Avvocati, primo sì dopo 74 anni

24/11/2010

Nuovo esame e tariffe minime. Ma è corsa contro il tempo
MILANO — Via libera. Come previsto, il Senato ha approvato ieri la riforma forense in prima lettura, un testo atteso da più di 50 anni, come ha puntualizzato lo stesso ministro Angelino Alfano. La legge sull’accesso alla professione in realtà risale al gennaio del ’36. In attesa che anche la Camera si pronunci, il Consiglio nazionale forense ha segnalato la soddisfazione per una riforma che ha fortemente voluto e seguito ad ogni passo. «L’approvazione di questa riforma è un passo storico — ribadisce Guido Alpa, presidente del Cnf — il testo approvato ieri al Senato ha preservato un impianto che corrisponde al decalogo dei principi irrinunciabili approvati da tutti i componenti dell’avvocatura nel settembre 2009. La riforma nel suo impianto complessivo, mira a consentire l’accesso e la permanenza nella professione ai più meritevoli e a chi esercita effettivamente; inoltre punta a una maggiore qualificazione e preparazione introducendo criteri più rigorosi all’accesso e potenziando la formazione dei professionisti». Tra le novità più significative il ritorno dei minimi tariffari e il nuovo esame professionale.