Autogrill dopo il blitz svizzero vuole Rosemberger e Cenesa

20/12/2000

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Mercoledì 20 Dicembre 2000
finanza & mercati
Allo studio le due operazioni sui mercati austriaco e spagnolo Autogrill dopo il blitz svizzero vuole Rosemberger e Cenesa

(DAL NOSTRO INVIATO)

ZURIGO. E adesso via in Spagna e Austria. Sono passati solo pochi minuti dall’annuncio ufficiale dell’acquisto per 251 milioni di euro di Passaggio holding Ag (Bon Appetit Group) da parte dell’Autogrill (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri) con la consulenza di Ubs Warburg, che l’amministratore delegato del gruppo italiano, Livio Buttignol, pensa a nuovi acquisti che faranno di Autogrill un gruppo sempre più forte. Nel mirino della società controllata dalla famiglia Benetton (Edizione holding ha il 56%) sono finite l’austriaca Rosemberger e la spagnola Cenesa.

L’indiscrezione, trapelata ieri a margine della conferenza stampa di annuncio dell’operazione Passaggio, è stata confermata dallo stesso Buttignol. «Siamo interessati alle due società», ha detto al Sole-24 Ore, senza voler aggiungere altro. Rosemberger potrebbe essere acquistata al cento per cento, se i due rami della famiglia omonima troveranno un’intesa sulla cessione, altrimenti Autogrill dovrà accontentarsi del 50%. Una quota, tuttavia, che consentirà al gruppo italiano leader nella ristorazione autostradale, ferroviaria e aeroportuale, di aggiungere altre quote di mercato austriaco dove detiene già il 34% attraverso la Wienerwald.

Sull’argomento Buttignol ha aggiunto che l’Austria è certamente un Paese importante nella strategia di espansione di Autogrill, «ma piccolo per dimensioni. Dove c’è da fare parecchio — ha sottolineato — è la Spagna». Infatti, Cenesa, società controllata dalla francese Promodes attraverso Continente, è uno dei principali operatori nella ristorazione in grandi centri commerciali. Di Rosemberger si sa solo che fattura 70 milioni di euro nella sola Austria, mentre non è noto il volume dei ricavi di Cenesa. L’obiettivo di Autogrill tuttavia è quello, come ha dichiarato Buttignol, di arrivare nel 2001 a ricavi «non lontani da quota 7mila miliardi di lire, più o meno intorno a 6.800-6.900 miliardi di lire», rispetto ai poco meno di 6mila della fine dell’esercizio in corso. Insomma, un bel balzo in avanti che consentirà al gruppo italiano di rafforzarsi come terzo player a livello mondiale. Per le due operazioni in Spagna e Austria, Autogrill dovrebbe spendere una cifra non distante da 160 milioni di euro che, con i 251 pagati per Passaggio holding, eleveranno l’intero indebitamento netto vicino ai 2.600 miliardi di lire, contro i 2mila di fine Duemila.

E poi? Il gigante inglese Compass, 16mila milardi di ricavi, da tempo pensa a un’integrazione con il gruppo italiano. Per ora, come ha riferito un alto dirigente di Autogrill, «ci sono stati solo segnali di fumo. In futuro, chissà…»

Vincenzo Del Giudice