Autogrill-Ristop, niente multa

29/07/2003




Martedí 29 Luglio 2003

1- Autogrill-Ristop, niente multa

2- "Commenti&Analisi" Giusto equilibrio (Clarich)
Autogrill-Ristop, niente multa

L’Antitrust: abuso di posizione dominante nel tentativo di acquisizione ma poi i piani sono cambiati

CARMINE FOTINA


MILANO – Autogrill evita la multa dell’Antitrust sul caso Ristop. Il Garante guidato da Giuseppe Tesauro, pur accertando che la società ha abusato della sua posizione dominante nel tentativo di acquisire il suo diretto concorrente Ristop, non ha comminato alcuna sanzione pecuniaria. Secondo l’Antitrust, la società controllata da Edizione Holding ha violato la legge 287 del ’90 sulla concorrenza ma il comportamento non ha avuto effetti sul mercato dei servizi di ristoro sulla rete autostradale. «Dopo la notifica del provvedimento di avvio istruttoria – scrive il Garante – Autogrill ha abbandonato il proprio disegno strategico e contemporaneamente nuovi operatori hanno fatto il loro ingresso nel mercato».
I fatti contestati hanno origine da una segnalazione del concorrente Compass. L’Antitrust ha bocciato il doppio tentativo di Autogrill di acquistare il 100% di Ristop o, in alternativa, il 45% con un’opzione sul restante 55 per cento. L’istruttoria successiva ha accertato che l’operazione sarebbe stata finalizzata sostanzialmente ad evitare l’acquisto di Ristop da parte di concorrenti stranieri.
Successivamente, rivedendo la sua strategia, Autogrill ha avviato una selezione di società cui cedere la posizione contrattuale detenuta nei confronti di Ristop, anche in questo caso allo scopo di ostacolare l’ingresso di competitor stranieri. Nel corso di ispezioni sono stati trovati appunti del presidente del cda di Ristop relativi ad incontri avuti con esponenti di Autogrill. Questi ultimi avrebbero sottolineato che «la società monopolizza in Italia la rete autostradale ed è costretta a cercare di espandersi solo all’estero per via di vincoli antitrust posti alla propria crescita in Italia». In un successivo incontro Autogrill ribadisce che «la ristorazione autostradale in Italia interessa grandi gruppi mondiali, soprattutto Compass ed Elior, che a tutti i costi stanno cercando di entrare nel mercato, e che essa vorrebbe evitarlo». Autogrill detiene l’80% di un mercato da 1 miliardo € (Ristop è il secondo operatore con il 5%) ma lo scenario italiano è destinato a cambiare grazie al rinnovo delle concessioni con procedure competitive. Nel periodo 2003-2008 si stima che scadranno concessioni per un valore pari al 72% del fatturato del settore e nuovi operatori sono già entrati nel mercato. A partire dalla Compass (che ha acquisito il gruppo Plose) e la società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova cui alla fine è andata la proprietà della Ristop. Compass inoltre si è aggiudicata la sola gara alla quale aveva partecipato tra le cinque bandite da Autostrade e ha concluso una joint venture con Cremonini per partecipare alle prossime. Questi elementi e il dietrofront di Autogrill dopo la notifica dell’istruttoria hanno convinto l’Antitrust ad archiviare il provvedimento senza multa.
«Siamo soddisfatti, ce l’aspettavamo». Così Gilberto Benetton, presidente di Autogrill, ha commentato la sentenza smentendo al tempo stesso le voci su una possibile cessione della società. L’ad Gianmario Tondato Da Ruos esclude che la mancata multa possa essere stata una compensazione della sanzione inflitta recentemente a Edizione Holding dallo stesso Tesauro: «Non c’è alcuna relazione. Piuttosto avrei preferito una derubricazione del caso. Comunque adesso ci concentriamo sulle gare in programma: non abbiamo paura di misurarci con i concorrenti. Lo dimostrano i successi centrati negli Usa, dove realizziamo circa il 55% del nostro fatturato».
COMMENTI&ANALISI
Giusto equilibrio per una soluzione indolore
di MARCELLO CLARICH

Autorità Antitrust e imprese dominanti sul mercato, ovvero una convivenza difficile ma che può trovare un punto di equilibrio. Il provvedimento emanato ieri dall’Authority della concorrenza, che ha accertato un abuso di posizione dominante a carico di Autogrill, ma non ha irrogato alcuna sanzione è un esempio di come sia possibile "salvare capra e cavoli": ottenere cioè il rispetto delle regole della concorrenza e stigmatizzare comportamenti illeciti, senza infierire sulle imprese colte in fallo. Ma come si è arrivati a questo risultato e che morale trarne?Bisogna partire da un dato di fatto. Autogrill ha goduto per molti anni di una posizione di quasi monopolio nel mercato della ristorazione autostradale in Italia.
Il suo fatturato è infatti l’80% dell’intero mercato. Non solo. La dominanza sul mercato era resa stabile da una barriera di tipo regolamentare: la necessità di ottenere concessioni amministrative all’esercizio dell’attività rilasciate dalla società che gestisce l’autostrada o dalle società petrolifere. Per lungo tempo i concessionari della ristorazione sono stati scelti su base discrezionale e solo dal 2002 è stato previsto un meccanismo di gara competitiva. La società Autostrade ha in programma di assegnare in questo modo quasi un terzo delle aree di servizio sulla propria rete nazionale. In questa situazione, la sola possibilità di ingresso sul mercato dei potenziali concorrenti, soprattutto stranieri, era l’acquisizione di qualche piccolo ristoratore autostradale, come, nel nostro caso, Ristop, con una quota di mercato di circa il 5%. Da qui il "peccato" imputato ad Autogrill di anticipare o contrastare le mosse dei possibili avversari con un politica di acquisizioni.
Colta in fallo dall’Autorità Antitrust, anche in seguito a una denuncia da parte di uno dei giganti mondiali nel settore della ristorazione industriale qual è il gruppo Compass (17 miliardi di euro di fatturato), Autogrill ha reagito in modo collaborativo. Aperta nel settembre scorso l’istruttoria formale nei suoi confronti, Autogrill non solo si è difesa davanti all’Autorità Antitrust, ma ha anche deciso di abbandonare il proprio disegno strategico. Ha risolto pertanto i contratti stipulati con Ristop, lasciando nelle tasche di quest’ultima metà della caparra confirmatoria. Non è intervenuta più nelle successive trattative di Ristop che è stata poi acquistata da una società autostradale. La stessa Compass ha potuto entrare indisturbata nel mercato italiano con un’altra acquisizione. Insomma, gli effetti escludenti nei confronti di potenziali concorrenti non si sono verificati. Di tutto questo ha tenuto conto l’Autorità Antitrust nel provvedimento di chiusura dell’istruttoria che non ha irrogato alcuna sanzione.
La legge antitrust infatti, in modo lungimirante, lascia aperte soluzioni quasi indolori. In caso di abuso di posizione dominante o di intesa restrittiva della concorrenza prevede infatti come primo rimedio la diffida a cessare dai comportamenti ritenuti illeciti. Nel caso Autogrill, la desistenza spontanea ha reso superflua anche questa misura minima. Solo se l’infrazione è giudicata grave, l’Autorità irroga anche una sanzione, a sua volta graduata in funzione della gravità e della durata dell’infrazione (art.15 della legge 287/90). Gli importi possono essere stratosferici, come ben sanno le imprese petrolifere e le assicurazioni incappate negli ultimi anni in multe salatissime. Una storia edificante isolata? In realtà, anche altre imprese e altre Authority stanno poco a poco scoprendo la via del dialogo e della collaborazione. Che ha anche un altro vantaggio: evita che tutte le decisioni finiscano sotto la lente del giudice amministrativo, le cui sentenze hanno dato adito, a loro volta, in questi anni a discussioni e polemiche.
Come ben sapevano già gli illuministi scozzesi, il mercato è un aggeggio delicato che richiede interventi con mano ferma, ma leggera. Forse solo oggi si sta apprendendo questa lezione.