Autogrill, 800 mln da Mcc e Intesa

19/02/2004


MFBorse & Borsini
Numero
035, pag. 11 del 19-02-2004
di Manuela Brambati

L’esposizione del gruppo che gestisce i punti di ristoro complessivamente è di 1,1 miliardi di €.
Autogrill, 800 mln da Mcc e Intesa

Il rifinanziamento, a cinque anni, sarà suddiviso in due tranche uguali a carico delle banche. Nel 2002 il gruppo aveva attuato anche un private placement da 350 mln. Ieri il titolo ha perso l’1,18%


Mcc e Banca Intesa sono al lavoro per rifinanziare il debito di Autogrill. La società controllata al 56% da Edizione holding, la cassaforte della famiglia Benetton, ha un’esposizione complessiva verso le banche di 1,1 miliardi di euro. Il rescheduling, a cinque anni, da parte delle banche sarà in due tranche da circa 400 milioni di euro ciascuna. Non sarà, invece, oggetto di rinegoziazione il private placement da 350 milioni di euro organizzato nel febbraio del 2002. L’operazione finanziaria targata Mcc-Intesa potrebbe anche agevolare un’eventuale cessione di Autogrill (in merito all’interesse di alcuni fondi vedere box in pagina). Goldman Sachs, nel frattempo, ha ricevuto un mandato per valorizzare gli asset di Autogrill.

Il primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione per chi viaggia ha appena fatto sapere che, nel triennio 2004-2006, prevede una «significativa evoluzione del proprio business». Boston consulting, proprio per raggiungere questo obiettivo, ha realizzato un nuovo piano industriale. Nei prossimi tre anni, l’incremento medio annuo delle vendite dovrebbe essere del 4,5% (a 3,6 miliardi di euro) e l’ebitda, nel 2006, dovrebbe attestarsi al 14,5% dei ricavi.

Il gruppo Autogrill stima, inoltre, che «alla difficile congiuntura 2001-2003 subentri un triennio caratterizzato dal recupero della produttività e dei consumi nell’economia statunitense, conseguenze delle politiche monetarie adottate». Più «contenuta ma egualmente positiva», sempre secondo la società controllata da Edizione holding, «la crescita in Europa dove per il settore dei trasporti autostradali è previsto un incremento medio annuo del 2,4% (in Italia la crescita stimata è del 2,5%)». Nel 2003 il giro d’affari ha comunque raggiunto quota 3.143,3 milioni di euro. Il problema principale dei Benetton rimane, comunque, quello di fare cassa in tempi rapidi. Edizione holding, nel 2002, ha infatti chiuso per la prima volta il bilancio con una perdita consolidata di quasi 100 milioni, contro l’utile di 45 milioni registrato soltanto un anno prima. Deve fare i conti, anche, con 3 miliardi di euro di debiti, senza contare gli effetti dell’offerta pubblica di acquisto su Autostrade. Ecco perché la famiglia sta anche valutando l’ipotesi, come anticipato da MF il 28 gennaio 2004, di vendere tutti i 316 punti di ristoro gestiti lungo le autostrade. Un progetto (smentito da Autogrill ma non dalla famiglia) che garantirebbe un’iniezione di liquidità per i Benetton grazie alla distribuzione da parte di Autogrill di un super-dividendo, di cui ovviamente beneficerebbe soprattutto la famiglia (socio di maggioranza). Ieri, intanto, Autogrill ha perso in borsa l’1,18%, a 11,04 euro, dopo il balzo di oltre il 2% di martedì sulla scia delle buone prospettive per il prossimo triennio. (riproduzione riservata)