione, sono partiti corsi di formazione per le badanti. Cos� succede anche in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, dove l�agenzia Italia-lavoro del Ministero del Lavoro finanzia attivit� formative e albi professionali che hanno portato all�assunzione regolare di 1.159 badanti.

              (z. d.)