Autunno, emergenza rincari

16/09/2003

martedì 16 settembre 2003

 
 
Pagina 4 – Economia
 
 
Autunno, emergenza rincari
oggi lo sciopero della spesa
Anche Cgil, Cisl e Uil aderiscono alla protesta
          Gli agricoltori si schierano per il boicottaggio. Maroni: "Io farò acquisti"
          Le associazioni dei consumatori e i partiti invitano a rinviare di un giorno gli acquisti

          LUCIO CILLIS

      ROMA – Consumatori in piazza e negozi vuoti. Per un giorno, chiedono le associazioni che rappresentano gli utenti, bisognerà rinunciare agli acquisti. Dire "no" a caffè, cappuccino e cornetto, al pieno di benzina alle sigarette e ai taxi, a pranzi e cene al ristorante. Per un giorno l´Intesa dei consumatori, che ha organizzato lo sciopero, chiede a tutti di «rinviare a domani gli acquisti», un digiuno del portafogli per contestare con durezza l´impennata dei prezzi inaugurata con l´introduzione dell´euro. «Una stangata – avverte Rosario Trefiletti leader di Federconsumatori – che solo nel 2003 peserà sui bilanci famigliari per 2.817 euro in più».
      La terza protesta dei consumi, dopo il successo delle due precedenti, sfocerà in manifestazioni e sit-in a Montecitorio, in contestazioni di quartiere organizzate nelle grandi città. Lo stop alle compere, per la prima volta, vedrà il sostegno compatto di buona parte dell´opposizione e di Cgil, Cisl e Uil. Una partecipazione forse ingombrante quella dei sindacati, che alla vigilia della protesta, come anticipato ieri da Repubblica, ha provocato una profonda spaccatura all´interno di uno dei due grandi raggruppamenti di associazioni, la Coalizione dei consumatori. Da questa scissione sono nati i "Consumatori indipendenti" (formati da Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori), che oggi non sfileranno al fianco dei colleghi dell´Intesa, opponendo allo sciopero totale «un boicottaggio mirato e continuato tutto l´anno» e un sit-in davanti alla sede di Confcommercio a Roma.
      Contrari al blocco della spesa anche Altroconsumo, mentre sceglie una terza via l´Adiconsum (associazione targata Cisl) che ha proclamato una giornata di mobilitazione senza però aderire direttamente allo sciopero dell´Intesa. Lo sciopero è «inutile e immotivato», avverte però Marco Venturi, leader di Confesercenti, secondo cui «sono proprio i commercianti le principali vittime degli aumenti di tariffe e imposte».
      Ma sono comunque tanti i consensi alla protesta. Fermamente convinti della necessità di scendere in strada accanto ai consumatori sono gli agricoltori della Cia-Confederazione italiana agricoltori, e quelli della Coldiretti. Da sottolineare anche un´altra (curiosa) adesione alla protesta: due terzi dei commercianti di Torino, rappresentati dall´Ascom, si dicono d´accordo con lo sciopero della spesa e a loro volta, puntano l´indice sui «costi di gestione aziendali, cioè i prezzi degli affitti, le assicurazioni, i contratti bancari e tutti gli altri costi fissi, elementi che contribuiscono a far salire il prezzo finale».
      Dal fronte politico arrivano le dichiarazioni di sostegno dei Verdi, con il presidente Alfonso Pecoraro Scanio e Paolo Cento, della Margherita con il segretario della Commissione Finanze della Camera Mario Lettieri, e di un rappresentante di maggioranza, il senatore di An, Riccardo Pedrizzi, presidente della Commissione Finanze e Tesoro, il quale sollecita «un intervento del governo per arginare la spirale inflazionistica e porre sotto controllo tariffe e prezzi». Per nulla turbato dalla protesta, quanto assolutamente convinto della necessità di fare un po´ di compere in giornata, è invece, il ministro del Welfare. Roberto Maroni non ha dubbi, lo sciopero non potrà fermare la sua voglia di shopping: «Nei negozi – ha detto – ci andrò sicuramente…».