Autogrill: Dimezzati la busta o sei fuori

31/01/2013

AUTOGRILL • I Benetton decretano 140 licenziamenti. Ma propongono uno «scambio» per evitarli

Sembrava troppo bello, e invece no: dopo aver ricollocato per il rotto della cuffia i 70 dipendenti dichiarati in esubero nel 2012, Autogrill torna all`attacco. E stavolta il marchio di ristorazione controllato dai Benetton raddoppia: sul piatto mette ben 140 licenziamenti, e tutti sulla rete dei punti autostradali. Ma lo fa in un modo più sottile, forse sperando di evitare il battage mediatico dell`anno scorso. Nella procedura inviata via fax ai sindacati, propone infatti uno «scambio», che dovrà passare attraverso una scelta volontaria dei licenziandi: se faranno pervenire entro il 21 aprile, una «dichiarazione di disponibilità» a essere trasferiti in un nuovo locale entro i 50 chilometri, a essere demansionati e ridotti di livello, e a passare a part time di 20 ore, potranno conservare il posto. In tempi di crisi, -probabilmente l`azienda ha fatto suo un refrainmolto in voga ultimamente grazie alla
ministra del Lavoro uscente, Elsa Fornero: meglio un «lavoretto», precario o part-time, che nulla. Basti
pensare che ci sono ben 79 full time a 40 ore tra i licenziandi, 11 dei quali sono manager, e diversi altri responsabili dí servizio: dal primo al terzo livello del contratto del commercio. Accettando lo «scambio», con demansionamento al quinto livello e pari-lime incluso, si vedrebbero praticamente catapultati da uno stipendio di 1200-1400 euro a circa 500-600 euro al mese. Un vero «affarone». Senza contare che il trasferimento potrebbe àggravare i costi della benzina, non a buon mercato. La multinazionale ha un modo molto «tecnico» di definire lo scambio proposto: si chiama «Programma di trasferimenti e trasformazioni dí rapporti "volontari"» (il termine «volontari» è messo tra virgolette dalla stessa azienda, evidentemente conscia che non propriamente di volontarietà si tratta; e in questo bisogna apprezzarne la sincerità). C`è un altro punto importante da segnalare: Autogrill indica già a priori i locali in cui i lavoratori potranno essere ricollocati qualora accettassero di sottoscrivere il «Programma volontario», e sono solo quelli della stessa rete autostradale, escludendo quindi i tanti ristoranti a diversi marchi (da Motta a Burger King, da Ciao a Spizzico) che pure ha in aeroporti, stazioni, città e centri commerciali. Ma quali sono le motivazioni addotte dalla multinazionale? I legali nella loro comunicazione parlano di una crisi di vendite nell`ultimo anno, causata da due fattori concorrenti: la diminuzione del traffico, dovuta soprattutto all`aumento del costo dei carburanti, e la scelta dei clienti – sempre a causa della crisi – di spendere sempre meno per ogni singola consumazione. Allegano dati dell`Aiscat sul traffico di mezzi pesanti e leggeri, dati sulla «penetrazione» degli scontrini (cioè il rapporto tra numero degli scontrini emessi e numero di chilometri percorsi in totale sulla rete) e sull`importo degli scontrini stessi. La crisi c`è, fatturati e margini si sono ridotti: nel primo semestre 2012 i ricavi sono scesi a 581 milioni dai 648,3 milioni dello stesso periodo 2011(40,4%), trend negativo che è proseguito nel terzo trimestre (-7,8%). Trend negativo pure per i margini, scesi nel terzo trimestre 2012 dell`ll% (nel primo semestre addirittura scesi del 51%). E lo stesso sindacato lo ammette: «La crisi c`è, nel traffico autostradale e nelle vendite – dice Fabrizio Russo, Filcams nazionale – Comunque verificheremo, ovviamente, i dati forniti dall`azienda. Quello che non va per niente è offrire, a priori, una soluzione "preconfezionata" ai lavoratori, proponendo demansionamenti e tagli di ore. Noi ci muoveremo unitariamente, con Cisl e Uil, per respingere questi licenziamenti. E siamo disponibili a sederci a un tavolo per confrontarci, come abbiamo sempre fatto, ma va ritirata l`idea del "Programma volontario" proposto». Oggi è previsto un coordinamento straordinario dei delegati Filcams. Sandro Pesce, delegato a Stura, da 28 anni dipendente Autogrill, osserva che«siamo di fronte a un caso inedito, mai l`azienda aveva aperto una procedura simile a livello nazionale. Sembra quasi un invito ad auto-licenziarsi». Sospetto che viene ad esemplo a Conero, dove ín un locale viene licenziato un manager che lavora 40 ore, quando nell`ultimo anno e mezzo sono state assunte altre due persone per complessive 80 ore, si fanno ogni mese parecchi straordinari, e due lavoratori sarebbero pensionabili entro un anno.