«Autorizzare le vendite sotto costo»

06/09/2002






              MILANO 6 settembre 2002




              «Autorizzare le vendite sotto costo»

              Ha citato la Francia come esempio e ha lanciato pesanti critiche alla legge, entrata in vigore nell’autunno scorso, che vieta le vendite sottocosto, colpevole – suo dire – di contribuire al boom dell’inflazione. Ed è stata Milano a fare da sfondo alle bordate lanciate da Vincenzo Tassinari, presidente nazionale della Coop, uno dei colossi della grande distribuzione nella penisola, convinto che la citata e contrastata legge abbia inciso nella lievitazione del costo della vita almeno per un significativo 0,5%.
              Uscita destinata a vivacizzare il già rovente dibattito su prezzi e sulla perdita del potere di acquisto dei consumatori. Ma che Tassinari ha subito accompagnato alla presentazione dei dati di bilancio della sua azienda, dati se non ottimi quantomeno buoni (aumento di vendite del 6% rispetto ai primi mesi del 2001 e dell’8% utilizzando come mese di confronto quello di agosto), a dispetto della situazione economica non esaltante e delle misure appunto discutibili che penalizzerebbero gli italiani nella fase degli acquisti.
              La Coop ha in sostanza assicurato una lievitazione dei propri prezzi di vendita al dettaglio non superiore al 2%, quota – questa – comunque inferiore al 4% registrato dall’Istat. Ed è qui che Tassinari ha citato l’esempio francese. Oltralpe infatti l’inflazione si sarebbe attestata attorno all’1% anche grazie all’introduzione della legge sul sottocosto, «esempio – ha ribadito il presidente della Coop – che dovrebbe insegnarci qualcosa». «Occorre rivedere la legge introdotta, che è uno strumento lesivo della concorrenza, come sostenuto dalla stessa Autorità Antitrust».
              P.G.