«BADANTE CLANDESTINA RUBA ALIMENTI»: DA UN PICCOLO CASO UNA PERORAZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

19/01/2007

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
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19 gennaio 2007

«BADANTE CLANDESTINA RUBA ALIMENTI»: DA UN PICCOLO CASO UNA PERORAZIONE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER LA REGOLARIZZAZIONE DELLE ASSISTENTI FAMIGLIARI

Marzio Govoni e Luigi Saracino, della Filcams di Modena, Norma Lugli e Irfan Hayat, del Centro lavoratori stranieri di Modena, hanno indirizzato al Presidente Giorgio Napolitano questa lettera

«Signor Presidente,

«i giornali modenesi hanno riportato questa notizia:

        « “BADANTE CLANDESTINA RUBA ALIMENTARI. Una moldava di 23 anni, forse spinta dalla fame, ha tentato di rubare la scorsa mattina prodotti alimentari per una trentina di euro dagli scaffali del supermercato In’s di Carpi … la donna probabilmente badante in nero presso una famiglia carpigiana … è stata bloccata all’uscita da una volante della Polizia, che in Commissariato ha accertato che si trattava di una clandestina, per cui è stata fotosegnalata e condotta a Modena dove, con la denuncia di tentato furto, è stata internata nel CPT in attesa del provvedimento di espulsione … La donna pare non abbia rivelato il nome di chi l’aveva assunta in modo irregolare.” »

«Potrebbe sembrare una delle tante sgradevoli notizie di cronaca: un furto, un arresto, l’espulsione di una clandestina.

«In Italia sono forse 700.000 le Assistenti Familiari (le cosiddette “badanti”) impegnate nell’assistenza di anziani ed invalidi. Circa la metà di loro sono clandestine, ed il “mercato” è spesso in mano a soggetti senza scrupoli che lucrano sui già bassissimi compensi loro riconosciuti.

«Non c’è forse nel nostro paese un lavoro altrettanto indispensabile quanto sottovalutato. Senza le Assistenti Familiari straniere oggi il nostro sistema di assistenza sarebbe al collasso.

«La Legge Bossi-Fini ingenera indubbiamente illegalità. È grazie a quella legge che prospera il “racket delle badanti”, che dai paesi di origine giunge a ramificarsi in Italia. Una volta ottenuto un visto turistico, spesso il passaporto viene sequestrato per mesi, fino a che le lavoratrici non saldano presunti debiti di migliaia di euro. Il lavoro è poi durissimo, prevedendo in cambio di 700-800 euro mensili una assistenza ad anziani e malati spesso anche di 24 ore al giorno. E quando si perde il lavoro si perde immediatamente anche un tetto ed i mezzi di sussistenza.

«Cosa fare se non si trova una immediata rioccupazione, e se non si hanno i soldi per rientrare nel proprio paese?

«Può capitare di dormire nella sala d’aspetto di una stazione, oppure può capitare di rubare pochi euro di cibarie, come alla ragazza moldava che da oggi è rinchiusa presso il CPT di Modena.

«Signor Presidente,

«ci permettiamo di chiedere un Suo intervento in merito alla penosa situazione della ragazza moldava, che consenta di evitarne l’espulsione, anche tenendo conto della probabile volontà dell’esercente di non presentare denuncia in merito al piccolo furto. Anche se siamo di fronte ad un reato, non ci pare che la ragazza possa rappresentare un pericolo per la collettività.

«Ci permettiamo inoltre di chiedere un Suo intervento, Signor Presidente, affinché nell’agenda della politica entri al più presto il tema della regolarizzazione delle centinaia di migliaia di Assistenti Familiari presenti nel nostro paese.»