Auto, a luglio un altro crollo «Un disastro, il governo intervenga»

02/08/2010

Concessionari dell’auto in allarme. Il mercato a luglio si rivelerà un «vero disastro», con un crollo delle mmatricolazioni del 26%: lo anticipa Federauto, alla vigilia dei dati ufficiali che verranno pubblicati oggi, chiedendo al governo di intervenire. «Negli Usa – spiega Filippo Pavan Bernacchi, presidente della neonata Federauto (già Federaicpa), l’associazione dei concessionari di tutti i brand commercializzati in Italia –Obama visita la- Chrysler ed elogia Marchionne che riceve anche consensi dagli operai. Obama si spinge a rivendicare di aver varato la legge sulla rottamazione “che ha salvato almeno100mila posti di lavoro, permettendo di realizzare auto e camion che consumando meno ci porteranno verso un futuro di indipendenza energetica”. In Italia è il contrario ».
Il numero uno dei concessionari continua: «Luglio consuntiva un altro -26%. Questo dato si avvicina molto alla realtà perchè sembra che i principali costruttori abbiamo finalmente tolto il piede dalle kilometri zero. Perchè non si può continuare all’infinito ad auto immatricolarsi vetture per dimostrare dati di quota non veritieri. E infatti il mercato a privati, quello non inquinabile da auto immatricolazioni, vede una flessione del 30%. È così ormai da qualche mese nell’indifferenza del governo». GHE PENSI MI Per Pavan Bernacchi servirebbe da parte di Berlusconi un altro «ghe pensi mi»: rinnovando dei bonus pluriennali per svecchiare il parco auto e incentivare le vetture a basso impatto ambientale, e varando una politica seria per riallineare la tassazione delle vetture aziendali agli altri paesi europei. «C’è una differenza enorme a nostro sfavore». Ormai, prosegue Federauto, «il trend post-incentivi è confermato:
lo Stato introiterà circa 2 miliardi di imposte a vario titolo in meno, i concessionari devono agire sui costi del personale sopprimendo circa 15mila posti di lavoro, cui se ne aggiungeranno almeno 30mila dell’indotto». Federauto chiede quindi misure che sarebbero, dice, a costo zero, perchè si pagherebbero sia con le imposte sulle auto, sia con la riduzione delle spese mediche legate alla cattiva qualità dell’aria e la diminuzione di incidenti. Inoltre ci sarebbe un minor ricorso agli ammortizzatori sociali che drenano risorse statali. «Questo si otterrebbe, come dice Obama, incentivando l’acquisto di auto che consumano e inquinano meno, e sono più sicure con dotazioni moderne come le scocche a deformazione progressiva». Quanto alla questione Fiat, Pavan Bernacchi la fa semplice: «È importante che Fiat resti in Italia. Per questo serve un atteggiamento totalmente diverso di certi sindacati. Produrre in Europa non conviene più e tutti delocalizzano. Vogliamo rendercene conto? Così avremmo dei bei contratti ma pochissimi
ne potrebbero godere perché disoccupati».