“Autonomi 1″ Più tasse per 4 mila euro a testa

07/10/2004


            giovedì 7 ottobre 2004

            Pagina 7 – Economia

            GLI AUTONOMI

            Altri 109 mila contribuenti rientreranno negli studi di settore
            Più tasse per 4 mila euro a testa

            ROMA – Mani al portafoglio e pronti a pagare. Per oltre 700 mila lavoratori autonomi, commercianti, artigiani e professionisti, è in arrivo una stangata che costerà dai 4.000 ai 12 mila euro l´anno. Due le mosse, descritte e quantificate nel dettaglio dalla relazione tecnica della Finanziaria: l´innalzamento dei livelli degli studi di settore, cioè il meccanismo attraverso il quale viene determinato il reddito degli autonomi ai fini fiscali; e il potenziamento dell´attività di accertamento. In tutto l´operazione darà alle casse dello Stato circa 3,8 miliardi.

            L´adeguamento automatico degli «studi» utilizzando il contestato indice Istat per rivalutare i ricavi, in verità fermi dal 1999, cadrà come una tegola sulla testa di circa 658 mila contribuenti. Si produrranno due effetti diversi che, alla fine, saranno ricondotti allo stesso risultato: una maggiore base imponibile per 4 miliardi di euro. Il primo deriverà dallo spostamento verso l´alto dell´asticella degli «studi» che metterà, secondo i calcoli del Tesoro, una grande platea di lavoratori autonomi fuori regola, e che diventeranno dunque, come si dice in linguaggio tecnico, «non congrui»: stando alle considerazioni della relazione 178 mila di questi si adegueranno. Il secondo farà leva sul fatto che tendenzialmente ogni anno, a legislazione costante, buona parte dei contribuenti non in regola (circa 480 mila) accetta i parametri degli studi di settore. In tutto questi 658 mila contribuenti, in virtù dell´adeguamento Istat, dovranno pagare in media circa 3.600 euro in più all´anno.

            Oltre all´adeguamento Istat c´è poi il potenziamento dell´attività di accertamento per coloro che non sono in regola e che non hanno alcuna intenzione di adeguarsi. L´operazione è affidata all´Agenzia delle Entrate che darà, grazie alle nuove norme, un giro di vite agli accertamenti. La Finanziaria infatti stabilisce che gli accertamenti fatti su un anno fiscale non sono più definitivi e possono essere reiterati se arrivano nuovi elementi. Inoltre l´accertamento si potrà fare anche sui soggetti a contabilità ordinaria che fino ad oggi era stata esclusa – e limitata a coloro che avevano scelto la contabilità semplificata – perché questa forma prevede la gestione di vari registri contabili, di magazzino e libri mastri. Del resto negli ultimi tempi si è notata una certa «migrazione» di contribuenti dalla «semplificata» alla «ordinaria» proprio per cercare di evitare l´accertamento. A completamento del quadro, è previsto anche il potenziamento dell´attività telematica.

            Grazie a queste nuove norme il Tesoro pensa di assoggettare agli studi di settore altri 109 mila commercianti, che si vanno ad aggiungere a quelli che tendenzialmente decidono di adeguarsi, che dovranno pagare 12 mila e 700 euro a testa tra Irpef (oggi Ire), Irpeg (oggi Ires), Iva e Irap. Lo Stato prevede di incassare da loro 1,3 miliardi.

            (r.p.)