Autogrill-Moto, causa sospesa al giudizio Tar

24/09/2004


          venerdì 24 settembre 2004

          sezione: FINANZA E MERCATI – pag: 37
          Autogrill-Moto, causa sospesa al giudizio Tar
          S.FI.
          MILANO • Nuovo capitolo nella querelle legale tra Moto e Autogrill.
          Il Consiglio di Stato, secondo quanto risulta da alcune indiscrezioni, non ha accolto la richiesta della joint venture del gruppo Cremonini con Compass della nomina di un commissario ad acta e di ottenimento della concessione provvisoria di tre importanti aree di servizio autostradali.
          La battaglia giuridica era iniziata in primavera subito dopo la gara per l’assegnazione di alcune aree di ristoro, molto frequentate, sull’autostrada A1, la più importante del Paese.
          Vincitrice della gara era risultata Moto, ma il consorzio composto da Autogrill, FiniFast ed Eni aveva esercitato un diritto di prelazione che spettava alla compagnia petrolifera. Moto, vistasi sfilare la concessione (che vale 18 milioni di fatturato all’anno), aveva fatto ricorso, affidandosi alla consulenza legale dello studio Freshfields Bruckhaus & Deringer, scegliendo un doppio binario: il Tar e, in sede civile, la Corte d’Appello di Milano.
          Dopo che il Tribunale amministrativo regionale non aveva riconosciuto le ragioni di Moto, la società si era appellata al Consiglio di Stato, ottenendo ragione in secondo grado. Ma in quella occasione Palazzo Spada, pur riconoscendo la sospensiva d’urgenza e l’impossibilità per Autogrill-Finifast-Eni di esercitare il diritto di prelazione, aveva rinviato tutto il fascicolo all’udienza di merito del Tar.
          Nel frattempo Moto, a fine agosto, risulterebbe aver presentato, nuovamente a Palazzo Spada, un’istanza di ottemperanza con lo scopo di ottenere, tramite la nomina di un commissario ad acta, un utilizzo immediato delle tre aree.
          In sostanza, in attesa di conoscere l’esito del giudizio di merito del Tribunale amministrativo regionale, la cui sentenza dovrebbe arrivare dopo la metà di ottobre, la joint-venture guidata da Paolo Prota Giurleo vorrebbe disporre, in maniera provvisoria, della concessione. Ma Palazzo Spada ha preferito rimandare ogni decisione all’udienza di merito del Tar.