Autogrill senza frontiere

17/07/2002


17 luglio 2002



Buttignol: la società pronta a investire 600 milioni di euro in tre anni per nuove acquisizioniAutogrill senza frontiere
Al via il piano per estendere il marchio a tutti i 1.800 punti vendita del gruppo in Europa

Nicola Dante Basile
MILANO – Il marchio Autogrill verrà esteso in tutta Europa e campeggerà su tutti i punti vendita del gruppo, compresi quelli derivanti dai nuovi investimenti. Che l’amministratore delegato Livio Buttignol non esclude di potere fare ancora, avendo pianificato per i prossimi tre anni di destinare metà dell’Ebitda (circa 400 milioni di euro nel 2001) ad accantonamenti «per investimenti straordinari», per un totale di 600 milioni di euro. Anche se ora «ciò che più ci preme è integrare nella struttura e le nuove acquisizioni fatte». Per questo per il top management di Autogrill la parola vacanza, ora, non ha il significato che ha per milioni di italiani. Questa, infatti, è la stagione in cui tutta la rete raggiunge il picco dello stress, sicché la sensibilità di Buttignol e dei suoi collaboratori è protesa a valutare le prospettive di sviluppo in atto nel sistema ristorazione, «che sembra essersi ripreso alla grande dallo shock terroristico dell’11 settembre». Ma non è il caso di abbassare la guardia, fa capire Buttignol. Secondo il quale «questo è il momento di accentuare l’attenzione a tutte le opportunità di investimento che si rendono disponibili», e a cui Autogrill ha dimostrato di non volere rinunciare. Come confermano i 200 milioni di euro investiti tra l’autunno dell’anno scorso e questa primavera per portare a termine una serie di acquisizioni, tra le quali i network Anton Airfood e Smsi Travel in Nord America, la rete spagnola di ristorazione autostradale Receco e, in Italia, una quota del 20% circa di Pastarito, nonché l’acquisizione del 100% di Ristop (26 punti ristoranti tra autostrade e centri commerciali), che è sottoposta al consenso dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. In attesa della decisione dell’Antitrust, il vertice del gruppo presieduto da Gilberto Benetton e controllato per il 57% da Edizioni Holding non rinuncia a fare scelte strategiche destinate a dare una connotazione sempre più compatta del gruppo. Come, appunto, quella di fare di Autogrill un marchio ombrello da estendere su tutte le 733 location (su 904 in totale) e 1.800 punti vendita (su 4.300 totali) che oggi il network possiede in Europa. Ma non è l’unica novità decisa dal vertice Autogrill, che di recente ha dato il via libera ad alcune aree test in Europa per sviluppare il marchio della pizza fast food italiana Spizzico. «Attualmente – spiega Buttignol – abbiamo 160 punti vendita e sono tutti concentrati in Italia; per i prossimi tre anni abbiamo in cantiere l’apertura di un centinaio di Spizzico, ma soprattutto contiamo di internazionalizzare il marchio: abbiamo cominciato con Francia, Svizzera e Grecia e, in autunno, apriremo la prima area test in Usa, nell’aeroporto di Atlanta, in Georgia». Un’attivismo che però non mette in ombra la questione del rinnovo delle concessioni autostradali. Tutt’altro. Il problema è molto sentito in casa Autogrill, che oggi, a 40 anni dal primo ristorante Autogrill-Pavesi "a ponte" del ’62 sulla Milano-Novara, conta in Italia su 452 location, di cui 344 sono sulla rete autostradale. Un motivo che ha spinto l’Antitrust a suggerire una più equilibrata redistribuzione delle concessioni dei punti di ristoro in scadenza. Al riguardo Buttignol sa che deve scendere a compromessi, tuttavia non rinuncia a dire la sua. Osservando che «altrove, per esempio in Gran Bretagna, i primi 5 gruppi del settore della ristorazione commerciale controllano il 30% del mercato; viceversa, qui in Italia, le prime 5 aziende non vanno oltre il 2,5 per cento».