Aziende alla prova dei rinnovi

03/09/2003



      Mercoledí 03 Settembre 2003

      ITALIA-LAVORO


      Aziende alla prova dei rinnovi

      La stagione dei contratti – Trattative in salita dopo le polemiche sui salari e la spaccatura dei confederali – Parla Giorgio Usai di Confindustria


      MILANO – Sindacati e associazioni imprenditoriali si preparano a riprendere tavoli e sedie per discutere. Commercio, banche e moda, sono i settori privati che saranno al centro dei prossimi negoziati, in attesa delle piattaforme invece i lavoratori chimici ed edili. Agosto è stato l’unico momento di pausa in un anno segnato dalle trattative, spesso non facili, anche per i contrasti all’interno delle organizzazioni sindacali che hanno portato all’accordo separato sui metalmeccanici. Non è stato facile neanche il dialogo tra le parti sociali, soprattutto in materia di aumenti, con le polemiche su inflazione programmata e reale. E qualche volta il percorso è stato ostacolato dai tempi, dalla necessità di discutere contratti scaduti da molti mesi. È successo nel turismo – dove 1,5 milioni di lavoratori erano senza contratto dal gennaio 2002 – ma a luglio è arrivato il lieto fine. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno firmato l’accordo con Confesercenti e Confcommercio-Confturismo. L’aumento in busta paga previsto è di 118 euro ed è stato istituito un fondo di assistenza sanitaria integrativa finanziata per il 70% dalle imprese. L’unico tavolo aperto nel settore è quello con Aica-Confindustria ma anche in questo caso si sono fatti dei passi avanti: sindacati e aziende si sono accordati a luglio per un’anticipazione degli aumenti in busta paga (in media di 40 euro mensili) e si rincontreranno dopo metà settembre, fiduciosi su una conclusione rapida del negoziato.

      Commercio. Il contratto è scaduto alla fine del 2002 e l’ipotesi di piattaforma dei sindacati di settore, gli stessi che rappresentano i lavoratori del turismo, è arrivata a fine gennaio. Centosette euro di aumento per il biennio – compresi 14 euro riconosciuti a gennaio dall’accordo precedente – che corrispondono al 7% in più. I sindacati chiedono anche regole e stipendi più stabili per i collaboratori coordinati e continuativi. Il confronto comincerà mercoledì 10, quando si troveranno di fronte i sindacati e la Confcommercio. Due settimane più tardi è fissato l’appuntamento con la Confesercenti. La trattativa riguarda circa 1,6 milioni di lavoratori.
      Banche. L’alleanza tra Fabi e Federdirigenticredito ha spaccato i sindacati del settore. Alle due sigle si è aggiunto il Sinfub mentre sull’altro fronte ai confederali di Fisac-Cgil, Fiba-Cisl e Uilca-Uil si è aggiunta la sigla autonoma Falcri. Così si è arrivati a due documenti con le linee guida per il contratto che porteranno a due tavoli separati con l’Abi. Discuteranno delle regole per i 300mila dipendenti del settore, con il rinnovo della parte normativa, e dei loro stipendi. Per il biennio i confederali hanno chiesto un aumento del 7,1%, vale a dire 185 euro (per un impiegato di quarto livello della terza area con sette scatti di anzianità), mentre la richiesta del gruppo guidato dalla Fabi è di 210 euro, il 10% in più, con una differenza: in questo caso, la figura di riferimento è l’impiegato di terzo livello. Adesso le proposte saranno esaminate nelle assemblee aziendali e poi saranno predisposte le piattaforme definitive. Per aprire il confronto si dovrà aspettare la chiusura della trattativa sulle libertà sindacali, anche questa condotta su due tavoli.
      Moda. La piattaforma della moda per il 2004-2007 riguarda 700mila lavoratori del tessile-abbigliamento e si estende a quelli dell’industria calzaturiera, della pelletteria e degli occhiali. Lo schema presentato a metà luglio da Filtea-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil prevede un aumento di 92 euro in busta paga nel biennio 2004-2005, che corrisponde al 6,3%: il 2,2 come recupero del differenziale tra inflazione programmata e reale negli ultimi due anni e il 4,1% per i prossimi due anni. I sindacati chiedono anche un nuovo inquadramento professionale. Richiesta già rispedita al mittente da Associazione tessile e Sistema moda Italia: il mansionario, ricordano, è stato cambiato un anno fa.
      Chimici. Sono circa 220.000 i lavoratori interessati al contratto che scadrà a fine anno. La piattaforma per il rinnovo del biennio economico dovrebbe essere presentata entro settembre.
      Edili. La piattaforma per rinnovare il contratto che scade a fine dicembre 2003 (sia parte economica che normativa) riguarda 1,2 milioni di persone. ùI sindacati si riuniranno domani per metterla a punto. La richiesta dovrebbe essere pari a 91 euro medi mensili a regime.
      Autoferrotranvieri. Il biennio economico del contratto anche in questo caso è scaduto a fine 2001 (a fine 2003 scadrà anche la parte normativa). Per i circa centomila lavoratori del settore sono stati chiesti aumenti medi per 106 euro.

      ALESSANDRO BALISTRI