Autogrill, atteso nel 2002 il ritorno alla «normalità»

17/12/2001






    Autogrill, atteso nel 2002 il ritorno alla «normalità»
    Autogrill ribadisce con forza la validità delle strategie di espansione perseguite in questi anni e si prepara al ritorno alla "normalità" dopo la bufera scatenatasi a seguito degli attentati terroristici alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre. Il tutto grazie alla capacità di reazione dimostrata nel rispondere con tempestività ai nuovi scenari venutesi a creare dopo gli attentati. Eventi drammatici, che non potranno non riflettersi anche nei conti di un gruppo che realizza il 40% del proprio giro d’affari nel business aeroportuale Usa; quello più colpito dagli eventi citati. Le ripercussioni non dovrebbero comunque essere dirompenti in quanto la società ha immediatamente predisposto una serie di misure atte a limitare i danni economici, anche se è doveroso ricordare che la priorità è stata posta sulla salvaguardia del servizio prestato, mantenendo aperti i punti ristoro, e sulla piena cooperazione fornita alle autorità sia in termini di sicurezza, sia di supporto alle iniziative approntate. Il recupero americano. Iniziative grazie alle quali il gruppo è riuscito riassorbire la forte contrazione dei consumi verificatasi nella settimana a ridosso degli attentati. Il giro d’affari realizzato nel business aeroportuale Usa a parità di perimetro e calcolato sulla base del confronto dei ricavi di ogni settimana, è infatti ritornato agli stessi livelli dello scorso anno riassorbendo progressivamente il crollo del 44% verificatosi nei sette giorni successivi agli attentati. Questo anche se le stime inerenti agli ultimi quattro mesi del 2001 lasciano intravedere una contrazione prossima al 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Flessione significativa, ma decisamente inferiore alle proiezioni realizzate a ridosso dei tragici avvenimenti americani. Un recupero avvenuto grazie anche all’aumento dello scontrino medio e pur in presenza di una contrazione del traffico ancora prossima al 20%; valore significativamente più contenuto rispetto al crollo del 65% verificatosi a ridosso degli attentati. Una serie di considerazioni che supportano le previsioni degli ottimisti e cioè quelli che prevedono il ritorno alla "normalità" entro il 2002. Gli interventi sui costi. Nel contempo si dovrebbero esplicitare appieno gli effetti connessi agli interventi di carattere straordinario attuati sul fronte dell’efficienza e del controllo dei costi. E fra questi è doveroso menzionare i progetti miranti alla riduzione delle funzioni centrali considerate non indispensabili e la centralizzazione delle attività amministrative per consentire agli operatori locali di focalizzarsi sullo sviluppo del proprio business. Attività che poi, in un secondo tempo, potrebbero essere esternalizzate tramite l’outsourcing. Due progetti già inseriti nei piani a medio termine, ma anticipati per fronteggiare un evento straordinario ed eccezionale. Due progetti che complessivamente apporteranno risparmi annui per oltre 25 milioni di dollari a regime e oneri straordinari non ripetibili per quasi 18 milioni di dollari, che verranno spesati quasi totalmente nell’esercizio in corso in aggiunta ai 10 già preventivati dal budget. Oneri di non poco conto, ma considerati indispensabili per riportare il gruppo ai livelli di redditività previsti dal piano e consentire al gruppo di ritornare già dal prossimo anno a livelli di "normalità". Più in particolare, il primo progetto prevede risparmi annui a regime nell’ordine dei 14 milioni di dollari, con oneri straordinari non ripetibili di quasi 10 milioni di dollari tutti spesati nel 2001, mentre quello inerente la centralizzazione delle attività amministrative dovrebbe apportare sinergie annue dell’ordine dei 12 milioni di dollari, con otto milioni di oneri straordinari, di cui cinque da spesare quest’anno. Il ruolo delle grandi stazioni. Nel contempo proseguono i programmi predisposti negli altri Paesi e nelle altre aree di business per razionalizzare la presenza e focalizzare l’attività sul core business: i servizi di ristoro per chi viaggia. Area d’affari nella quale il gruppo italiano è leader mondiale per quanto concerne i servizi in concessione. E fra le operazioni più recenti è doveroso ricordare la cessione delle attività elvetiche di ristorazione a bordo dei treni alle Ferrovie Federali Svizzere; scelta attuata per completare la razionalizzazione delle attività svizzere e concentrarsi sui servizi di ristorazione a terra negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. Un business, quest’ultimo, nel quale Autogrill è leader in Francia e prevede un forte sviluppo in Svizzera, ma soprattutto in Italia. Nel nostro Paese è stato infatti recentemente siglato un accordo con la società Grandi Stazioni per aprire trenta nuovi punti di ristoro nei 13 principali snodi ferroviari. I punti vendita a disposizione del gruppo dovrebbero di conseguenza salire a circa 40 e generare a regime un giro d’affari superiore ai 50 milioni di euro annui a fronte di un investimento complessivo di 13 milioni di euro da realizzarsi entro il 2004. Le proiezioni al 2001. Una serie di iniziative i cui effetti si dispiegheranno appieno nei prossimi anni, ma già presenti nei conti in esame come sopra menzionato. Il 2001 risentirà infatti delle conseguenze scatenatesi a seguito degli attentati terroristici dell’11 settembre e quindi il giro d’affari dell’intero anno non potrà riprodurre le performance dei primi nove mesi. Le proiezioni per l’intero esercizio indicano comunque un fatturato superiore ai 3.250 milioni di euro, pari a un progresso superiore al 6,5% e cioè migliore al livello minimo della forchetta indicata agli analisti lo scorso 14 novembre. Uno sviluppo ascrivibile in misura determinante al consolidamento della neoacquisita Passaggio in quanto la chiusura di alcuni punti ristoro e gli effetti degli attentati hanno pressoché azzerato i progressi realizzati nei primi nove mesi a parità di perimetro. La cessione ha infatti portato all’uscita di circa 40 milioni di euro, e altri 50 circa sono ascrivibili alla riduzione del business aeroportuale Usa. Ipotesi, quest’ultima, conservativa anche perché la capacità di recupero è stata superiore alle attese come sopra ricordato. L’effetto attentati. Positivi e in linea con le previsioni oltreché con i dati dei primi nove mesi il business realizzato negli altri Paesi e nelle altre aree d’affari. E così dovrebbe essere anche per gli indicatori reddituali, che dovrebbero migliorare pressoché ovunque, ma difficilmente potranno azzerare il contraccolpo Usa. L’ebitda dovrebbe comunque migliorare leggermente rispetto al 2000 e collocarsi al di sopra dei 380 milioni di euro, pari all’11,5% del giro d’affari. Tale indicatore, elaborato sulla base di ipotesi conservative, potrebbe però avvicinarsi al 12% se verrà confermato il trend in atto negli Usa. L’utile operativo dovrebbe così collocarsi intorno a 120 milioni di euro dopo aver spesato 260 milioni di ammortamenti, di cui 110 ascrivibili al goodwill. La redditività risentirà poi degli sforzi straordinari sopra descritti e sintetizzabili in 25 milioni di euro di costi non ricorrenti, mentre gli oneri finanziari dovrebbero rimanere sostanzialmente stabili a 60 milioni, merito la riduzione dei tassi e pur in presenza di un aumento di 100 milioni dell’indebitamento medio. Crescita ascrivibile ai 190 milioni di euro di acquisizioni realizzate nel frattempo e pur in presenza della stabilità dell’indebitamento puntuale. E se tutto ciò sarà confermato l’utile pre tasse dovrebbe collocarsi intorno a 35 milioni di euro, mentre il conto economico, dopo aver spesato 30 milioni di euro di imposte, dovrebbe chiudersi in sostanziale pareggio anche perché gli effetti degli interventi realizzati si espliciteranno solo dal prossimo esercizio. Le attese per il prossimo anno. Il 2002 dovrebbe così presentare un giro d’affari superiore ai 3,3 miliardi di euro, pari a un progresso inferiore al 2% nell’ipotesi conservativa che considera una flessione del 4% nel giro d’affari realizzato negli aeroporti Usa. La redditività dovrebbe invece raccogliere i frutti delle iniziative attuate sul fronte dell’efficienza, con particolare riguardo ai mercati americano e svizzero, e l’ebitda dovrebbe collocarsi intorno a 410 milioni di euro, con un progresso di quasi il 10% rispetto alle ipotesi formulate per il 2001. Il rapporto ebitda fatturato dovrebbe di conseguenza migliorare di quasi un punto, collocandosi in prossimità del 12,5 per cento. Lo sviluppo reddituale. Ancora più significativi i progressi attesi a livello di ebit, che dovrebbe presentare una crescita dell’ordine del 25% a 150 milioni di euro circa pur in presenza della conferma degli ammortamenti a 260 milioni di euro, di cui 110 di goodwill. Le performance beneficeranno, inoltre, della riduzione a 50 milioni degli oneri finanziari e della contrazione da 25 a 10 milioni di euro delle componenti straordinarie di costo. Riduzione abbinata alla non ripetibilità degli oneri spesati nel 2001 come sopra ricordato per quanto concerne le componenti straordinarie e alla riduzione dei tassi oltreché dell’indebitamento previsto a parità di perimetro. Ricordiamo al riguardo che il gruppo ha confermato la capacità di generare oltre 100 milioni di free cash flow, pari cioè a oltre il 3% del giro d’affari. L’utile pre tasse dovrebbe di conseguenza fissarsi intorno a 90 milioni di euro e il conto economico chiudersi con un risultato netto prossimo ai 45 milioni, dopo aver assegnato a terzi cinque milioni e spesato 40 milioni di imposte.
    Sabato 15 Dicembre 2001
 
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