Baby sitter e volontariato. I nonni «valgono» 18 miliardi

22/04/2010

Diciotto miliardi di euro, pari all’ 1,2% del Pil nazionale. Tanto valgono i «servizi» offerti a titolo gratuito dagli over 54enni italiani. Si tratta di lavoro di cura, in famiglia o fuori, nel volontariato in senso stretto. È un welfare sommerso e gratuito che marcia parallelamente a quello pubblico sempre più scarno. A ricordare che le persone mature o anziane non sono soltanto un costo, dunque un peso, è lo Spi, il sindacato pensionati della Cgil che con una ricerca commissionata dall’Ires spiega quanto valga, in euro, la cura di nipoti, figli, persone disabili svolta in famiglia e fuori da chi ha smesso di lavorare. È «il capitale sociale degli anziani »: sono circa 4,7 milioni gli over 54 coinvolti per un totale di ore che rappresenta il 50% del tempo messo a disposizione dagli italiani di tutte le età. A beneficiarne sono maggiormente bambini e minori, i nonni si occupano dei nipoti. Sono 6,9 milioni i nonni italiani, quasi 6 milioni, fanno i baby sitter. Il loro impegno vale tra i 7,3 e i 13,8 miliardi l’anno (considerando gli effetti su redditi e consumi). Grazie ai nonni le famiglie risparmiano 496 milioni e 1,3 miliardi. E ben il64%della popolazione minorile vive parte delle proprie giornate in compagnia dei nonni. I quali hanno «un ruolo sociale che non ha uguali in Europa», commenta lo Spi. Causa ed effetto è che circa 800milamammepossono andare al lavoro. Una specie di «indotto», un’economia «esterna» che viene messa in moto con un vantaggio immediato, che è il maggior reddito a disposizione delle famiglia, e altri più indiretti ma rilevanti come l’innalzamento del tasso di istruzione e e l’abbassamento dei quello di povertà e della marginalità sociale. Fuori dalla famiglia, l’impegno degli over 54 si traduce nel volontariato per 300mila persone suun totale di 826mila volontari. Calcolando solo il lavoro di chi lo fa sistematicamente, si tratta di servizi per circa 300 milioni l’anno. «I pensionati sono una grande risorsa – commenta la leader dello spi, Carla Cantone – sostituiscono servizi inesistenti o insufficienti: anche per questo occorre rivedere il valore delle loro pensioni, deve essere più dignitoso». «Il governo – ha aggiunto – ha una visione compassionevole del welfare che non è degna di questo Paese. Non è necessaria: ci vogliono diritti di cittadinanza».