Autogrill: Micro occhi crescono

22/11/2000


22 Novembre 2000

Micro occhi crescono
AUTOGRILL Nuove denunce contro le telecamere che spiano i dipendenti. Il segreto in una password
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

Altri "grandi fratelli" nei locali Autogrill. Dopo la denuncia del locale genovese, riportata ieri dal manifesto, vengono alla luce nuovi casi di controllo illecito dei lavoratori per mezzo di un sofisticato occhio elettronico.
Mario De Benetti, delegato della Filcams-Cgil, spiega come ha scoperto il diabolico circuito nel locale di Limena (Padova): "Verso gennaio di quest’anno sono entrato nell’ufficio del direttore e ho visto che giocherellava con il
track-ball del computer (uno speciale mouse a forma di palla, utile per direzionare in modo preciso le telecamere controllate dal terminale, ndr). Inquadrava il personale con precise zoomate, riusciva a vedere quello che voleva con assoluta precisione: se un lavoratore stava troppo a lungo fermo in un posto, se si fermava a parlare con qualcuno; addirittura, una volta, ha anche richiamato uno dei dipendenti che aveva mangiato una fetta di salame avanzata dalla rifilatura".
Controllo al centimetro, insomma. L’esigenza di maggiore sicurezza nei locali certamente giustifica la presenza delle telecamere. Ma queste devono inquadrare solo il pubblico e il bancone, escludendo assolutamente le facce dei baristi. "Diversamente accade – continua De Benetti – quando il direttore di un locale conosce la password per sbloccare le telecamere, già impostate per il rispetto dei limiti consentiti. In quel caso, le cupolette marroni attaccate sul soffitto diventano uno straordinario occhio abilitato ad arrivare ovunque".
Un’altra denuncia arriva dall’autostrada Torino-Piacenza, e precisamente dalla stazione di servizio Stradella Nord. "Il sistema di telecamere superpotenti è installato anche lì", conferma Sandro Pesce, altro delegato Filcams.
Gabriele Guglielmi (Filcams nazionale) afferma che "quei sistemi violano lo Statuto dei lavoratori non solo per l’uso che ne viene fatto – e cioè il controllo a distanza dei dipendenti – ma anche perché l’azienda li ha installati senza mai interpellare i sindacati".
La difesa di Autogrill, che parla di uso illecito delle apparecchiature audiovisive da parte dei singoli direttori, potrebbe reggere, ma soltanto se si prova che la stessa azienda fa di tutto per garantire che i dirigenti locali non possano conoscere e quindi usare la password che sblocca le telecamere e da fisse le rende mobili.
"La garanzia migliore per i lavoratori – conclude Guglielmi – potrebbe essere quella di fornire la password alle rappresentanze sindacali. In questo modo si potrebbe modificare l’assetto delle telecamere interne ai locali senza il rischio di abusi da parte dei direttori".