Autogrill denuncia la Compass

30/04/2004


        sezione: FINANZA E MERCATI
        data: 2004-04-30 – pag: 33
        autore: VINCENZO DEL GIUDICE

        L’azienda di Benetton sferra un duro attacco legale contro il colosso inglese accusandolo di concorrenza sleale
        Autogrill denuncia la Compass
        Giornata di colpi di scena: Edizione annuncia la decisione di interrompere il processo di vendita della controllata
        MILANO • Lo stop alla vendita è stata pagata cara da Autogrill.Il titolo a Piazza affari ieri ha lasciato sul terreno, alla fine di una seduta difficile per i valori della società controllata da Edizione Holding, poco meno del 4% a 11,97 euro per azione con oltre 9 milioni di titoli passati di mano. Ma la giornata è stata veramente intensa per il management del gruppo che opera nella ristorazione per chi viaggia perchè da un lato è stato deciso che la maggioranza di Autogrill, almeno per ora, non è più sul mercato. E dall’altra è stata avviata davanti al Tribunale Civile di Milano un’azione legale per concorrenza sleale contro il colosso inglese Compass Group Italia spa con una richiesta di risarcimento danni per 150 milioni di euro. Una mossa, quest’ultima, giunta inattesa in un momento molto delicato per la società controllata dal gruppo di Ponzano Veneto. Autogrill dice di essere stata «costretta a reagire in questo modo alle scorrettezze concorrenziali che il gruppo Compass ha perpetrato nel corso degli ultimi due anni nei suoi confronti, nel tentativo di pregiudicarne la posizione sul mercato italiano e deprimerne il valore azionario». «Le condotte che hanno dato luogo all’iniziativa giudiziaria sono la sottrazione e l’utilizzo da parte di Compass di informazioni aziendali riservate di Autogrill, realizzati anche attraverso una vera e propria campagna di storno di dirigenti in possesso di documenti e know how riservati. La sottrazione di documenti ed informazioni ha costretto Autogrill ad una complessiva revisione della propria strategia in Italia e all’estero». Accuse pesanti che si inseriscono in un clima di per sè incandescente, visto che la cessione di Autogrill che ieri è rientrata prendeva avvio proprio dai difficili rapporti fra il gruppo di Ponzano Veneto e l’autorità Antitrust guidata da Giuseppe Tesauro. Tanto che Gilberto Benetton scrisse una lettera alle più alte cariche dello Stato e del Governo. ma adesso la situazione si è complicata. E non di poco. Solo due giorni fa sembrava che l’avvio degli incontri con i fondi internazionali interessati all’acquisto di Autogrill potesse giovare alle quotazioni della società. Invece, improvviso, è giunto lo stop. Cosa è accaduto? In una nota emessa si legge che «Edizione Holding allo stato si vede costretta a interrompere la procedura esplorativa volta all’eventuale dismissione della partecipazione da essa detenuta in Autogrill, in quanto i soggetti che si erano dichiarati interessati hanno rifiutato di assumere adeguati impegni di riservatezza in merito alle informazioni che sarebbero state loro fornite nell’ambito di tale procedura». Impegni che — prosegue il comunicato — nelle circostanze, Edizione ritiene imprescindibili per la tutela dell’interesse di Autogrill e di tutti i suoi soci». Non c’è stata una replica a queste dichiarazioni, anche perchè non è chiaro se Edizione si rivolgesse ad uno o tutti i fondi che avevano manifestato interesse. Pare, tuttavia, ma la circostanza non è stata confermata, che la due diligence contenesse pochi dati sulla situazione di Autogrill, che il prezzo richiesto non fosse lontano dai 15 euro per azione e che quindi in queste condizioni difficilmente sarebbe partita una trattativa. Sul mercato, però, da qualche giorno serpeggiava il sospetto che Autogrill non sarebbe stata ceduta. Almeno non in questa fase, e così si spiega il pesante rovescio che ieri Piazza affari ha riservato ai titoli della società presieduta da Gilberto Benetton. Così dopo lo stop alla cessione della maggioranza di Autogrill riprende forza l’ipotesi del lancio di un bond convertibile in azioni della società di ristorazione, operazione già prospettata lo scorso 10 marzo come una delle possibilità. Almeno è quanto sostengono fonti finanziarie, secondo le quali «lo stop non vuol dire che l’ipotesi bond venga accantonata, anzi potrebbe essere la strada che verrà attuata, per evitare i problemi in cui è incorsa la cessione». Intanto, «Autogrill è scesa sotto il 70% nella gestione delle aree di servizio», come ha rifeito l’amministratore delegato di Autostrade Vito Gamberale spiegando che «si è concluso il processo delle gare per l’affidamento delle concessioni relative alle aree di servizio, come richiesto dall’Antitrust». A tale proposito, l’ammistratore delegato di Autogrill Gianmario Tondato da Ruos ha precisato: «Sappiamo bene di esserci attenuti scrupolosamente alle indicazione dell’Antitrust, dal momento che abbiamo rinunciato a competere su diverse aree di servizio che così sono rimaste riservate alla concorrenza. Allo stesso modo, siamo veramente soddisfatti dell’esito delle gare».