“Badanti” Bergamo, in piazza la tratta delle ucraine

16/10/2006
    luned� 16 ottobre 2006

    Pagina 17 – Cronaca

    INCHIESTA
    immigrati

      LA STORIA

        Bergamo, ogni gioved� pomeriggio gli incontri nei giardini per trovare un contratto fra caporali e tangenti

          In piazza la tratta delle ucraine
          "Ci portano via i primi stipendi"

            la disoccupazione "Se non vengo qui, rischio di restare disoccupata a lungo"
            le referenze "Portiamo nella borsa le referenze di tutti i lavori precedenti"

              DAL NOSTRO INVIATO
              PAOLO BERIZZI

              BERGAMO – Aggrotta le sopracciglia, e annuisce. �S�, la gente viene qui per cercare una badante. Noi portiamo nella borsa le referenze dei lavori precedenti. Ci si incontra, si tratta su vitto e alloggio, 500-800 euro di stipendio, e l�accordo � fatto�. Liubova ha i capelli biondi cotonati, una busta di plastica stracolma di cibo in scatola e di carte. Sorseggia succo di mela da una bottiglietta, il polso occupato da un orologio di plastica con le lancette ferme. Anche da qui si capisce che oggi � il suo giorno libero. Liubova lo passer� su una panchina, o comunque qui intorno, tra centinaia di donne ucraine come lei, sopra gli anta come lei, in attesa di un lavoro o pronte a offrirne alle ultime arrivate in cambio di una bella tangente da spartire coi caporali del welfare. Perch� se � vero che non tutte quelle che hanno gi� un anziano da accudire hanno pagato, � pure vero che tutte quelle che pagano trovano un anziano da accudire. �Altrimenti – stringe le spalle Liubova – puoi anche rimanere disoccupata per molto tempo�.

              Il mercato delle badanti dell�Est � un fazzoletto di verde nel cuore di Bergamo. A sinistra il teatro Donizetti, alle spalle i propilei di Porta Nuova, di fronte il Sentierone che � la passeggiata dei bergamaschi. Ogni gioved� pomeriggio in questi giardinetti del centro, tra le aiuole curate e la giostra dei bambini, si ritrova una folla di donne in libera uscita. Quasi tutte ucraine, ma anche russe, romene, polacche. La maggior parte � senza permesso di soggiorno. Oppure lo sta aspettando. Ma non � cos� importante, perch� intanto le donne un pensionato da assistere l�hanno gi� trovato. L�aggancio, in molti casi, avviene proprio qui, in questo ufficio di collocamento all�aperto. Una specie di "foro boario" dove, mischiati tra le donne dell�Est, si scorgono anche uomini vestiti informalmente la cui presenza quasi mai � casuale: sono robusti connazionali con in tasca biglietti da visita "offresi badanti referenziate", e numero di cellulare; oppure anziani a spasso in cerca di compagnia per qualche momento di evasione. Fare domande agli uni o agli altri significa incassare silenzi imbarazzati. E allora a parlare � Rubina, 51 anni, marito e tre figli in un villaggio a 200 chilometri da Kiev dove un tempo faceva la maestra d�asilo: �I pensionati si avvicinano, offrono un caff�, poi chiedono se vuoi fare qualcosa con loro. Sono educati, poveretti. C�� anche qualcuna che ci sta…�. Nella provincia di Bergamo sono circa 10 mila le assistenti familiari straniere. Solo 4 mila sono in regola. Viola � una delle pi� giovani. Estrae dalla borsetta una fotografia autografata di Shevchenko. La mostra come fosse un santino, come se il volto vincente del calciatore milionario fosse foriero di buona sorte per il suo prossimo contratto di lavoro. In nero, ovviamente. �� difficile trovare qualcuno che ti mette a libri – racconta – anche perch� prima devi avere il permesso di soggiorno. Molte di noi arrivano in Italia con visto turistico. E poi…�. Poi si fermano al massimo quattro mesi, quindi tornano a casa, scambiandosi il testimone dell�incertezza con sorelle, cugine, parenti, amiche, amiche delle amiche. Fresca manovalanza. Subito pronta a mettersi in viaggio. Una catena di Sant�Antonio che ingrossa le fila del mercato nero. Posti letto venduti a 200 euro al mese, in stanzoni con altre dieci donne.

              In molti casi sono costrette a subire ricatti morali per lavorare. �Almeno il primo stipendio lo devi dare a chi ti ha aiutato�, ammette Viola. Le pi� intraprendenti, a loro volta, iniziano a procacciare prima un materasso e poi un lavoro a chi verser� adeguato obolo. Poi arriva il momento del colloquio en plein air con il cliente: come adesso, quando al mercato dell�Est si presenta la signora Lucia che viene da Paladina, prima periferia, e ha un padre sulla sedia a rotelle bisognoso di una persona affidabile e referenziata. �Sei tu Katia?�, chiede la distinta signora a una bionda coetanea dal fisico robusto. �S�, eccomi�. Si erano date appuntamento non si capisce bene come davanti al caff� del teatro. �L�ho trovata tramite un signore romeno gentilissimo�, dice la cliente. Due chiacchiere, e il contratto � fatto. Da luned� Katia inizia a lavorare in una nuova casa.

                �Il reclutamento irregolare di queste signore � un fenomeno con aspetti preoccupanti, e lo stiamo controllando – dice il sindaco Roberto Bruni, avvocato, di centrosinistra – Da queste parti il caporalato � sempre stato diffuso soprattutto nell�edilizia. Di certo ha scavalcato l�apparato pubblico. E adesso dobbiamo cercare di acchiapparlo, quantificandolo, e risolvendolo�. Come? �Con un pacchetto di servizi per le badanti – spiega l�assessore alle politiche sociali Elena Carnevali – a maggio � partito un corso di formazione per assistenti familiari a domicilio. Contemporaneamente abbiamo "staccato" un bonus mensile di 400 euro per le famiglie che hanno gi� una badante o che ne hanno bisogno per una parente. E poi c�� lo sportello della Provincia: un modo per fare incontrare domanda e offerta. Serve a queste donne per trovare lavoro senza essere sfruttate, e a noi per censirle�. Al Foro Boario delle badanti � ormai sera. Liubova, Rubina, Viole e le altre si abbracciano e si salutano e si danno appuntamento alla prossima libera uscita.