«Aumentare troppo i prezzi è reato penale»

14/01/2003




        14/1/2003

              INDAGINE SULL´INFLAZIONE: +7% PER LE CASALINGHE, PENALIZZATI I CETI DEBOLI
              «Aumentare troppo i prezzi è reato penale»

              Raffaello Masci

              ROMA
              Da quando circola l´euro i pensionati pagano la spesa quasi un quarto in più. Quella degli studenti è aumentata di un ottavo, all´incirca come quella degli impiegati, mentre più modesto è stato l´incremento di quella delle casalinghe (ma pur sempre attestato sul 7%). Dopo i dati ufficiali dell´Istat e quelli contestatissimi di Eurispes, ora l´Intesa dei Consumatori (che raccoglie quattro storiche sigle del consumerismo italiano: Codacons, Federconsumatori, Adoc e Adusbef) torna sul tema dell´inflazione e fornisce i risultati di una nuova rilevazione, condotta sui consumi quotidiani – cappuccino, cornetto, giornale, spesa alimentare e simili – articolati secondo gli stili di vita di quattro categorie-tipo di cittadini. Apprendiamo, allora, che un impiegato medio, che al mattino fa colazione al bar, compra il giornale e le sigarette, fa benzina e alla sera va a cena in pizzeria oggi spende l’11, 2% in più rispetto al 2001. Mentre una casalinga che fa la spesa al mercato, va dal parrucchiere, compra un settimanale e prepara la cena per la famiglia spende il 6,8% in più oggi che nel 2001. E così lo studente vede i suoi consumi più cari del 12,6% ed il pensionato addirittura del 22,5%. Colpa dell´euro? Senz´altro, ma soprattutto dei «centesimi» che, col pretesto di essere scomodi, sono sparirti «colpevolmente». Da qui il nuovo elemento di cui l´indagine dei Consumatori si arricchisce questa volta: la sanzione. Non occorre solo monitorare i prezzi, ma punire – codici alla mano – i commercianti dall´arrotondamento facile. E per questo la proposta è duplice: da una parte c´è il tradizionale boicottaggio commerciale e dall´altra una modifica, proposta dai consumatori stessi, dell´articolo 501 del codice penale (relativo al reato di aggiotaggio) con l´aggiunta di un «bis» che sanzioni esemplarmente gli arruffatori di inflazione: «Chiunque commercia all’ingrosso o al dettaglio – dice la proposta legislativa dell´Intesa – determinando un aumento percentuale del prezzo al consumo, non giustificato dall’aumento del prezzo a lui praticato dal fornitore, superiore al triplo della percentuale di aumento medio calcolato dall’Istat per il mese precedente di quello stesso prodotto, è punito con la multa da 500 a 50.000 euro». L’obiettivo, spiega Rosario Trefiletti di Federconsumatori, «è quello di non criminalizzare l’intera categoria dei commercianti per il caro-vita ma punire solo i furbi». Comunque, alle sanzioni della legge, poi, andrebbero associate le tradizionali misure «punitive» di mercato: per esempio disdettare i conti correnti con le banche che hanno venduto i bond argentini o titoli «fregatura», ricorrere al giudice di pace per ottenere il rimborso sulle polizze delle compagnie assicurative multate dall’antitrust, boicottare i commercianti disonesti e le pompe di benzina più care, come Erg e Esso, secondo la denuncia di Carlo Rienzi presidente del Codacons. Una mano ai consumatori l´ha data anche il capo degli economisti della Bce, Otmar Issing: «Abbiamo grossolanamente sottostimato il netto rialzo provocato dall’introduzione dell’euro su alcuni prezzi – ha detto Issing – in particolare nel settore dei servizi, che sono anche quelli che concorro di più a determinare l’inflazione percepita delle persone. E abbiamo dovuto imparare che esiste un fenomeno chiamato inflazione percepita, anche se siamo convinti che sia solo temporaneo e che l’accettazione dell’euro non ne abbia sofferto». Comunque, secondo Issing, l´inflazione di Eurolandia dovrebbe attestarsi nell´anno in corso al di sotto del 2% ed è anche prevedibile una ripresa dell´economia. Inutile dire che all´azione di protesta delle associazioni dei consumatori è seguita prontamente la reazione dei commercianti che, attraverso il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, hanno denunciato una degenerazione della controversia: «Basta con questa caccia alle streghe. Si rischia di trasformare la guerra dei prezzi in guerra tra commercianti e cittadini. Proponendo l’introduzione di multe per i commercianti "che ci marciano", invitando a boicottare i distributori Erg ed Esso, l’Intesa continua a fomentare un clima di sospetto tra i consumatori nei confronti degli esercenti».