Baby-lavoro in Italia: è polemica sull’allarme

11/06/2002




          Per l’Istat sono 31.500 gli under 15 «sfruttati»
          Baby-lavoro in Italia: è polemica sull’allarme
          ROMA – L’Istat ha contato circa 31.500 ragazzi che in Italia svolgono attività lavorative corrispondenti a forme di sfruttamento: un dato che rappresenta lo 0,66% della popolazione tra 7 e 14 anni. I risultati completi di più ricerche che tastano il polso alla situazione del lavoro minorile sono stati anticipati dal ministero del Welfare in vista di un convegno fissato per domani che sarà presieduto dal ministro Roberto Maroni e celebrerà la «Giornata mondiale contro il lavoro minorile» organizzata dall’International labour office (Ilo). L’indagine Istat riferita all’ottobre 2000 (un sondaggio campionario realizzato tramite interviste ai minori) mette in luce che i circa 32mila minori "sfruttati" si dividevano tra 19.200 impegnati in un’attività non continuativa e restanti 12.300 il cui lavoro poteva definirsi continuativo (svolto cioè, precisa l’Istituto, per almeno due ore giornaliere non meno di una volta a settimana). Sono poco più di 83mila in tutta Italia – informa l’Istat – gli adolescenti tra 15 e 18 anni che hanno dichiarato di aver avuto qualche esperienza lavorativa prima dei 15 anni. Guida il Sud con 37mila casi, segue il Nord-Ovest (18.600), il Nord-Est (17.600), ultimo il Centro (10mila). In oltre l’87% dei casi, evidenzia l’Istat, queste esperienze risultavano compatibili con la scuola. Sull’indagine dell’Istat sono intervenuti gli industriali del Nord-Est: «Se la rilevazione sul lavoro minorile fosse vera, nel Veneto e nel Nord-Est – dicono gli imprenditori veneti – non ci sarebbe la palese fame di manodopera lamentata, ma al contrario ci troveremmo con file di disoccupati ai cancelli delle aziende». La lettura del fenomeno è, quindi, «fallace, distorta e facilmente confutabile grazie ai dati del ministero dell’Istruzione». Per gli industriali veneti «probabilmente l’Istat cade in errore prendendo in considerazione i giovani che lavorano durante le vacanze come stagionali o con contratto a termine: infatti il 66% dei giovani under 18 del Nord-Est afferma di essere stato occupato o di lavorare saltuariamente». Intanto secondo l’Inail – nel primo semestre del 2001 – la percentuale di minori irregolari era pari al 25,5% (contro il 17,6% del 2000). Quanto agli infortuni sul lavoro l’anno scorso sono stati denunciati all’Inail 27.400 incidenti di under 17 (erano 31.500 nel ’99). Domani, promossa dall’Ilo, si svolgerà la prima «Giornata mondiale contro il lavoro minorile» che avrà d’ora in avanti cadenza annuale. Secondo il rapporto «A world without child labour» dell’Ilo, nel mondo lavorano circa 250 milioni di minori, ossia uno ogni sei minori tra i 5 e i 17 anni. Di questi 250 milioni di baby-lavoratori: 180 milioni fanno lavori pericolosi, senza protezione e/o forzati e 8 milioni e mezzo sono vittime di vere forme di schiavitù (prostituzione, pornografia, reclutamento coatto per conflitti armati).

          Martedí 11 Giugno 2002