Autonomi in crescita grazie ai professionisti

04/11/2002



        3 novembre 2002


        NORME E TRIBUTI
        Autonomi in crescita grazie ai professionisti

        In sei anni gli iscritti in Albi sono saliti del 50%
        Ma è in calo l’incidenza sugli occupati


        VENEZIA – Le nuove leve tra i liberi professionisti fanno continuare a crescere, in valori assoluti, il popolo delle partite Iva. Tra il 1995 e il 2001 i lavoratori indipendenti sono aumentati di 177mila unità, anche se si guarda all’incidenza sul totale degli occupati (di cui rappresentano il 27,9%) sono diminuiti di 1,2 punti percentuali, In totale, i lavoratori indipendenti sono quasi 6 milioni. A livello macro territoriale è il Centro l’area geografica dove si è registrato l’incremento più elevato con un +5,1 per cento. Umbria (+12,8%), Liguria (+9,7%) e Trentino Alto Adige (+ 9,1%) le Regioni dove in sei anni i lavoratori autonomi sono cresciuti di più. Ed è boom dei liberi professionisti (+49,7%) soprattutto a Nord-Est (+63,5%). È questa la fotografia effettuata dal Centro studi degli artigiani della Cgia di Mestre, che ha analizzato il mondo del lavoro indipendente. Questo esercito di lavoratori è composto da 1.614.000 liberi professionisti (avvocati, notai, architetti), da 3.486.000 lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoltori) e da 898.000 coadiuvanti. A livello regionale è la Lombardia a registrare il numero più alto di questa tipologia di lavoratori: ben 998mila. Seguono il Veneto (560mila) e l’Emilia Romagna (553mila). Tuttavia, il dato che emerge è l’aumento tra i liberi professionisti. Tra il 1995 e il 2001 la crescita è stata quasi del 50 per cento, con punte del 200% in Valle d’Aosta e del 150% in Trentino Alto Adige. A livello macro territoriale è il Nordest a guidare la classifica dell’incremento dei liberi professionisti, con un +63,5%. Per contro, invece, significativa è stata la contrazione dei lavoratori autonomi: solo la Liguria, tra tutte le regioni, ha segnato un +1,7 per cento. Per i coadiuvanti, invece, sempre nel periodo di tempo considerato, il dato è rimasto pressochè invariato: a livello nazionale la crescita è stata dell’1,4 per cento. Quali le cause di questo andamento? «Il boom dei liberi professionisti – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – sembra dovuto sia alla forte esternalizzazione che il lavoro nelle aziende ha subito in questi anni, sia alla scelta di molti giovani neolaureati o diplomati di intraprendere, più per necessità che per vocazione, la strada della libera professione, visto che il mercato del lavoro non offre alternative migliori. Preoccupa, invece, il calo dei lavoratori autonomi che – secondo Bortolussi – è dovuto alla forte contrazione che ha subito in questi ultimi anni il piccolo commercio e l’agricoltura». Dalla ricerca della Cgia di Mestre emerge come l’incidenza dei lavoratori indipendenti sul totale degli occupati è maggiore, con il 29%, nel Nord-est. Mentre il Nord-ovest (26,3%) è fanalino di coda. «La crisi della grande impresa – commentano alla Cgia – è possibile leggerla anche in questi ultimissimi dati».