Azienda aveva 99 lavoratori in nero

23/10/2013

Un milione di euro di evasione fiscale e contributiva, 99 lavoratori in nero, una maxi sanzione di 900mila euro. Questi i numeri dell`operazione messa a segno dalla Guardia di Finanza di Carpi, nei confronti di una "falsa" associazione senza scopo di lucro, che in realtà operava come una vera e propria società commerciale nel campo sanitario, attività di badante, cura della persona, presso privati e strutture pubbliche. Un`indagine iniziata nei primi mesi di quest`anno che ha messo in luce quello che viene definito come lavoro subordinato mascherato. L` associazione aveva aei veri e propri dipendenti, ma inquadrati come professionisti a partita Iva. Il sistema era di documentare con contratti d`opera un rapporto subordinato «eludendo – spiegano dalle Fiamme Gialle – tutti gli obblighi previsti in materia di versamenti previdenziali ed assistenziali, premi assicurativi e ritenute fiscali». Le indagini sono state complesse e, anche con la Direzione Territoriale del lavoro, l`Inps e l`Inail, si è scoperto che l`evasione ha raggiunto l`importo complessivo di un milione di euro, procedendo dunque con una maxi sanzione di circa 900mila euro. A questo si è aggiunta la denuncia per il legale rappresentante della società, per presentazione di dichiarazione fiscale infedele ed omesso versamento di contributi e delle ritenute fiscali. Quello di oggi sembra non essere un caso infrequente. La Filcams/ Cgil di Modena, infatti, racconta di un altro caso emblematico. Si tratta della ex Medical Association di Bomporto, chiusa e ricostituitasi a Carpi, ad aprile scorso, sotto il nome di Associazione Badanti. Già nel 2011 il sindacato aveva "notato" degli insoliti volantini pubblicitari in cui veniva offerto il servizio di assistenza da parte di quella che, formalmente, era un`associazione senza scopo di lucro. «Ci interrogavamo – spiega Patrizia Mazza, della Filcams/Cgil di Modena – su come potessero inquadrare queste persone. Poi nel 2012 alcune persone si sono rivolte a noi e al Nidil, che si occupa degli atipici, e abbiamo scoperto che tutte queste badanti e anche infermieri erano inquadrati con partita Iva. E così si è proceduto alle denunce verso l`associazione, che abbiamo scoperto essersi ricostituita ad aprile sotto il nome di Associazione Badanti a Carpi, alla Direzione territoriale del lavoro. É importante che si parli di questi casi perché anche le stesse famiglie presso le quali le badanti lavoravano non erano in regola. Pagavano all`associazione circa 1600 euro, alle badanti arrivava la metà e per di più senza contributi e i diritti che comporterebbe l`applicazione del contratto di lavoro».