Autogrill e la sfida con i big

16/07/2002

lunedì 15 luglio 2002

1) Autogrill e la sfida con i big
2) Da sosta di Stato a leader in Usa
3) A Piazza Affari può correre ancora

RISTORAZIONE ORGANIZZATA
L’azienda si prepara a fronteggiare il probabile ingresso in Italia dei colossi stranieri Compass (Gb) ed Elior (Francia)
Autogrill e la sfida con i big
Dal 2003 nuovi equilibri in autostrada

IN CIFRE – I numeri principali di Autogrill
41.000 – Collaboratori
4.300 – Punti di ristoro
870 – Locations
684 – Milioni di clienti
238 – Milioni di pasti
260 – Milioni di caffé
55 – Milioni di tranci
di pizza
84 – Milioni di panini

LA DISTRIBUZIONE
Europa 701
Nord America 165
Altri Paesi 4
Totale 870

aAutogrill festeggia i 25 anni di attività, ma si prepara a
giocare, in casa, la sfidasulle aree di servizio, visto che tra
pochi mesi si apriranno le gare per le stazioni autostradali.
È molto probabile che colossi della ristorazione, del calibro
di Compass ed Elior, scommettano pesante sull’Italia.
Autogrill si prepara, dunque, a una sfida su più fronti,
in uno scenario globale.
Nel 2003 potrà partecipare alle gare per il rinnovo di 43
concessioni di concorrenti che andranno a scadere
in quest’anno. Non potrà invece partecipare alle gare per il rinnovo
delle concessioni che erano in scadenza nel 2000 e sono state
prorogate al 2003 (in totale 16, delle quali 7 di Autogrill e 9 di
concorrenti).
Ma chi sono i principali competitor? In testa al mercato della
ristorazione è sicuramente Compass, che vanta un giro d’affari
di 13,5 miliardi di euro (2001), contro i 3.260 milioni di Autogrill
(32% in Italia e 68% all’estero, con una buona fetta Oltreoceano).
L’altro big europeo è il francese Elior con oltre 2 miliardi di euro
di giro d’affari e oltre 45mila dipendenti.
Compass è presente in 98 Paesi e ha oltre 360mila addetti.
Nel business della ristorazione in concessione — sottolinea uno
studio — è presente in tutti i segmenti: aeroporti, stazioni ferroviarie
(a terra e a bordo), autostrade, stadi, fiere, parchi di divertimento.
Ha una catena alberghiera (Travelodge) e una rete di distribuzione
di carburanti.
Insomma, nei prossimi mesi sulle autostrade italiane si svolgerà
una sfida tra i big della ristorazione organizzata, e non va sottovalutato
anche il fatto che sia il gruppo Autostrade che le compagnie petrolifere
stanno studiando dei progetti ad hoc in vista del gran ballo delle
concessioni.
Autogrill — fanno sapere fonti del gruppo presieduto da
Gilberto Benetton e guidato da Livio Buttignol —intende comunque
giocare la propria partita a tutto campo. Intanto, punta a «conseguire
una quota di mercato superiore a quella dei concorrenti in tutti i Paesi
in cui il gruppo è presente e in tutti i canali del "people on the move"».
In secondo luogo, è partito un progetto di valorizzazione del brand
Autogrill in tutti i Paesi d’Europa (come marchio ombrello
per un’offerta multi-brand) nelle location cittadine, nelle autostrade
e nelle stazioni ferroviarie; a livello mondiale si punta
su una valorizzazione del know-how e del brand HmsHost nel
canale aeroportuale.
Diverse le opportunità, secondo le valutazioni del manage-ment:
crescere nella rete di stazioni per treni ad alta velocità in
Spagna grazie all’acquisizione di Receco; consolidare e sviluppare
le posizioni in Germania, soprattutto nel canale autostradale,
vista l’evoluzione in atto nel mercato; guardare con sempre
maggiore interesse al Nord Europa, dove si stanno aprendo op-
portunità di ingresso; consolidare le posizioni in America e
Asia. Allo studio l’opportunità di sviluppare fuori dagli Usa formule
di successo nella ristorazione, mentre Spizzico si prepara al
debutto Oltreoceano in autunno.
Rilevante infine il vastissimo mercato della ristorazione di città
(oltre 50 miliardi di euro) al quale Autogrill guarda con estremo
interesse dopo l’operazione Pastarito.

VINCENZO CHIERCHIA

LA STORIA
Da sosta di Stato a leader in Usa

Quest’anno la società
ha festeggiato i 25 anni

Autogrill ha festeggiato quest’anno, con una ker-messe
al Festival dei Due mondi di Spoleto, i 25 anni di
attività. Ma le radici profonde del business, attraverso i marchi
confluiti nel gruppo, risalgono fino alla seconda metà degli anni 20,
quando apre il Bar Motta nella Galleria Carlo Alberto a Milano.
Alla fine degli anni 40 (1947/49) apre i battenti un chiosco sulla
Milano-Novara che è di fatto il progenitore dei punti di ristoro
stradali. Nel 1962 sarà sostituito da un edificio a ponte. Nasce la
denominazione Autogrill Pavesi.
Nel 1977 i punti di ristoro Pavesi, Motta e Alemagna con-fluiscono
nella società Autogrill Spa controllata dalla Sme (che a sua
volta fa capo all’Iri, il colosso dell’industria pubblica). Per il secondo
passo rilevante occorre attendere gli anni 80.
Nel 1982 Autogrill entra nel mercato della ristorazione
cittadina con il self-service Ciao.
E nel 1989 apre il primo Spizzico in Piemonte.
La svolta radicale è degli anni 90.
Nel 1993 inizia infatti l’espansione internazionale di Autogrill che
entra nei mercati francese e spagnolo della ristorazione organizzata
per chi viaggia.
Dalla metà degli anni 90 lo scenario cambia completamente.
Inizia l’epoca delle dismissioni dell’industria pubblica e tra le
prime operazioni c’è proprio la cessione della Sme, che comprende
anche Autogrill insieme al gruppo Gs (supermercati).
Nel 1995 Autogrill viene privaizzata: Edizione holding (Benetton)
diventa azionista di maggioranza.
A breve l’approdo a Piazza Affari.
Prosegue l’espansione all’estero (Grecia).
Tra il ’97 e il ’98 vengono perfezionate le acquisizioni di con-
trollate in Austria, Germania, Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo.
Nel 1999 passano ad Autogrill la società transalpina Frantour
(ristorazione nelle stazioni) e la spagnola Procace.
Decolla l’intesa con Burger King.
Inoltre Autogrill con un’Opa conquista l’americana HmsHost leader
negli aeroporti.
Nel 2000 Autogrill ha acquisito la svizzera Passaggio.
Nel novembre 2001 decolla l’intesa Autogrill-Grandi Stazioni.
E veniamo al 2002: Autogrill acquisisce Ristop (al vaglio Anti-trust)
e Cisim, entra nel capitale di Pastarito, acquisisce la spagnola
Receco e la cadadese Smsi.
L’insegna Autogrill sbarca in Austria.

V.CH.

Autostrade Aeroporti Stazioni Altro Totale
A Piazza Affari può correre ancora

Una società ben gestita e un buon titolo da comprare:
si è ripreso rapidamente dopo la caduta provocata dagli
attentati dell’11 settembre, si è difeso nell’ultimo scivolone
dei listini e mostra un potenziale rivalutativo del 15-20% rispetto
ai livelli di prezzo corrente. È questo, in sintesi, il giudizio degli
analisti su Autogrill con target price a un anno compresi fra
i 12 e i 13,5 euro.
«Il giudizio di fondo sull’azienda resta positivo e la nostra
raccomandazione è un "buy" — dice Chiara Rotelli,
analista di Banca Akros — il titolo ha sofferto dopo l’attacco
alle Twin Towers per i timori di ripercussioni negative sulle attività
di ristorazione aeroportuale della controllata americana
HmsHost. Ma sul lungo periodo il posizionamento strategico ne-
gli Usa di Autogrill, che ha consolidato i legami con i gestori
degli scali ed è oggi considerato uno degli operatori più affidabili
nel suo settore, potrà anche raf-forzarsi».
Un giudizio positivo viene anche dall’ufficio studi di Julius
Baer che, in un recente report, conferma l’indicazione di acquisto
con fair value a 13,5 euro.
Credit Suisse First Boston, invece, assegna al titolo un
obiettivo di prezzo di 13,7 euro con orizzonte 12 mesi. «La nostra
raccomandazione è "buy" — scrivono gli analisti di Csfb
— secondo le nostre stime at-tualmente il titolo tratta a un
Price/earning sugli utili attesi per il 2003 pari a 14,9, appena
al di sotto del P/e medio europeo del settore che è 15,3. Mentre
la crescita media dei profitti di Autogrill nel periodo
2002-2004 sarà del 19% all’anno, il 3% rispetto alle aspettative
per il comparto».
Più conservative sono invece le stime di Analisi mercati finanziari-
Radiocor Digital Solutions, peraltro molto positiva sulle capacità
del management. «Gli interventi effettuati per affrontare
l’attuale congiuntura sono validi, come dimostra il fatto che
HmsHost è riuscita a sovraperformare il trend del traffico passeggeri
anche nel primo trimestre 2002 —spiega Antonia Conti,
analista di Radiocor — e il nostro target a 12 mesi è di 11,96 euro.
Ma nonostante questo abbiamo un giudizio di "neu-tral"
per la bassa visibilità delle attività americane negli aeroporti
e per un rapporto debt/equity (5,75 nel primo trimestre 2002)
che continua a tenersi su livelli elevati».

ALBERTO RONCHETTI