Autogrill entra al Louvre. «Il cibo per unire le culture»

17/12/2009

PARIGI — Unire il mondo attraverso il cibo. Sfruttare l’imprenditoria per favorire il patrimonio culturale. È questo il significato di Restaurants du monde , la più grande food court d’Europa inaugurata ieri al Louvre da Autogrill Spa. Nel cuore del vasto centro commerciale ed espositivo del Carrousel, con vista sulla piramide rovesciata, sono stati aperti 7 ristoranti e 3 caffetterie per un percorso gastronomico che spazia tra cucina francese, italiana, spagnola, mediterranea, asiatica e americana. 400 ricette del patrimonio culinario mondiale, 700 posti a sedere su 1.800 metri quadri e 2 milioni di pasti serviti ogni anno sotto la gestione diretta di Autogrill France.

Un omaggio alla globalizzazione nel suo aspetto migliore: una società italiana nel cuore della Francia per offrire un viaggio gastronomico a clienti da ogni angolo del pianeta. Oltre al presidente di Autogrill, Gilberto Benetton, erano presenti all’inaugurazione il Segretario di stato al Commercio e Turismo, Hervé Novelli, il Sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, e l’ambasciatore italiano a Parigi, Giovanni Caracciolo di Vietri.

Ministro in una Francia i cui musei sono spesso in attivo grazie a diverse attività collaterali, Novelli ha sottolineato l’importanza di una visione moderna del rapporto tra cultura e sviluppo economico, anticipando tra l’altro un progetto futuro di sfruttamento di alcuni edifici storici per fini turistici e alberghieri. «A fronte di tagli sempre più importanti nei bilanci statali», ha dichiarato invece il Sottosegretario Giro, «la Cultura si salverà solo se a livello europeo riusciremo a valorizzare il nostro patrimonio economico e artistico con progetti di prestigio. Quello di Autogrill ne è un esempio, particolarmente importante perché in un luogo simbolo della storia della Francia ». Al Louvre non è mancata qualche polemica di tipo nazionalistico per la presenza del modernissimo McDonald tra le proposte di Restaurants du monde . «Il nostro progetto ha lo stesso spirito di un museo», ha sottolineato Benetton, «mettere insieme le diversità e favorire gli incontri tra culture differenti». In fondo, un filo conduttore che da sempre caratterizza le pubblicità dei prodotti di famiglia. Ieri Benetton ha anche affrontato alcuni temi come il patto Pirelli («la nostra intenzione è rinnovarlo »), Rcs MediaGroup («non chiederemo di entrare nel patto »), gli aeroporti («penso che alla fine Changi – di Singapore, ndr – entrerà nel capitale Gemina», casa madre di AdR) e Telecom («non abbiamo ancora materialmente in mano le azioni Telecom, quando le avremo le venderemo e cercheremo di farlo entro sei mesi al prezzo migliore»).