Autogrill taglia nove posti di cui sette a Campiolo

06/02/2013

Autogrill si prepara a tagliare 140 posti di lavoro in tutta Italia lungo la rete autostradale. L`azienda ha infatti aperto una procedura di mobilità che interessa anche il Friuli Venezia Giulia. In Regione a "ballare" sono 9 posti di lavoro di cui ben sette all`interno dell`autogrill di Campiello, a Moggio Udinese, uno a Gonars, l`ultimo a Duino. La notizia ha spinto sul piede di guerra maestranze e sindacato che ieri hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione e ora attendono l`esito del primo incontro, fissato per domani a Roma, al fine di decidere nuove eventuali azioni di protesta. «Abbiamo proclamato lo stato di agitazione – spiega Francesco Buonopane di Filcams Cgil Udine – perché Autogrill spa non si è limitata a individuare il numero degli e suberi, ma lo ha fatto quasi nominativamente e ha inoltre indicato anche la strada da seguire per gestire queste eccedenze proponendo la via dei trasferimenti o in alternativa della riduzione dell`orario di lavoro». Proposte che il sindacato ha letto come un ingresso a gamba tesa da parte dell`azienda in una trattativa che deve ancora esordire. Una posizione dunque intollerabile per le parti sociali che hanno reagito duramente con l`indizione, immediata, dello stato di agitazione. «Ora passeremo attraverso tutta una serie (lunga) di confronti sindacali – prosegue Buonopane – e in base all`evoluzione della trattativa decideremo il da farsi». Quello dei licenziamenti, ricordiamolo, è solo l`ultimo di una serie di problemi con cui si sono dovute cimentare le parti sociali a proposito di Autogrill spa. Non ultima la questione della sicurezza, «che abbiamo sollevato più volte – ricorda Buonopane – purtroppo senza risultati apprezzabili perché in questo caso non esiste un adeguato strumento legislativo». Il problema? «La gran parte degli occupati che lavorano negli autogrill sono donne – conclude il sindacalista – e spesso, la notte, restano sole con tutto ciò che questo comporta in termini di sicurezza».