AZIENDE TERMALI, Ipotesi di Accordo rinnovo CCNL 1.07.1999 – 30.06.2003

Roma, 15 giugno 1999

tra

FEDERTERME

con l’assistenza di Confindustria

e

FILCAMS-CGIL rappresentata da Silvano Conti

FISASCAT-CISL rappresentata da Antonio Michelagnoli

UILTUCS-UIL rappresentata da Emilio Fargnoli

assistiti da una delegazione di strutture territoriali ed RSU

si è stipulata la seguente ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 23 maggio 1995 per i lavoratori dipendenti dalle aziende termali.

OSSERVATORIO

L’art. 1, lett. A) del ccnl 23 maggio 1995 (Relazioni Industriali / Osservatorio Nazionale) è modificato come segue:

1. Il quarto e quinto comma sono sostituiti da: "L’Osservatorio sarà insediato entro 4 mesi dalla data di stipula del presente contratto e, in occasione della prima riunione avvierà la programmazione della propria attività, individuando le più opportune iniziative per realizzare i propri compiti.

2. La sesta e settima linea del sesto comma sono sostituiite da:

" – L’evoluzione del mercato del lavoro, con particolare riferimento all’andamento dell’occupazione giovanile e delle c.d. categorie deboli ed all’utilizzo delle tipologie di contratto anche non a tempo indeterminato previste dalla legge e dagli accordi interconfederali.

– Le eventuali problematiche applicative del D.Lgs 626/94 e del D.Lgs 624/96.

– Le problematiche attinenti la certificazione della qualità."

3. In fondo all’ottavo comma aggiungere: "aree che verranno individuate in occasione dell’insediamento dell’Osservatorio nazionale".

LAVORATORI STAGIONALI

Nell’ambito dell’Osservatorio nazionale durante la vigenza del presente contratto collettivo opererà un apposito gruppo di lavoro paritetico composto da 6 membri (3 designati dalla Federterme e 3 designati dalle Organizzazioni Sindacali firmatarie) al quale è affidato il compito di monitorare l’andamento del mercato del lavoro con riferimento alle particolari tipologie di contratto con lo specifico scopo di salvaguardare ove possibile il lavoro stagionale in relazione alle altre tipologie di rapporto.

A tale scopo l’Osservatorio avvalendosi delle indicazioni fornite dalle imprese potrà formulare delle proposte di carattere indicativo in ordine alle suddette finalità.

L’ultimo comma dell’art. 35 del ccnl è modificato sulla base della seguente formulazione:

"Per le competenze relative alle retribuzioni differite (13^ e 14^) quando si debba determinare la retribuzione spettante in frazione di mese si procede alla corresponsione delle quote giornaliere (26simi) rapportate alla presenza effettiva".

SISTEMA DI INFORMAZIONE

L’art. 1, lett. B) del ccnl 23 maggio 1995 (Relazioni industriali / Sistema di informazione) è modificato come segue:

Nel punto 1) dopo le parole "politica del settore" inserire "a livello nazionale, europeo ed internazionale".

In fondo ai punti 3) e 4) inserire "; sull’andamento dell’occupazione femminile, in relazione ai possibili interventi (azioni positive) volti a promuovere condizioni di effettiva parità per le lavoratrici e in linea con le normative UE e nazionali e con le risultanze dei lavori dell’apposito gruppo di lavoro costituito in seno all’Osservatorio".

Nel punto 4 sostituire le parole " più di 100 dipendenti" con " più di 80 dipendenti".

RELAZIONI A LIVELLO AZIENDALE

Il punto 1 della lettera C) dell’art. 1 del ccnl è sostituito dal seguente:

" 1) Annualmente, di norma nel primo quadrimestre, le imprese forniranno alle RSU/Organizzazioni sindacali territoriali aderenti alle OSL stipulanti, ove richiesto e nel quadro delle prospettive e degli orientamenti di politica del settore di cui ai punti 1) e 2) della precedente lettera B), previsioni di massima sull’andamento della stagione e sulle modalità operative ipotizzate per farvi fronte, con riferimento sia agli strumenti offerti dal mercato del lavoro e da particolari tipologie di rapporto di lavoro, sia a particolari modalità di utilizzazione del personale eventualmente previste, in applicazione dell’art. 18, punto 3) del presente contratto.

In tale occasione, anche sulla base delle indicazioni fornite dall’Osservatorio nazionale, le parti formuleranno autonome valutazioni finalizzate alla salvaguardia dei lavoratori stagionali assunti nella stagione precedente in relazione alle altre tipologie di rapporto".

CONTRATTAZIONE AZIENDALE

L’art.1 lett.C) del ccnl 23 maggio 1995 (Relazioni Industriali / Relazioni a livello aziendale) è modificato come segue:

    • Nel secondo comma del punto 3) (materie della contrattazione aziendale) la lettera d) è soppressa e sostituita da " d) gli accordi di cui al penultimo comma dell’art. 21 sui contratti a termine; e) gli accordi sul trattamento del personale viaggiante di cui alla dichiarazione a verbale sub art. 38; f) gli accordi in tema di lavoro a tempo parziale previsti dall’art. 20; g) gli accordi in tema di apprendistato di cui all’art. 13; h) eventuali accordi in tema di azioni positive sulla base delle indicazioni fornite dal gruppo di lavoro costituito in seno all’Osservatorio; i) gli accordi in tema di fruizione delle riduzioni di orario di cui al punto 4 ultimo comma dell’art. 18 del ccnl.

AMBIENTE DI LAVORO

L’art. 68 (ambiente di lavoro) è sostituito dal seguente:

" In applicazione di quanto previsto dal Dlgs n. 626 del 1994, la disciplina in merito alla costituzione ed alle attribuzioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza è quella di cui all’Accordo interconfederale 22 giugno 1995 il cui testo verrà allegato al presente contratto; e ciò fermo il disposto contenuto nel D.lgs n. 624/96.

Per quanto concerne i lavoratori stagionali, si richiama il disposto dell’ultimo comma dell’art. 67, alle medesime condizioni".

CONTROVERSIE INDIVIDUALI E COLLETTIVE

Viene costituita una Commissione paritetica che entro il termine di 6 mesi fornirà indicazioni alle parti – tenendo conto delle intese che potranno essere raggiunte dalle rispettive Confederazioni ma anche dell’esigenza di salvaguardare il ruolo delle parti stipulanti nella rappresentanza di categoria – in merito alla armonizzazione delle disposizioni contrattuali concernenti le controversie individuali e collettive – con riferimento a conciliazione ed arbitrato – (artt. 4 e 1, lett.C), punto 4)) con le norme del D. Lgs n. 80 del 1998 (e successive modifiche).

CLASSIFICAZIONE

Le Parti convengono che la Commissione Paritetica Nazionale per lo studio della Classificazione dei lavoratori di cui all’art. 15 del CCNL, inizi i lavori entro il mese di luglio 1999.
Ciò al fine di portare all’attenzione delle Parti stipulanti entro il 31. 12.2000 le eventuali nuove figure professionali individuate di comune accordo, anche alla luce della nuova normativa in corso di emanazione, per una valutazione delle Parti medesime circa l’opportunità di aggiornare la classificazione, già in occasione del rinnovo biennale previsto dal Protocollo 23 luglio 1993.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Le Parti stipulanti si impegnano a garantire ai lavoratori del settore termale un sistema di previdenza complementare volontaria:
A questo scopo la Commissione di cui all’art. 74 del CCNL si insedierà entro il mese di luglio 1999 ed effettuerà una ricognizione dei Fondi esistenti e di quelli che verranno costituiti al fine di proporre alle parti, entro il 31 gennaio 2000 un quadro di opportunità che consenta alle Parti medesime di far fronte all’impegno assunto anche operando d’intesa con le Parti costituenti altri Fondi.
Gli elementi di costo, fatti salvi i risultati del lavoro della commissione di cui al precedente capoverso, prevedono:
- 0,55% (di cui lo 0,05% costituisce la quota associativa) della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del lavoratore;
- 0,55% (di cui lo 0,05% costituisce la quota associativa) della retribuzione utile per il computo del TFR a carico del datore di lavoro;
- 3,45% della retribuzione utile per il calcolo del TFR, prelevato dal TFR maturando dal momento dell’iscrizione al Fondo;
- una quota una tantum, non utile ai fini pensionistici, da versarsi all’atto dell’iscrizione, pari a £ 30.000 di cui 23.000 a carico dell’azienda e 7.000 a carico del lavoratore.

Per i lavoratori di prima occupazione, successiva al 28 aprile1993, è prevista l’integrale destinazione del TFR maturando dal momento dell’adesione al Fondo.
Al momento dell’adesione al Fondo il lavoratore può richiedere di aumentare la propria quota di contribuzione sino al 2% della retribuzione utile per il calcolo del TFR.
Per la definizione di tali costi si terrà comunque conto delle esperienze in essere negli analoghi settori e del rapporto tra oneri e rendimenti.
Tale istituto potrà riguardare sia i lavoratori a tempo indetermionato che quelli a tempo determinato con contratto di durata superiore a 3 mesi.

DECORRENZA E DURATA

Il contratto avrà durata quadriennale per la parte normativa (fino al 30.6.2003) e biennale per la parte economica (fino al 30.6.2001) e decorre dal 1° luglio 1999.

L’8° comma dell’art.37 del CCNL è sostituito dal seguente:
"L’accordo per il premio avrà durata quadriennale e la ricontrattazione del premio avverrà nell’osservanza delle procedure di cui al presente articolo. Tale contrattazione non potrà essere avviata prima del 1° settembre 2000; dall’avvio decorreranno i due mesi di normalità sindacale di cui al comma seguente".

LAVORO A TEMPO PARZIALE

L’art. 20 del CCNL è modificato come segue:
- all’inizio del 5° comma l’inciso "di norma" è soppresso
- la lettera a) del quinto comma è sostituito da:
"a) nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario settimanale da 18 a 30 ore".

Dopo la lettera e) inserire:
"la contrattazione aziendale potrà prevedere: limiti minimi inferiori e limiti massimi superiori a quelli di cui alle lettere a), b) e c); limiti superiori a quello di cui alla lett. d); modalità di programmazione flessibile dell’orario che si concretizzino nella possibilità di turni variabili in ordine alla collocazione delle prestazioni lavorative; modalità di consolidamento del lavoro supplementare svolte in maniera continuativa per almeno 12 mesi; effettuazione della prestazione in turni unici.
E’ comunque fatto salvo quanto eventualmente previsto dalla contrattazione aziendale esistente".

LAVORO RIPARTITO

Dopo l’art. 20 del CCNL è inserito il seguente articolato:
1) il contratto di lavoro ripartito è il contratto con il quale due o più lavoratori assumono in solido un’unica obbligazione lavorativa subordinata;
2) il contratto stipulato in forma scritta deve indicare la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro giornaliero, settimanale, mensile o annuale che si prevede venga svolto da ciascuno dei lavoratori interessati, ferma restando la possibilità per gli stessi lavoratori di determinare discrezionalmente, in qualsiasi momento, la sostituzione ovvero la modificazione consensuale della distribuzione dell’orario di lavoro;
3) conseguentemente, la retribuzione verrà corrisposta a ciascun lavoratore in proporzione alla quantità di lavoro effettivamente prestata;
4) i lavoratori devono informare preventivamente il datore di lavoro sull’orario di lavoro di ciascun lavoratore con cadenza almeno settimanale;
5) gli accordi individuali possono prevedere che il datore di lavoro legittimamente pretenda l’adempimento dell’intera prestazione dovuta da ciascuno dei lavoratori solidalmente obbligati.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Le Parti, in considerazione del carattere di novità presentato dalla disciplina del lavoro ripartito, cui assegnano carattere sperimentale, si impegnano ad esaminare gli aspetti in occasione del rinnovo del CCNL.

APPRENDISTATO

L’art. 13 del CCNL è sostituito sulla base dei seguenti criteri:

1) possono essere assunti con contratto di apprendistato, i giovani di età non inferiore a 16 anni e non superiore a 24, ovvero a 26 anni nelle aree di cui agli obiettivi n. 1 e 2 del regolamento CE n. 2081/93 del Consiglio del 20 luglio 1993 e successive modificazioni. Qualora l’apprendista sia portatore di handicap i limiti di età di cui al presente comma sono elevati di 2 anni.
2) La durata del rapporto di aopprendistato è graduata in relazione alle qualifiche da conseguire con le seguernti modalità

livello di inquadramento durata e mesi
3 36
4 e 4 super 30
5 24
6 18

3) La contrattazione di secondo livello può stabilire una durata maggiore;
4) per gli apprendisti assunti prima della data di stipula del presente accordo valgono le precedenti disposizioni in materia di durata;
5) in relazione alla possibilità di svolgere l’apprendistato per il conseguimento di qualifiche inquadrate al terzo livello, si precisa che gli apprendisti interessati non potranno essere destinati a svolgere funzioni di coordinamento tecnico funzionale di altri lavoratori;
6) per le qualifiche inquadrate nel sesto livello, è escluso l’apprendistato per le mansioni di addetto alle attività di manovalanza, fattorino, usciere ed inserviente;
7) l’impegno formativo dell’apprendista è graduato in relazione all’eventuale possesso di un titolo di studio corrispondente alle mansioni da svolgere con le seguenti modalità:

Titolo di studio ore di formazione
Scuola dell’obbligo 120
Attestato di qualifica e diploma di
scuola media superiore 100
Diploma universitario e diploma di laurea 80

8) viene costituita una Commissione paritetica nazionale con il compito di suggerire alle aziende modalità di svolgimento della formazione interna ed esterna. La contrattazione integrativa può stabilire un impegno formativo differente da quello di cui sopra e specifiche modalità di svolgimento della formazione interna ed esterna;
9) le attività formative svolte più datori di lavoro, così come quelle svolte presso gli istituti di formazione, si cumulano ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi;
10) la retibuzione degli apprendisti è determinata mediante scatti semestrale sulla base delle seguenti aliquote percentuali da calcolarsi sulla retribuzione del livello corrispondente anche per quanto concerne l’indennità di contingenza.

1° semestre 65%
2° semestre 70%
3° semestre 75%
4° semestre 80%
5° semestre 85%
6° semestre 90%

11) il datore di lavoro informa per iscritto l’apprendista sui risultati del percorso formativo, con periodicità non superiore a sei mesi; qualora l’apprendista sia minorenne, l’informativa sarà fornita alla famiglia dell’apprendista o a chi esercita legalmente la patria potestà;
12) è consentito articolare lo svolgimento dell’apprendistato in più stagioni, nell’ambito di una distribuzione dei diversi periodi di lavoro;
13) durante il periodo di malattia l’apprendista avrà diritto al trattamento economico previsto dall’art. 42 ed alle condizioni da tale articolo previste nelle seguenti fattispecie:
a) per i primi 3 giorni di malattia, limitatamente a tre eventi morbosi in ragione d’anno
b) in caso di ricovero ospedaliero e per tutta la durata dello stesso.

LAVORO TEMPORANEO

Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo disciplinato dalla legge 24 giugno 1997 n. 196, può essere concluso, oltre che nei casi previsti dal comma 2 dell’art. 1, lettere b) e c) della legge stessa anche nelle seguenti fattispecie:

a) esecuzione di opere e/o servizi – anche di breve durata – definiti e predeterminato nel tempo;
b) sostituzione di lavoratori assenti per ferie o per aspettative diverse da quelle già previste dall’art. 1, lett. b), legge n. 230/62;
c) sostituzione in caso di risoluzione del rapporto di lavoro senza preavviso per un periodo massimo di 2 mesi utile alla ricerca di personale idoneo alla mansione;
d) intensificazioni temporanee delle attività dovute a flussi non ordinari e/o non programmabili di clientela cui non sia possibile far fronte con il normale organico.

I prestatori di lavoro temporaneo impiegati per le fattispecie individuate dalle parti alle lettere a), c) e d) del presente accordo, non potranno superare in media trimestrale l’8%.

La base di computo per il calcolo di tale percentuale è costituita dal numero di lavoratori occupati a tempo indeterminato e dal numero di lavoratori assunti con il contratto dfi formazione e lavoro all’atto dell’attivazione dei singoli rapporti di cui al presente articolo, le frazioni di unità si computano per intero.Nelle imprese stagionali, attesa la loro particolarità, la base di computo è, in via convenzionale costituita dal numero dei lavoratori occupati all’atto dell’attivazione dei singoli rapporti di cui al presente articolo.

In alternativa è consentita la stipulazione di contratti di fornitura di lavoro temporaneo sino a 5 prestatori di lavoro temporaneo, purchè non risulti superato il totale dei contratti di lavoro da considerare nella base di computo.

Ai sensi e per gli effetti del 4° comma dell’art. 1 della legge n. 196 del 1997 è consentito lo svolgimento di lavoro temporaneo per le qualòifiche inquadrate ai livelli 5° e superiori della classificazione del personale. Le qualifiche di esiguo contenuto professionale per le quali è vietato il ricorso al lavoro intermedio sono quelle inquadrate nel 6° livello.

L’azienda utilizzatrice comunica alle RSU la decisione di ricorrere al lavoro temporaneo.

ORARIO DI LAVORO

All’ultimo capoverso del punto 4 dell’art. 18 inserire:
"Le suddette riduzioni potranno essere usufruite anche collettivamente, previ accordi aziendali.

DICHIARAZIONE A VERBALE

Premesso che la regolazione dell’orario di lavoro è di pertinenza delle parti sociali, le parti concordano che, in caso di approvazione di una disposizione di legge sulla riduzione dell’orario di lavoro, si incontreranno per convenire eventuali adattamenti di tale disciplina alle caratteristiche del settore, anche ai fini di evitare alterazioni agli equilibri complessivi determinati con il presente accordo".

MINIMI TABELLARI

Si concorda la corresponsione di un aumento dei minimi tabellari pari a £ 75.000 lorde mensili al 4° livello distribuito secondo la vigente scala parametrale.
Tale incremento è suddiviso in due tranches pari a
£ 37.500 lorde, decorrenti dal 1° luglio 1999
£ 37.500 lorde, decorrenti al 1° luglio 2000.

AUMENTI RETRIBUTIVI
Dal 1° luglio 1999
Dal 1° luglio 2000
70.310
65.920
59.765
48.925
41.015
38.670
37.500
33.400
29.295
70.310
65.920
59.765
48.925
41.015
38.670
37.500
33.400
29.295