Autunno caldo, Fiom decide 4 ore di sciopero

09/09/2010

ROMA – Prove di autunno caldo sindacale. La Fiom ha proclamato quattro ore di sciopero entro metà ottobre contro la decisione della Federmeccanica di recedere dal contratto nazionale firmato nel 2008 da tutti i sindacati compresi i metalmeccanici della Cgil. Le modalità dello sciopero saranno decise a livello territoriale, poi il 16 di ottobre ci sarà una manifestazione di protesta a Roma.
La Fiom si prepara a una lunga prova di forza, nella quale giocherà anche la carta dei ricorsi alla magistratura, come ha annunciato il suo segretario generale Maurizio Landini. D´altra parte si capirà solo nei prossimi mesi l´effetto della scelta degli industriali metalmeccanici. Perché dall´inizio di quest´anno nelle aziende si applica il contratto separato, firmato cioè dagli altri sindacati (Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl e Fismic) ma non dalla Fiom. Il vecchio contratto è in stand by e così resterà fino alla sua scadenza del 31 dicembre 2011. Da quel momento – per effetto della decisione della Federmeccanica – anche formalmente non ci sarà più. E la Fiom non potrà aggrapparsi a nulla per impedire le deroghe al contratto nazionale che gli altri sindacati insieme agli industriali cominceranno a negoziare a partire dal 15 settembre. Sta qui il senso della mossa della Federmeccanica, pressata dall´amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che non vuole incertezze nell´applicazione dell´accordo per la nuova organizzazione del lavoro nello stabilimento di Pomigliano d´Arco.
Gli schieramenti in campo sono ormai netti: da una parte i duri della Fiom (tra i quali si distingue la minoranza guidata da Fausto Durante, fedelissimo di Epifani, che vorrebbe una ricucitura con Fim e Uilm) coperti dalla Cgil; dall´altra Confindustria, Federmeccanica, Cisl e Uil. Netta la dichiarazione di ieri della presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia: «Il vero problema è la Fiom che non accetta nessun cambiamento per rendere più competitive le imprese». E la disdetta del contratto? «Solo una questione tecnica. Un atto di chiarezza. Non abbiamo subito la decisione della Fiat».
Pensare che in questo contesto la Fiom possa ripensarci sembra davvero difficile. Ieri è arrivato l´appoggio ai metalmeccanici anche della segreteria nazionale della Cgil che in una nota parla di «balcanizzazione delle relazioni industriali del settore». «Con l´operazione decisa da Federmeccanica – secondo il vertice di Corso d´Italia – si svuota di sostanza il contratto nazionale. Tema, quest´ultimo, che sembra non preoccupare la presidente della Confindustria, la quale dovrebbe invece usare parole più accorte e attente ai rischi che la decisione di Federmeccanica può aprire». È un muro contro muro. E ieri ci sono stati i primi scioperi nell´indotto Fiat, alla Lear e alla Itca di Torino.