Autogrill: utile 2005 a 120 milioni

26/09/2005
    domenica 25 settembre 2005

      FINANZA E MERCATI – pagina 23

        Autogrill, utile 2005 a 120 milioni (+ 30%)

        La stima di crescita del giro d’affari è del 10% e punta a 3,5 miliardi

          DI ALBERTO NOSARI

            «Imprimere uno scatto allo sviluppo del business aeroportuale, che già oggi rappresenta quasi il 50% dei ricavi, e consolidare la leadership nella ristorazione autostradale in Italia » , il cui peso è sceso dal 60% del 1998 a poco più del 25% attuale; oltre la metà dei ricavi consolidati rappresentati da un’area che ha un radicamento importante negli Usa e in Europa, ove presto dovrebbe scattare il rilancio dopo la ristrutturazione realizzata negli scorsi anni.

            Sono queste le direttrici della strategia di sviluppo predisposta dallo staff che affianca Gianmario Tondato alla guida di Autogrill. E l’acquisizione di Aldeasa, come puntualizzano al quartier generale della società milanese, rappresenta un tassello essenziale per «imprimere uno scatto » alla crescita dell’attività aeroportuale. Questo in quanto, ricordano, raddoppia il mercato di riferimento, portandolo a 14 miliardi rispetto ai cinque precedenti, e permette di realizzare « una combinazione vincente», coniugando la forza della controllata HmsHost con quella della neo acquisita.

            Due realtà che presentano un’assoluta complementarietà geografica e di business. Aldeasa è leader in Spagna e ha una presenza importante in Sud America mentre Altadis, il partner spagnolo di Autogrill, ha importanti teste di ponte nell’Africa del Nord e nell’area caraibica.

            Hms è invece leader in America del Nord, ha presenze di rilievo in Asia e Australia, ed ha svolto un ruolo centrale nella crescita europea ove oggi il gruppo è operante in 18 aeroporti, fra i quali Amsterdam, Francoforte e Cork in Irlanda. E proprio l’Europa rappresenta una delle aree sulla quale si giocherà la validità di un modello che dovrebbe coniugare le best practice delle rispettive realtà i cui business sono complementari.
            Aldeasa opera esclusivamente nel retail (dai tabacchi ai profumi agli spirits), mentre Hsm è leader nella ristorazione e ha una presenza importante nel food & beverage. Due specificità la cui unione dovrebbe liberare risorse in grado di aggredire un mercato in espansione, agevolando l’approdo nelle rispettive aree di operatività e aggredendo i nuovi mercati con la forza di «una combinazione vincente in grado di attrarre partner locali » .

            Ed è in questo quadro strategico che deve essere valutata un’acquisizione penalizzata da un mercato che forse, come rilevano gli analisti, «non ha avuto la possibilità di capire appieno i potenziali in quanto la comunicazione è stata "tarpata" dai vincoli imposti dalle autorità e da una prassi che privilegia la comunicazione dei risultati a quella dei target » . Questo anche se, concludono, le «indiscusse potenzialità devono essere trasformate in risultati concreti » , estendendo quelle best practice che hanno permesso al gruppo di trarre linfa anche da eventi dirompenti quali gli attentati terroristici del 2001 e le difficoltà congiunturali che "attanagliano" il business autostradale in Europa, con l’Italia "vincolata" dall’Authority.

            Risultati evidenziati dai dati storici, come quelli relativi ai bilanci degli scorsi anni e alla semestrale 2005, oltreché dalle proiezioni sul prossimo futuro. Il 2005 dovrebbe infatti presentare un giro d’affari in crescita di quasi il 10% e tendere a 3,5 miliardi grazie al buon andamento degli Usa, ove è atteso uno sviluppo tendente all’ 8% rispetto ai due miliardi di dollari dello scorso anno. Un trend che beneficia del buon andamento del business aeroportuale e del contributo delle 12 nuove aree di ristoro autostradali nella tratta Washington New York. Attività, quest’ultima, su cui giocherà un ruolo l’uragano Katrina e il conseguente balzo del costo della benzina, i cui effetti dovrebbero essere riassorbiti senza troppi contraccolpi, anche se ha inciso sui ricavi dell’ultimo fine settimana del periodo estivo.

            Notizie positive giungono anche dal fronte italiano, che dovrebbe assorbire parte della contrazione del primo semestre e chiudere l’anno con una flessione poco superiore al 2%, nonostante la "rinuncia" a 27 punti ristoro autostradali e merito anche il buon andamento di luglioagosto, con ricavi cresciuti del 3,7 per cento. Un risultato importante in quanto si confronta con una sostanziale stabilità del traffico ed è sostenuto dall’aumento del 6% nell’area ristorante. Performance conseguita merito la combinazione dell’aumento dello scontrino medio, cresciuto del 4% in presenza di un aumento dei prezzi inferiori all’ 1%, e del numero degli scontrini, che denotano un aumento dei clienti del 2 per cento.

            Sostanzialmente stabile a 500 milioni l’attività autostradale europea, ove però sono state create le condizioni per il rilancio dopo aver conseguito il raddoppio al 12% dell’Ebitda margin grazie alla ristrutturazione attuata negli scorsi anni. Uno scenario dal quale emerge il contributo di Aldeasa, che dovrebbe apportare circa 230 milioni di ricavi (per la quota di competenza) e un ebitda margin a due cifre.

            Di rilievo pure l’evoluzione della redditività, con Ebitda in crescita del 10% e tendente ai 480 milioni pur scontando le citate difficoltà originate dalla congiuntura, dal caro petrolio e dalle avverse condizioni atmosferiche. Performance sostenute dal buon andamento degli Usa, che dovrebbero archiviare il 2005 con 300 milioni di dollari di Ebitda (+ 9%) e un Ebitda margin in progresso al 14%, e dall’apporto dell’Italia, ove i ricavi dovrebbero restare saldamente al di sopra del miliardo con Ebitda margin stabile a oltre il 16 per cento.

              Le performance beneficeranno, poi, degli effetti dei nuovi principi contabili, gli Ias, e l’Ebit dovrebbe balzare a 300 milioni anche perché verranno meno i 60 milioni di ammortamento goodwill. Il conto economico dovrebbe infine chiudere con un utile in crescita del 30% ad oltre 120 milioni. È doveroso ricordare che le cifre indicate e gli incrementi percentuali sono calcolati in termini omogenei per quanto attiene ai principi contabili, gli Ias, ma, come ricordato, scontano l’apporto della neo acquisita Aldeasa. Un’operazione i cui effetti sono evidenti sulla struttura patrimoniale, anche se l’esposizione finanziaria dovrebbe ridiscendere al di sotto del miliardo dopo aver scontato i 350 milioni dedicati all’acquisizione del 50% del gruppo spagnolo, i 50 milioni di dividendi distribuiti ai soci, gli oltre 180 milioni di investimenti tecnici realizzati nel periodo e considerando pure gli oltre 50 milioni di aumento del debito originato dalla rivalutazione del dollaro sulla base di un rapporto di cambio passato da 1,36 di fine 2004 a 1,25 ipotizzato nei numeri esposti.