Autogrill, apripista della Biagi

14/10/2003


      Martedí 14 Ottobre 2003

      ITALIA-LAVORO


      Autogrill, apripista della Biagi

      La società seleziona un centinaio di giovani con le nuove regole sull’apprendistato previste dalla riforma

      SERENA UCCELLO


      MILANO – La Gazzetta ufficiale con il decreto attuativo della legge Biagi non è, forse, ancora arrivata in tutte le edicole o su tutte le scrivanie dei direttori del personale, ma c’è già chi si prepara ad applicare la legge con un primo banco di prova: una nuova campagna di assunzioni. È il gruppo Autogrill che annuncia il reclutamento di cento giovani utilizzando il nuovo contratto di apprendistato.
      Di fatto è la prima applicazione concreta della riforma del mercato del lavoro. Una scelta questa che nasce in parte «dall’esigenza – spiega Andrea Cipolloni direttore del "Canale Città" di Autogrill – di attrezzarsi alla scomparsa del contratto di formazione, che in passato ha assorbito l’80% delle nostre assunzioni, in parte dall’interesse a cogliere le novità offerte appunto dal pacchetto Biagi». Non un’astratta manfestazioni di interesse quella di Autogrill ma un progetto concreto che si concretizzerà in tempi brevi: i primi trenta apprendisti saranno inseriti entro la fine di ottobre. «Già all’inizio dell’estate – spiega infatti Paola Piccinelli responsabile delle risorse umane del "Canale Città" – abbiamo chiesto duecento autorizzazioni alla Provincia, facendo riferimento alla vecchia normativa, così da essere pronti non appena fosse stato approvato il decreto attuativo della Biagi. Parallelamente abbiamo messo a punto tutte le procedure per partire con i piani formativi individuali e predisposto i relativi libretti». E per ridurre ai minimi i tempi di attesa le selezioni saranno indirizzate al primo, dei tre livelli di apprendistato, previsti dalla normativa, vale a dire quello per «l’espletamento del diritto/dovere di istruzione e formazione». «Si tratta infatti – spiega Paola Piccinelli – dell’unico livello che non ha bisogno di un via libera da parte della contrattazione collettiva. Anche se in prospettiva siamo interessati sia all’apprendistato professionalizzante che a quello per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione, vincolati entrambi alla contrattazione». Le selezioni si rivolgeranno a giovani compresi da 18 a 23 anni e saranno strutturate in tre fasi «proprio perché – continua Piccinelli – la durata triennale del contratto ci impone un reclutamento particolarmente accurato».
      Filo conduttore, l’approccio multietnico e multilingue dal momento che spiega Andrea Cipolloni «il personale extracomunitario costituisce il 12% circa del nostro organico (12.099 addetti che arrivano a 14mila con gli stagionali), con punte del 60-70% nelle grandi città». Una strada per accedere al mondo del lavoro dunque, «in passato – dice Piccinelli – il 98% dei contratti di formazione veniva trasformato in un’assunzione», ma anche un percorso per conseguire una qualifica professione che in questo caso è quella di operatore pluriservizio e di operatore alla ristorazione veloce. E in prospettiva l’obiettivo è non solo quello di utilizzare l’apprendistato per le qualifiche più alte, ma pure di estenderlo alle altre divisione, i cosiddetti "canali", del gruppo. Il Canale città rappresenta infatti il 15% del fatturato italiano (un miliardi di euro in totale) che a sua volta rappresenta il 31% del business complessivo (3,3 miliardi). Le rimanenti quote sono per il 55% in Usa, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Malesya e per il 14% in Europa.
      E così dopo l’avvio di questa prima fase a Milano, Brescia, Verona, Bologna e Roma le assunzioni attraverso l’apprendistato saranno estese a tutto il gruppo.