Aziende e singoli lavoratori i nuovi soggetti

25/02/2002





La struttura contrattuale – I suggerimenti della Ue portano a ridurre il peso degli accordi nazionali
Aziende e singoli lavoratori i nuovi soggetti
Li.P.
(DAL NOSTRO INVIATO)

TORINO – Decentramento e sussidiariet�, sono queste le parole chiave per adeguare la contrattazione alle sfide della globalizzazione e della competizione internazionale. Gli spunti di riflessione per rinnovare le relazioni industriali in ambito europeo arrivano da un Rapporto messo a punto dal Gruppo di alto livello creato dal vertice Ue di Lisbona. Un documento che verr� presentato alla Commissione Ue e che mette sul tavolo del dialogo sociale europeo la necessit� di dare un ruolo pi� forte alle relazioni industriali nel nuovo contesto di un’economia globalizzata e della conoscenza. Lo strumento innanzitutto � quello della contrattazione collettiva, che �rimane il principale strumento di composizione del conflitto� anche se da tempo �� in atto una vigorosa spinta verso il decentramento degli assetti contrattuali�. Le ragioni sono quelle note della internazionalizzazione dei mercati che hanno spinto verso la diversificazione e verso il locale �aumentando le pressioni sui datori di lavoro e sulle organizzazioni sindacali affinch� concludano accordi salariali in linea con le condizioni del mercato e del lavoro locale�. A presentare il documento ieri a Torino e a offrire spunti di ulteriori proposte � stato Marco Biagi, docente di diritto del lavoro, membro del Gruppo di alto livello e consulente del ministero del Welfare. �� noto – ha spiegato Biagi – che i maggiori competitori (gli Usa e l’Asia) si avvantaggiano di due fattori-chiave: sindacalizzazione scarsa ed esistenza di un unico livello contrattuale. Occorre quindi rivedere anche il sistema italiano, pur senza negare la specificit� del modello europeo volto a contemperare l’efficienza con la coesione sociale�. Per consentire alle imprese di competere al meglio �si dovrebbe adottare come principio base quello della sussidiariet�. Ogni imprenditore, cio� – argomenta Biagi – dovrebbe poter trattare il livello considerato pi� opportuno ed adeguato tenuto conto dell’oggetto del negoziato�. In particolare Biagi avanza la proposta di passare dagli assetti contrattuali fissati dall’accordo di luglio a �un modello basato su un unico livello di contrattazione, a scelta delle parti, e quindi ispirato a una logica di alternativit� tra contrattazione di primo e secondo livello�. In questo quadro, Biagi propone un modello di �derogabilit� presidiata�, ossia una sperimentazione attraverso cui si consenta �all’impresa di disapplicare il contratto di primo livello dove si raggiunga un accordo che disciplini tutte le materie regolate dall’accordo collettivo �a meno che le parti non preferiscano rinviare al primo livello alcuni istituti limitandosi a negoziare solo su particolari questioni come l’orario e il salario�. Ma il contratto collettivo potrebbe anche trasformarsi nel tempo in una sorta di �voluntary agreement, secondo una terminologia invalsa a livello comunitario, cio� un’intesa non con vincolativit� giuridica ma suscettibile di essere estesa a livello inferiore a seguito di atti volontariamente posti dalle parti�. Non gioca un ruolo secondario la recente riforma federale e quella che poi sar� l’effettiva distribuzione di Stato e Regioni in materia di lavoro. Le riforme istituzionali, insomma, potrebbero gi� dare sollecitazioni determinanti alle relazioni sociali e quindi anche alla contrattazione. Ma l’Europa offre altri elementi di riflessione, come il rapporto tra contrattazione collettiva ed intese individuali di lavoro. �Nei Paesi Bassi e in Danimarca � in via di sperimentazione un sistema che consente la convivenza delle due fonti contrattuali, secondo un modello definito "a scelta multipla". Sono cio� i singoli lavoratori a poter optare liberamente tra contrattazione collettiva ed intese individuali�.

Domenica 24 Febbraio 2002